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giugno 17, 2011


...magari andrò controcorrente, ma a me non sembra che il risultato del referendum sia questo gran successo.
Certo, se passiamo a considerare il fatto che venivamo da una ventina d'anni di non raggiungimento del quorum, la cosa non può che ridimensionarsi in positivo.
E però.
E però mi fanno sinceramente schifo i miei connazionali, se tengo a mente che circa il 44% - addiritittura il 48, se includiamo quelli all'estero - degli italiani, ancora oggi, dopo anni di governo incentrato sull'io (su un io in particolare, egopatico maneggione e megalomane) e sull'interesse esclusivo di quest'ultimo, dopo prove tangibili e inquietanti di sbroccamenti più o meno pittoreschi più o meno grotteschi più o meno tragici; dopo figure internazionali che contano assai più di quel che si vorrebbe far credere (citando - piuttosto a sproposito, visto come facevano i titoli a quel tempo, ma non solo a quel tempo, in realtà - Truffaut, si potrebbe dire che non è solo questione di corna! E si veda il caso Battisiti, tanto per citare l'ultimo in ordine di tempo); dopo ministri che nemmeno in caricatura feroce sarebbero così; dopo ignoranza, ricatti di Signorini, televisione a creare un consenso basato sulla "riduzione" e sulla mediocrità sempre più condivisa: in altre parole, dopo diciassette anni di berlusconismo, quasi la metà degli italiani ancora non si reca a votare.
E non si parla nemmeno di elezioni amministrative o politiche (non che questo possa essere un vanto, ma insomma: un referendum solitamente ha anche impatti più immediati e diretti sulla vita della gente, e posso anche - in via del tutto teorica! - ammettere che qualcuno in nome di uno pur discutibilissimo schifo super partes onnicomprensivo si rifiuti programmaticamente di andare a votare alle politiche), ma di quesiti che più o meno recitavano:

- volete che il paese investa nell'energia nucleare, aprendo nuove centrali?
- volete che la gestione dell'acqua passi dal settore pubblico a quello privato?
- volete che il gestore di tale servizio possa trarre un profitto che si intasca, anziché essere obbligato a reinvestire eventuali proventi per il miglioramento del servizio?
- volete che tizi che ricoprono cariche di potere possano sottrarsi ad un eventuale giudizio della legge, adducendo legittimi impedimenti compatibili (più o meno) con la loro carica?

Ecco: io non posso credere che il 44% degli italiani non abbia voluto rispondere Sì o No a queste quattro domande.
E fuori dal mondo - ma paradossalmente fa anche meno notizia, visto ormai il pane quotidiano che ci ammannisce - è l'invito che il partito di maggioranza ha sistematicamente dato: "non andate a votare".
Non andate a votare.
Non andate a votare.
Non - badate bene - "dite No", la nostra linea di partito suggerisce questo; bensì: "non andate a votare".
Vogliamo provare a tradurre cosa questo significhi? Riusciamo a capirlo? Un'enormità, a mio modo di vedere, che può significare: non son questioni che meritano la vostra attenzione; non sforzatevi; non scomodatevi a pensare e magari elaborare una risposta, un opinione.
In definitva: chi vi governa, chi avete eletto, non vuole che pensiate. Non suona sinistro?
Si sarà reso conto l'italiano medio della contraddizione di tutto ciò? Si sarà ricordato dei continui riferimenti di Berlusconi alla sovranità
(sua, prima che tutto il resto) popolare, al ricorso e alla giustificazione della piazza come suo fine e mezzo ultimi; avrà pensato il cittadino quanto sia strano ora invocar sistematicamente la piazza e il plebiscito popolare (?) e poi negarli nel loro principale modo di espressione? Cos'è mai un referendum? Perché la piazza dovrebbe sprecare il suo tempo a dir la sua? Andate al mare (disse qualcun altro - e speriamo che la fine sia la medesima), e non pensate.
Io stesso - ha detto lui - non andrò a votare.
Un rappresentante delle istituzioni, un tizio eletto (insieme a quell'altro animale illletterato, lo stroncasse un altro colpetto non si capice nemmeno più quel che dice - e non è detto che sia un male!) - fino a prova contraria - dal popolo, non va a votare.
Non è insultante?
E com'è possibile - ripeto - che quasi la metà degli italiani non sia andata a dare il suo Sì o il suo No ad un referendum come questo?
Evidentemente, la strada è ancora lunga. Molto lunga. Molto più di quanto si pensi.
Perché tolto questo satiro anziano imbolsito e ormai ridotto a uno stato semi-larvale, tolto il suo corteggio di miserie, tolti i ridicoli cortigiani, resta l'italiano medio.
Quello che non va a votare, tanto non cambia niente.

giugno 10, 2011


Su, dai: diventa anche tu un ITALIANO-DI-MERDA©!

Sì: è facilissimo, e anche gratuito! E le strade sono molteplici, e assolutamente IN DISCESA: ti basta evitare sistematicamente di andare a votare, sfanalare in autostrada a chi ti sta davanti in corsia di sorpasso, fare l'applauso quando atterra l'aereo, comportarsi in modo chiassoso e molesto in ogni occasione, sfoggiare il prioprio SUV parcheggiandolo in doppia fila o sulle aiuole perché si noti di più, disprezzare a prescindere gli immigrati perché ci rubano il lavoro e non pagano le tasse, evitare le code agli sportelli, raccomandarsi a cani e porci per ogni necessità e vivere da furbi, delegare al sottoposto di turno ogni incombenza e poi atteggiarsi a quello che lavora, straparlare avendo una risposta a tutto, vestirsi con roba orribile purché griffata e costosissima, guardare reality e altri programmi parimenti intelligenti appassionandosi morbosamente alle vicende di cronaca nera di zio tizio, del piccolo caio, e via così, indebitarsi con le rate per comprarsi uno spartphone, un laptop, l'i-pad.

Basta poco per essere un perfetto ITALIANO-DI-MERDA
©! Nessuno sforzo particolare e vi scoprirete sorprendentemente vicini alla sua essenza più profonda! Perché informarsi, capire, osservare, ragionare? Un vero ITALIANO-DI-MERDA© non ne ha assolutamente bisogno, e vive benissimo! Lasciate stare la politica, l'impegno civile, la cultura, l'ascolto dell'altro: tutte fatiche inutili e futili! L'ITALIANO-DI-MERDA© sa benissimo quel che vuole e quel che conta, e sa coltivare e far prosperare le sue doti peggiori, pel suo benessere e vantaggio esclusivo.
ITALIANO-DI-MERDA
©: non ne sei mai così distante! Fallo emergere anche tu. Siamo (siete) veramente tantissimi: uno si stupirebbe (o forse no).

giugno 09, 2011


Avevamo un professore di italiano che era un vero mattacchione, una sagomaccia. Un barbapapà con la frangetta grigia e l'espressione di chi ti ha appena rubato la marmellata di sotto il naso. Quindi, quando con tutta la classe andammo in gita - lui non c'era, con noi avevamo soltanto la professoressa d'inglese, vecchia troia rintronata, e quello di diritto, un tizio che parlava solo in dialetto stretto e dormiva con la papalina e il pigiama coi bottoni - a Lampagnone Cistola, ci venne naturale, a me al Bronze, il mio compagno di banco fortunato con le donne (peccato a tutt'oggi sia morto per droga), di spedirgli una cartolina in classe con su scritto: "Saluti da Beppe Fenoglio".
Quando tornammo, il lunedì, lo trovammo ad attenderci sulla porta della nostra aula. Aveva il solito sorriso da metalmeccanico in pausa, e ci agitava davanti agli occhi la cartolina, giocoso:
"L'hai scritta te, eh, questa, Testina? Voi, eh? Bravi, bravi... è morto, Fenoglio, è morto!"
E ci lasciò lì, ad entrare in classe perché c'era l'ora di francese, ed arrivava la professoressa Manitoba, una tizia coi capelli color melanzana sparati sul cranio, mentre le sopracciglia erano nere peciate e quasi unite.
Contenti, entrammo.
Ci divertivamo un bel po', col professor Gramagnola, Enzo, da Brugone di Romagna gran giocatore di biliardo e amante della musica barocca. E lui con noi, suppongo.

maggio 31, 2011


...be', che altro aggiungere?
Percentuali bulgare, valanga di consensi; piove su quei deficienti - anzi grandina.
Milano, Napoli, Cagliari,
Trieste,
Novara, Ravenna, Mantova;
Grosseto,
Bologna e Torino,
Arezzo, Savona,
Salerno;
Siena,
e quante altre.

Ci ha provato Fede, ieri sera, ad esordire con un irreale "ha vinto l'astensionsmo"; ha provato Libero stamani a rinfacciare (a chi?) di godersi i Comunisti, a questo punto.
E personalmente, oggi ho sentito un gruppetto di intelligentoni parlare della questione in questi termini:
"non capiscano un cazzo! pensare che ha vinto una sinistra con Bersani, Franceschini, Vendola: ma ti rendi conto Vendola? Io maiale, Vendola!"
"Ba': essere rappresentati da Vendola! Ti rendi conto? Ma io devo essere rappresentato DA UN FROCIO?"
"Eh, Silvio... io speravo in Fini, io cane, ma anche lui, è venuto fuori delle cose, poi! Come ha fatto Silvio a farsi battere da questi imbecilli?"
(Sono più o meno le stesse persone che qualche settimana fa liquidavano la questione Ruby e le altre con frasi del tipo "minorenne? Minorenne un cazzo: c'ha un culo, quella lì! Io 'un ci credo, ma se Silvio se l'è tromba, e ha fatto ma di molto bene!").
Il che rende, credo, alquanto l'idea di quanto ancora si sia al di sotto, nel complesso, di una minima soglia di intelligenza o di buon senso (lasciam da parte la cultura).
Oltre ad essere un ottimo esempio di pensiero povero.
Molto povero.

Comunque sia, e in definitiva, e a costo di apparir retorico, tutto ciò che mi vien da dire, adesso, è:

Testa bassa e lavorare, signori. L'elettorato ha fatto il proprio dovere, la gente ha risposto come doveva (sì, ma adesso il referendum, ok? 12-13 giugno, date quattro Sì facili facili e un'altra bella spintarella, suvvia. Vedete quanto poteva esser facile, e quant'è bello, usare il cervello?).
Vediamo se finalmente la smettete, di farci vergognare.

 

maggio 27, 2011


ALLO SBANDO o "DILLO AD OBAMA"

Il Ministro Calderoli e la Lega in genere vogliono spostare alcuni ministeri (dipartimenti, distaccamenti, quel che saranno) da Roma a Milano. Hanno proposto (perché?) anche lo spostamento del Quirinale.
Per quanto passi il tempo, e – voglio dire – uno dovrebbe abituarsi all'idea, io proprio non ce la faccio a contemplare il fatto che tra quelli che ci comandano e amministrano ci siano quegli zotici illetterati ignoranti della Lega.
Proprio no: che questi vitelloni razzisti, con i loro orizzonti ristretti, la loro piccineria e grettezza, il loro volerci spacciare la rozzezza per genuinità; che questi tizi, insomma, abbiano accesso a posizioni decisionali, di potere e responsabilità – e il tutto a spese nostre – mette quantomeno i brividi: ma voialtri, dico, per assurdo, fareste decidere per vostro conto uno come Borghezio? Bossi? Calderoli? Cota? Maroni? Zaia? Bossi figlio?
E allora? Come e quando sono arrivati fin dove sono oggi? Vanno al bar mentre suona l'inno, fanno il dito medio, vogliono spostarsi parte del governo sotto casa perché fa loro fatica andare fino a Roma. Ma cosa ci siamo persi; qual è il passaggio che manca? L'Italia ha veramente una maggioranza di persone che si riconosce in questa gente?
In questa, certo, come in quell'altra; una manica di tizi dalla fedina penale sporca o traballante - che di questo, in ogni caso, regolarmente è pronta a dar la colpa ai pm politicizzati, alle toghe rosse, ai complotti comunisti ed all'invidia acida del prossimo. Che si muove tra scandali e illegalità costanti, che al suo interno ha ex-soubrette, conduttrici e conduttori televisivi, uomini e donne di spettacolo o generiche risorse umane immancabilmente provenienti dalle ricche aziende di chi tale partito ha messo in piedi. A questa persona ovviamente debbono obbedienza cieca, spacciandocela magari per ragionato consenso e accordo, fino a sostenere che i festini con prostitute minorenni sono cene eleganti e che se di eventuale crimine si può parlare in questa faccenda è per un qualcosa compiuto nelle "sue piene funzioni di Primo Ministro", per riparare ad una possibile crisi internazionale. Che approva leggi a sbafo e vantaggio dell'uno (sempre lui); che sbandiera ai quattro venti quanto in Italia si stia bene (Giulio Tremonti: “Il rapporto ISTAT dice che un italiano su quattro è povero? Alzi la mano chi di voi lo è. Nessuno” - s'è pure risposto da solo) e quanto una crisi, se mai ci sia o ci sia stata, sia colpa della mancanza di collaborazione delle sinistre - d'altra parte loro in crisi mica ci sono, il resto son discorsi e cazzi nostri. Che acquista chi non ha, e lo ricompensa con prebende e posticini e nicchie di potere che voialtri tutti contribuite a pagare, e che utilizza i media – egualmente al soldo, come in parlamento - come strumento per offendere e inculcare e manipolare - e vai col videomessaggio, registrato senza contraddittorio e in spregio ad ogni regola e principio.
Che prova a fermare il presidente USA ad un G8, per dirgli che in Italia c'è la dittatura dei pm di sinistra - aiutami tu, che sei alto bello ed abbronzato: manda la NATO e bombardali.
Che promette cose illegali, inique e ingiuste pur di razzolare qualche voto nei Comuni (le case abusive a napoli non saranno abbattute; la tassa dei rifiuti non sarà più da pagare; gli eco-pass a Milano saranno gratuiti – venghino signori, venghino!) e che arriva a mettere in piedi un pubblico pagante ai comizi per ingenerare falso entusiasmo, fino a montar falsi attentati, incendi, scontri di piazza a simpatico ricordo della Strategia della Tensione formato nuovo millennio.
Che accusa il prossimo di cose che regolarmente commette, a porsi al riparo preventivo (sì, pei gonzi – ma ahimè, son così tanti?) da ogni possibile accusa.
La marea sale sempre più in alto, manovrata (nemmen tanto abilmente) da questa gente.
Ripeto, ancora: come siamo arrivati fin qui? Quanto ancora prima di dir basta?
E davvero c'è così tanta gente che non andrà a votare al referendum, in nome de solito malinteso fatalismo o, peggio, di un menefreghismo colpevole più di mille abusi & privilegi da parte di uomini così dappoco?

maggio 13, 2011


URLO IMMAGINARIO LIBERATORIO

Tanta gente parla come se
proprio
in quello che dice
dovesse trovare un senso
per la propria
esistenza.
Più parlano, più hanno senso e
coscienza d'esistere.
Questo,
ovviamente,
al di là di ogni
significato
di ciò che dicono;
tanto più
che le parole non son altro che
aria
più o
meno
rarefatta - specialmente
le loro.
Ti rovesciano addosso (e temono il silenzio,
chissà perché)
i loro
sproloqui,
le loro
insensatezze,
le loro
inezie,
le loro
elucubrazioni.
Se le passi nello staccio,
non resta niente - ma intanto
le hai dovute stacciare,
e il tempo lo hai perso, dietro a loro.
Per conto mio,
io so soltanto quanto picchia
il sole a Washington,d'estate,
sul Mall;
ma non mi vien neanche da dirlo,
a nessuno di questi qua.

marzo 26, 2011

A volte mi capita di alzarmi presto, il sabato mattina.
Magari mi dico: ci sarà fila alle poste, anche alle otto di mattina? Ci sarà gente al supermercato?
Ok, adesso vi passerò una verità di quelle pesanti, segnatela e mettetevela nel portafoglio: per quanto ti possa alzar presto, ci sarà sempre qualcuno più fesso di te.
E in quanto fesso dovrà fare mille domande all'impiegato, stare davanti al banco frigo in statica adorazione, spostare il tuo carrello sennò non raggiunge la passata di coyote, uscire da un parcheggio in mille modi diversi e tutti sbagliati, avere atroci dubbi esistenziali mentre ordina un caffè e un cornetto all'anacardo syriano.
E poi ovviamente tu alle poste avrai qualche intoppo, così come in banca, così come nella vita in generale.
(Ecco, questa è un'altra utile traslazione sistemica dal particolare al generale; niente più che un corollario della legge di Murphy, forse - io comunque mi segno anche questa, fate lo stesso).
Se arrivi al bar per prendere un caffè e trovi la lenta ed estenuante coda mentre quello dietro ti alita sul collo (e sa di morte, dio se sa di morte); se, con lo scontrino, al banco in attesa ti passano tutti avanti (sì: anche quello che sa di morte); se al momento di prendere dalla macchina i sacchetti della spesa dessi decidono di sfondarsi tutti insieme e se - si badi: la cosa segue l'altra - hai parcheggiato in una strada leggermente in discesa e se piegandoti per raccogliere gli zucchini e la coca-cola ti vola di mano anche la ricevuta della raccomandata-1 che il deficiente il quale avrebbe dovuto spedirtela in ufficio ti ha inviato - così, per fare l'originale e mettere un po' di pepe nella tua giornata - a casa e ovviamente non c'era nessuno e quindi ti è toccato andare alla posta sabato mattina presto sperando di evitare la coda giusto per sentirti dire (dopo ovviamente aver fatto la coda) ci dispiace questa è una raccomandata-1: se non è a casa al momento della consegna la giacenza comincia da tre giorni dopo. E che cazzo, fai tu, di raccomandata-1 è, allora, mi scusi? Cioè, dovrebbe esser più veloce, o cosa?; No vede, c'era un numero nell'avviso che le hanno lasciato giovedì; bastava lo chiamasse e si metteva d'accordo per la riconsegna. Sì certo e io aspettavo in casa tutto il sabato mattina che arrivasse il postino, che di sicuro sarebbe arrivato all'una meno cinque, così la mattinata era andata e m'avrebbe pure fatto bruciare il soffritto, scusi sa ma mi son svegliato presto stamani, probabilmente questi son tutti velati messaggi che mi voglion dire "cazzo, ti sei alzato a fare, presto?"; Gesù, ma sa che me lo chiedo anch'io? Tutte le mattine, eh? Ok, prossimo!
Be', quindi: se insomma tutto questo, mentre rimetti a posto la roba (dopo averla inseguita e aver recuperato anche la ricevuta della raccomandata-1 infilatasi per colpa del vento sotto una macchina, ricevuta da prensentare nuovamente dopo le 11, la stessa mattina), in frigo, e scopri che due kiwi si son sfrittellati nella caduta, ti dirai: niente ti dirai, perché a quel punto ti suona il vicino.
Il quale vorrà passarti la fattura ENEL del condominio, ma non te la darà e basta, in cambio della tua quota parte; no: dovrai sorbirti una buona mezz'ora (quantomeno) di storie su come si potano i gerani (si potano, i gerani?), su quando un suo bis-cugino fece tredici al totocalcio beccando la vittoria della Cavese sull'Atalanta, su come si fa a preparare un'ottima fricassea di rape & mozzarella. Le stesse esatte cose della volta precedente.
Quando finalmente chiudi la porta, ti dici: che diavolo stavo pensando?
Sicuramente era qualcosa di fondamentale per il tuo futuro e quello di tutti, capite.
Ma tutto quel che ti viene in mente è una nota di Palazzo Chigi, per la precisione questa


Precisazione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri

24 Marzo 2011

Il resoconto fornito da alcune agenzie di stampa in merito alla cena di ieri sera del Presidente Berlusconi con il gruppo dei Responsabili è ricco di fantasie e imprecisioni. In particolare, il Presidente non ha cantato alcuna canzone.

(questo il link ufficiale:
http://www.governo.it/Governo/Portavoce/Comunicati_stampa/testo_int.asp?d=62926)

Questa notizia, poi, per forzata ma ovvia associazione, ti fa ricordare anche che il simpatico ministro LaRussa ha chiamato il comandante americano delle forze NATO col nome di "Generale Loacker", e finalmente pensi:
come potrebbe andare peggio?
È facile: può sempre arrivar lunedì!
Segnatevi anche questa, vai.
Buongiorno.

marzo 14, 2011


Quando ero bambino, c'era questa vecchia nel mio palazzo, una vecchia bisbetica e maligna, acida, dedita alle più turpi pratiche quali ad esempio imboccare il cane (un orrida bestiola col pelo bianco sporco che pareva un fuoco d'artificio scoppiato male) sul letto; maledire noialtri bambini perché potevamo far confusione sulle scale e in giardino, parlar male del prossimo augurandogli cose tipo una gamba rotta, una settimana in ospedale e via discorrendo. Ricordo anche che le piaceva la pasticceria più sporca e squallida della città, "da Frullone-Patacchio", che già come nome non è che inviti granché, poi per carità tutti i gusti son gusti, se rimangono tra le proprie pareti - dico questo perché tutte le volte che ci andava riportava dei dolci stantii e guasti, e voleva che noialtri bambini si mangiassero davanti a lei e a quel cane mefitico, col risultato che a volte ti veniva quantomeno la diarrea. Il suo disegno era chiaro: ripulire il condominio da tutti i bambini, così da poter disporre di tutti gli spazi e di tutti i diritti che nella sua mente marcia immaginava le fossero sottratti a causa dei bambini.
Insomma, una vecchia malvagia e senza dio; una vecchia, per di più, che si circondava d'ogni sorta di animali, anche e soprattutto i più molesti. Pare avesse anche un biacco e un pipistrello, in gabbia o sotto il letto. Noialtri (io, c'ero solo io nel condominio, ma proprio per questo avevo tutta una schiera di amici immaginari -  il Setola, Cisti, Baracca, Trappolone sol per citare i più degni) la chiamavamo Tzìnghera. Gli unici parenti che aveva erano un mostro pieno di nei, che non ho mai capito se fosse uomo o donna, e una nana che guidava una A112 blé. Questo, mi rendo conto, non depone né a suo favore né a suo sfavore, però facevo tanto per dire.
Per dire che in ogni caso, la fucina che l'aveva forgiata era chiaramente guasta, quantomeno a livello di genìa.
Comunque sia, Tzìnghera - quando la vedevamo avvicinarsi io e il Signor Pachancka (un altro dei miei amici immaginari, quello distinto ma di origini ucraine) canticchiavamo sempre prendi questa manaaaaaaaaaaaaa tzingheraaaaaaaaaaaaaaaaaa - una volta mi raccontò che la sera prima le era morto un canarino. Era sempre una tragedia di proporzioni bibliche, quando le moriva un animale, e di tutti quanti amava, col suo gusto tutto perverso, raccontarci i patimenti e le ragioni dei decessi.
In pratica, questo canarino era morto come "strozzato alla rovescia": aveva da deporre un uovo, e quello gli si era messo di traverso al momento dell'uscita. Spingi spingi, il canarino era morto (presumibilmente, ma non potrei giurarlo) in preda ai patimenti. La diagnosi era certa poiché Tzìnghera si era poi unta il dito ed era risalita nell'orifizio dell'animale, per andare a scoprire il perché d'una morte così repentina e apparentemente senza traumi esterni. Aveva - come si suol dire (insomma: qualcuno da qualche parte lo dirà pure) - messo un dito in culo all'uccello (e tirato fuori l'uovo).
E se pensate che la morte dell'uccello - povera bestia - sia stata atroce, che potreste dunque dire di questo modo di passare il tempo? Immagino che il cane, l'orrida bestia di cui sopra - che detto per inciso si chiamava Anacione, o Alberto, o Meregazio III, non mi ricordo granché bene - sia stato lì a osservare, poi desso e padrona si siano guardati soddisfatti e abbiano tirato un'altra tacca sul muro, ché la vita è sofferenza e morte.
Per il me-bambino era decisamente troppo: checché ne sapesse lei, io però conoscevo il suo punto debole. La vecchiaccia temeva fortemente i ragni; e io avevo giustappunto un amico, Maurizio-Mangia-e-Caca (stavolta, un amico vero, un compagno di scuola) che aveva un grosso ragno di gomma, fatto piuttosto a paura. Entrambi erano fatti piuttosto a paura, invero, ma ora mi interessa il ragno di gomma: era tanto che glielo puntavo, e lui non voleva saperne di prestarmelo: decisi quindi di rubarlo - la faccio corta in merito, non essendo questa la storia in cui Maurizio-Mangia-e-Caca si erga a protagonista (seguirà, oh se seguirà!) - mettendo in pratica la prima lezione che la vita ebbe dunque da offrirmi (ruba al prossimo tuo, prima che lo faccia lui), e la mattina dopo mi appostai dietro un tronchetto della felicità appena innaffiato, sul pianerottolo sopra all'appartamento di Tzìnghera. Da lì - la ringhiera che avevamo era aperta, in ferro battuto, non in muratura - vedevo benissimo la tromba delle scale. Avevo il ragnone grigio stretto in pugno, e mentre l'orrida settuagenaria risaliva le scale glielo lanciai, senza darmi a vedere, addosso.
Appena si accorse di ciò che stava accadendo, Tzìnghera cominciò ad urlare, smaniando e dando in escandescenze. Corse in casa e si sbatté dietro la porta. Morì la sera stessa, di crepacuore o di vanagloria non ricordo bene. Anacione la seguì due giorni dopo, finendo così di esplodere, vecchio fuoco d'artificio andato a male del cazzo. Lei, non si era nemmeno accorta che il ragno era finto. Era - per così dire - morta a vuoto.
E noi tutti fummo liberi, e ciò - neanche a dirlo - aprì a me una vita di infinite felicità & successy.

marzo 10, 2011


Vi manca il lavoro? Lo stato della Cultura e della scuola è quantomeno desolante e chi può se ne fugge  all'estero? Le tasse sono tra le più alte in Europa e per contro eroghiamo servizi pubblici inefficiente e di bassa qualità? Le infrastrutture sono scadenti e obsolete? L'economia del paese non procede ma anzi regredisce? La benzina e l'inflazione non sono regolamentati da alcunché?
Nessun problema, perché da oggi ciascun cittadino avrà diritto a un


GIUSTO PROCESSO©

Sì, razza di teste-di-cazzo ingrate e maldicenti! Grazie alla INDISPENSABILE Riforma della Giustizia® (scritta tra l'altro in un fine settimana o poco più, dopo un intervento di 4 ore alla mandibola a seguito del quale un tizio riesce certo a parlare come se niente fosse, e riassunta benissimo in un foglio A4 con stampato un clip-art di word7 per Windows '98) oggi qualunque cittadino italiano può vedere ridotti e logicizzati i suoi annosi contenziosi con una elefantiaca e faziosissima giustizia.
Basta con questo clima inquisitorio e giustizialista da comunisti! (Sììì!) Basta con le intercettazioni di cui tutti i cittadini italiani sono quotidianamente vittime! Anzitutto: separazione carriere (bravi, finalmente!) inappellabilità delle assoluzioni, istituzione di due CSM (parole sante!) e pari diritti rispetto ai Pubblici Ministeri per gli avvocati che difendono l'accusato davanti ai giudici: anche quelli dovranno finalmente dar del lei al Magistrato, e dovranno chiedergli un appuntamento per poter interloquire, bussando alla sua porta, col cappello in mano! (Amen, fratello!).
Sì, signori: inoltre, è il governo a stabilire su cosa e quando si debba indagare (yeah!)
Era l'ora che qualcuno mettesse un freno allo sfacelo che affligge quotidianamente questo paese (ecco, sì!).
E bastava così poco!
E grandi sconti a chi ha più di sessantacinque anni.
Considerate che se questa epocale riforma fosse stata varata anni addietro NON CI SAREBBE MAI STATA “MANI PULITE”! (e questo sarebbe un pregio?).
Adesso lo sviluppo economico non sarà più un problema.
Lavoriamo per il Vostro benessere.


Grazie, governo italiano!

(è questione di priorità - le altre sono ovviamente la casa di Fini a Montercarlo, la depenalizzazione del falso in bilancio e la produzione di documenti falsi di varia natura purché atti a scagionare il premier)