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gennaio 15, 2011

EDWARD HOPPER (upon Carlo Ambrosini)

Un tempo bloccato che perdura nella mente.
Un fotogramma fuori dal film... una foto istantanea fuori dalla realtà...
un attimo fermo, separato per sempre da quello prima e da quello dopo, perduto nel tempo e nello spazio per opera di un incantesimo.

"io non mi figuro il tempo come qualcosa di stabile e lineare... nella nostra memoria, il tempo si aggroviglia...
degli infiniti frammenti che lo compongono alcuni rimangono impressi nella nostra memoria, altri svaniscono e sembrano perdersi...
ma in realtà, neanche il più piccolo di questi attimi si perde mai definitivamente. Al massimo rimane in sospensione..."
"Questa è un'idea poetica... io non l'ho mai toccato, un attimo in sospensione..."
"Questo artista invece sì, quando dice che il miglior soggetto per un quadro è una parete investita da un raggio di sole...
un'immagine ferma in un istante eterno, caldo, immobile e rassicurante...

Il vantaggio dell'artista, come direbbe Mordecai Richler, è che quell'attimo lo sceglie (l'artista sceglie l'attimo o l'attimo sceglie l'artista? O entrambi sono scelti dall'arte? E chi sono io, uno che ha tutte le risposte? Fate un po' voi...); l'artista è il padrone assoluto delle proprie regole, il creatore del suo mondo. Fa per sé e poi per tutti - o quantomeno chi ha occhio, orecchio, cuore, voglia.
E pazienza se riproduce quello che vede: l'occhio umano fa sempre e comunque prima una scelta, poi passa a tradurre questa scelta nel linguaggio che più gli è congeniale (sia un film, un quadro, un trattato filosofico, una melodia o una poesia).
Il nostro attimo, oggi, è quello delle escort, dei soldi sopra tutto, del successo. Ed è lì fermo, nessuno lo smuove, un incantesimo alla rovescia, un Hopper con una gran bella gastrite. Questo, noi vediamo. E come è vero che sei quello che mangi, nessuna meraviglia se la bellezza s'è rintantata (peggio: degradata e trasmutata nel concetto di bella gente, esteti da due soldi che sfoggiano le loro miserie come fossero gran pregi, e hanno pure la pretesa di convincerti).

Certo, in tutto questo fa eccezione Clint Eastwood, un tizio che - sospetto - te ci vai con un foglio di carta e lui ti ci tira fuori un origami, gli porti un pomodoro e una foglia di basilico e ti ci fa un sugo da sogno, gli dici una parola e lui te la trasforma in marmo.

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