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maggio 13, 2011


URLO IMMAGINARIO LIBERATORIO

Tanta gente parla come se
proprio
in quello che dice
dovesse trovare un senso
per la propria
esistenza.
Più parlano, più hanno senso e
coscienza d'esistere.
Questo,
ovviamente,
al di là di ogni
significato
di ciò che dicono;
tanto più
che le parole non son altro che
aria
più o
meno
rarefatta - specialmente
le loro.
Ti rovesciano addosso (e temono il silenzio,
chissà perché)
i loro
sproloqui,
le loro
insensatezze,
le loro
inezie,
le loro
elucubrazioni.
Se le passi nello staccio,
non resta niente - ma intanto
le hai dovute stacciare,
e il tempo lo hai perso, dietro a loro.
Per conto mio,
io so soltanto quanto picchia
il sole a Washington,d'estate,
sul Mall;
ma non mi vien neanche da dirlo,
a nessuno di questi qua.

3 commenti:

shadysun ha detto...

diffido delle persone cbe temono il silenzio. la paura del vuoto le rende claustrofobiche per il mondo circostante. o perlomeno per me

utente anonimo ha detto...

Con tutto il fiato sprecato si potrebbe rigonfiare l'atmosfera di Marte.

peppe80 ha detto...

La gente che tu descrivi è quella che chiude gli occhi. Quella che non vuole farsi domande e che, al motto di "La vita è una", appiattisce ogni cosa alla sola sfera materiale, condannando a prescindere ogni tentativo di analisi che vada oltre le solite menate cattoliche del "ringraziare ogni giorno che si è sulla terra". Intendiamoci, io non le condanno. Dico solo che a certe conclusioni bisogna arrivarci con la ragione e con la sofferenza, semmai. Con lo studio, semmai. La gente che parla per sentirsi viva ci arriva per partito preso, di solito spinta da una comunità che impone i suoi diktat. Poi, ognuno fa come crede.