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luglio 03, 2007

GREY’S ANATOMY™
Nel piccolo quanto meschino mondo dell’ospedale i giovani specializzandi lottano per diventare medici e i medici lottano per mantenere la loro umanità (e le loro parcelle), e tutti chiavano fra loro con intemerato ardore e neanche un po’ di tedio od originalità: il dottore anziano mette alla pecorina la giovane specializzanda; lo specializzando figo ciabatta allegramente con l’altra specializzanda, ancora più bella e già peraltro fidanzata e promessa a qualcuno che non la capisce; un altro dottore anziano e ricchissimo è scoperto dalla moglie anziana e ricchissima mentre inchiavarda in piedi la nuova specializzanda-topone nello sgabuzzino delle scope e via così. Grey's Anatomy, il cui titolo significa l’anatomia del Grigio, ove il Grigio è chiaramente Gandalf che quindi è morto ed era chiaramente ora, essendo Gandalf-il-Grigio smisuratamente vecchio decrepito oltre che dotato di un naso veramente importante; Grey's Anatomy, dicevamo, “mette a fuoco il dramma (quale?) e l'intensità della carriera medica intrecciata all'esistenza dei giovani (oioi, qui si va sul pesante), con i suoi momenti lieti e quelli più difficili e dolorosi, mentre questi si preparano a scoprire che né la medicina né i rapporti umani possono essere definiti in bianco e nero: la vita vera è tutta un susseguirsi di zone grigie (ecco, lo sapevo… ma chi le scrive queste puttanate, Berlusconi?)”. E – si badi – c’è bisogno che ce lo dica, veicolandocelo mentre s’inculano e vivono i loro dVammoni, un manipolo di modelli/e rileccati, impegnati a salvare vite, piangere amare lagrime, vivere momenti drammatici/belli/indimenticabili/orribili/così-così.
Sì: è il meraviglioso mondo degli specializzandi e dei medici (un mondo che peraltro, non è nemmeno di moda ritrarre – ritrarre, beninteso, alla solita maniera: a cazzo di cane): il mondo di Grey’s Anatomy! Vienci anche tu, nel mondo di
Grey’s Anatomy, e zampettaci felice almeno finché non ci pesti una merda o due!

Nella nuova stagione, Izzy-Puppacazzy passa un periodo di grandi dubbi sulla sua carriera, dopo aver perduto DennyMizio-CazzoVizzo, il paziente del quale si era innamorata e al quale aveva cercato invano di salvare la vita e invece lui è morto di Piede Porcino & Stenti si pensi un po’ quanto può essere crudele la vita. Cazzo c’entra la carriera, si chiederà lo spettatore accorto? Hai perso ma una VergaValida®, cazzo ci combina il resto? George, dopo la delusione del suo amore non corrisposto per Meredith, la quale preferiva il reparto di medicina-2 a una serata col suddetto (“aveva l’alito che sapeva di rinchiuso, sempre”, confessa all’amica Jinjii, anche lei praticante ma di origini coreane peraltro perfettamente integrate ormai nell’occidentalismo USA sennò non si poteva certo rappresentare in un telefilm, durante l’immancabile pausa pranzo nel parco, con relativo relax urbano medio e colori piacevoli all’occhio); George dicevamo inizia una relazione con la tostissima (nel senso di stronza) Dott.ssa Callie Rottenmeier, un chirurgo ortopedico con la fama di averci la vagina dentata. Chissà se sarà vero; per adesso i due sono ancora al mantrugiamento fintamente involontario, con relative quanto falsissime scuse. A breve l'atto, con conseguente (possibile) scoperta. L’ambiziosa Cristina Nocera, di origini italiane, continua ad avere le idee chiare e a perseguire il suo unico obiettivo: diventare un chirurgo di grande successo e partecipare a Scommettiamo che…, il suo programma preferito condotto dal suo idolo anche erotico, Fabrizio Frizzi. Peccato che abbia la terza media e la strada medico-specialistica gli sia preclusa, ma dice che in America tutti hanno un’occasione e lei è convinta che questa sarà la sua. Ma anche per lei le emozioni rischiano di interferire con la carriera allorquando il suo compagno, il prestante dottor Preston, passa un periodo drammatico e chiede il sostegno di Cristina. Preston, infatti, è rimasto coinvolto in una sparatoria accaduta proprio in ospedale – cose che capitano, in ospedale, cazzo ci volete fare – e il probabile mancato recupero totale dell'uso di una mano (anche se gli hanno sparato a un ginocchio, così a spregio) comprometterà la sua carriera di chirurgo. Però potrà imparare a giocare a golf. E poi c'è Meredith, costretta a rinunciare al suo sogno d'amore con Shepherd detto Il Pastore, dottore anziano che ha deciso di restare con la moglie Megatron perché la una crostata di pere spadone di quest’ultima è molto più che du’ colpi alla pecorina (perché sarà detto Il Pastore, secondo voi?) a una giovane assistente-specializzanda qualunque. Ma quando Shepherd si accorge che Meredith – la quale di cognome si chiama Grey, e quindi, dato il tytolo, probabilmente prima o poi ci farà vedere le tette, e magari anche il culo e/o la fica – ha iniziato una relazione con il suo veterinario (ognuno ha un suo veterinario, voi no?), capisce che forse i suoi sentimenti per la giovane specializzanda non sono più arginabili. È un po’ la solita vecchia storia: ah, l’infinito quanto annichilente potere della fica!  
Su dai, entra anche tu nell’affascinante mondo di Grey’s Anatomy! Guardalo: non è il solito polpettone di intrallazzi zozzi e sangue che sprizza e diagnosi ardite, mentre sullo sfondo scorre LA VITA (garaglò)! A quando una bella fiction sui commercialisti alle prese con le crudeli conseguenze dell'IVA al 20%?

giugno 13, 2007

A voi (tristi merde) il
DOTTOR HOUSE™
Anteprima Nuova Serie


Nella nuova serie il Dottor House non è più affetto da zoppìa congenita & perniciosa. In una settimana di ferie, una settimana in cui finalmente ha avuto un po’ di tempo per sé, si è guarito con facilità. Certo, in ospedale tutti i pazienti sono morti, senza le diagnosi e le cure del Dr. House, ma non è che si possa sempre salvare capra e cavoli, quindi inutile farsi prendere dai sensi di colpa. Comunque sia, il Dr. House si è portato a casa la fyda lavagnetta, c’ha scarabocchiato su per venti minuti e poi ha avuto l’illuminazione. Si è levato le scarpe, e in una c’era un pruno. E adesso è finalmente guarito. Questo ciò che racconta nel suo studio a Lecchino, dopo essersi ripassato Troïa, in un amplesso furioso & acrobatico, così per festeggiare la ritrovata mobilità degli arti inferiori. A fine di tutto l’ha anche sodomizzata coll’ormai inutile bastone, a simboleggiare l’inizio della sua nuova vita.
Ma nel frattempo nuovi casi si accumulano, nell’orizzonte della sala d’aspetto. Paco, immigrato messicano clandestino, si è tagliato per errore i baffi, e adesso il cruccio è così grande che non parla da una settimana e appassisce dentro. Fruskel, broker finanziario di oscure origini svedesi, ha uno strano problema di addome gonfio e indurito, con un perdurante senso di spossatezza e malumore. Mescal ha una larga bruciatura sull’orecchio sinistro, e nessuno riesce a capirne l’origine. Di tutti, Mescal è quello che preoccupa di più, anche perché continua sommessamente a ripetere "pronto, pronto, pronto”: al riguardo, il Lecchino pensa a una rara malattia della pelle, una forma di corrosione interna che mangia le cellule fino all’epidermide; Troïa pensa solo che fa schifo, e che non lo toccherebbe neanche cor un bacchio e du’ paja di guanti. House, che ha riportato la lavagnetta al suo posto, comincia quindi a buttar giù segni strani, nella solitudine del suo studio, mentre una musica d’atmosfera lo aiuta ad assumere via via un’espressione di concentratissimo quanto fiero cipiglio e intensità pensante. Improvvisamente, la soluzione si appalesa, e la sua espressione tradisce la soddisfazione dell’infettivologo di grandi capacità diagnostiche che affronta la malattia dei suoi pazienti come una sfida e annovera nel suo curriculum tutti quei casi che nessuno vuole. Convoca quindi lo stato maggiore dell’ospedale, tra cui l’Alieno, il suo ieratico quanto terribile superiore, e dà la stura alle rivelazioni:
“Mescal stava stirando, quando improvvisamente è squillato il telefono. Credendo di rispondere, ha sollevato il ferro da stiro e se lo è portato all’orecchio. Ora, dov’è Mescal?”
Lo sconcerto prende campo in sala: Mescal se n’è appena andato, con l’orecchio fasciato; ha detto che doveva tornare a casa, perché aveva un catino pieno di panni da stirare, che da quando la moglie se n’è andata non è più vita questa.
C’è da raggiungerlo, prima che qualcuno telefoni. L’ospedale si mobilita. Un ulteriore dramma può essere evitato, poiché un altro caso è stato risolto brillantemente - come sempre - dal Dr. House.
Sigla.

Ma… SORPRESA! Finisce la sigla e c’è un secondo finale, una coda, che ora va tanto di moda. Nella calma del suo studio, c’è House che si appunta sulla lavagnetta le parole:
pancia gonfia
dura
colorito malsano
spossatezza
Poi, silenzio. Intenso primo piano. House corre fuori dallo studio. Si sporge in sala d’attesa e urla:
“FRUSKEL! DEVI CAÀ! FIBRE! PRUGNE! MELE COTTE! QUANT'È CHE NON CÀÏ?”

marzo 16, 2007

Avete ancora fame di sapere medico? Perché studiar da dottorî, quando basta accender la TV?

E.R.™
Nell’ambulatorio di E.R., in un angolo buio e polveroso se ne sta rannicchiato tra le scope John, le mani sul viso per nascondere la vergogna e un secchiello da spiaggia sul pisello. Entra la Dottoressa Rute, la più dolce e timida del reparto, soprannominata dai colleghi Dolce Candy, e con disarmante gentilezza rivolgendosi a John chiede: “Ehi, ma qual è il tuo problema? Perchè tieni un secchiello sul pistolino”. John piangendo risponde: “Ero con la mia ragazza Manola, la mano che consola, ma lei è stata chiamata a lavoro per un’urgenza e mi è rimasto ritto”. Rute allora fa la faccia gentile che tutti le conoscono e, comprendendo, risponde: “fatti una sega”.
“Non posso – risponde contrito John – sono religioso, che posso fare?”
“Ti dreneremo il sangue dalla fava, allora”, dice DolceCandy, “vedrai, non ci vorrà molto”. E apre la porta per chiamare il Dottor Nigger, quello alto e bello ma che siccome è di colore non gliela dà nessuno. Tantomeno lei, che invece ha una storia con Terence, l’addetto al centralino, che suona benissimo l’armonica e c’ha sempre un mantello blu e i capelli al vento.
Ma ormai non serve più: John, impaurito, ha già gettato il secchiello (cercando di colpire Candy) e si è messo a correre nudo a cazzo ritto per l’ospedale, alla ricerca di un bagno.
Dopo poco esce soddisfatto.

Il Dottor House™
Nello studio del Dottor House c’è fermento, oggi. Il singolarissimo caso clinico di una tredicenne sta mettendo a dura prova le abilità dell’équipe più famosa di LosAngeles. Il Lecchino sta pensando a una strana forma di patologia neurologica per cui la stolida trota vomita ogni mattina; la Troïa a una rara deficienza genetico-ereditaria trasmessale dal padre. Il negro pulisce, ma saprebbe già la risposta perché è più intelligente di tutti e tre messi assieme. A consulto, niente viene fuori. Una parola fuori luogo del Lecchino (“sia stipsi, e vomita merda?”) e sono tutti fuori, messi alla porta dal bastone e dalle minacce cattive del dottor House, nel nome della scienza erma, solinga e austera. In un silenzio carico di tensione, adesso House mette su l’espressione che tutti gli conoscono (e che significa, di volta in volta: concentrazione somma, dispiacere, interesse, IVA al 20%, disprezzo, acvme) e si mette a scrivere sulla fida lavagnetta, appuntandosi i syntomi della povera demente. Ella non sa quanto è stata fortunata. Nell’ordine, House scrive:
Nausee mattutine
Spossatezza
Ritardo del cyclo
Alterazioni di gusto e olfatto
Continuo stimolo di piscia
È un attimo; alla parola piscia in particolare, House si accende: corre fuori dal suo studio appoggiandosi al bastone e, in preda all’euforia della risoluzione del mystero, affronta la paziente.
“Sei mica incinta, giovane tegame?”, chiede trionfante.
“Sì”, risponde lei, dal suo cantuccio di letto “ma non lo dica ai miei genitori, dottor House, la prego!”
A questo punto House vive un forte dilemma morale. Avvertire o no i due coglioni? Violare o no il suo codice deontologico? Il primo piano sul volto di House, cui fanno da contraltare le facce contrite dei collaboratori, ci rende partecipi del suo eloquente dramma. Ancora una volta House è messo di fronte a responsabilità e avversità troppo grandi per noi. Ma lui è il dottor House, e le supera tutte: avvertirà, ma con dolore, i genitori, e la tredicenne c'aveva a pensare prima. Quella scrofa in calore.


(N.B.: puntate riportate dall’avv. Moschi, dello studio omonimo - in realtà no, si chiama Al Puffo Avvocato – no gelati al gusto omonimo, si prega la spett. clientela di non insistere, ma era più bello cytare il tytolar dello Studio, giacché il Puffo Avvocato è solo il Socio-Anziano-di-Minoranza)

marzo 08, 2007

Sex and the city™

Allora: da oggi ho un altro sogno, dopo quello di vestirmi da Paperèga e intrattenere il pubblico di nani a Eurodisney colle fialette puzzolenti, mentre Biancaneve e Alice lì accanto si chiedono e questo chi è?
In questo nuovo sogno ci sono io (anche vestito da Paperèga può andare), un bell’UZI SMG e il cast al completo di Sex and the city
, scrittrice compresa e fonico-cameramen-tecnico-delle-luci esclusi – si sa, non è colpa loro, obbediscono solo a degli ordini, fan quello che gli dicono di fare, tutti abbiamo un mutuo da pagare, eccetera eccetera.
Cos’è
Sex and the city? È un adorabile (sì: un par di coglioni) serial chik-lit style (dal romanzo di Candace Bushnell, chick-lit orridamente pura) che si concentra sulla vita sentimentale e sessuale di quattro amiche, tra i 35 e i 40 anni – quell’età in cui, per com’è la vita oggi, se una vuole essere ancora senza uomo PUÒ anche diventar terribilmente PATETICA. Carrie Bradshaw e le sue tre amiche Miranda, Charlotte e Samantha percorrono sullo sfondo della mutevole Manhattan la loro vita da single sessualmente attive, professioniste di un certo livello (per gente di un certo livello. Ah, la tauromachia!
) alla volta del nuovo millennio. Il telefilm è diventato famoso per le scene ambientate in bar chic, ristoranti lussuosi o clubs esclusivi, per l’importanza affidata alla moda e per la rottura di molti tabù sul sesso.
Ecco, per me ce ne sarebbe già abbastanza per parlare d’altro. Ma siamo uomini (o anche baNbini): facciamoci coraggio.

Anzitutto, la protagonista è Sarah Jessica Parker. Sarah Jessica Parker è un mostro, un orribile mostro. Sul serio, ho visto poche donne più brutte e sgraziate di lei. Nemmeno Judy Davis. In una realtà vera, non se la tromberebbe neanche il cane. E invece. E invece qui redige la sua rubrica per il New York Star,
"Sex and the City", con la quale ci ammorba di importantissime riflessioni sulle relazioni sentimentali, sui vibratori, sull’analisi del sesso a tre, sull’amore gay, che bisogna sempre nominare e tirar fuori perché fa così tendenza e modernità che non ne avete idea. Se poi avete anche un amico gay, son dieci-quindici punti in più. Venti-venticinque se è gay e di diversa etnia. Amante dei locali chic e della bella gente, la mostruosa Carrie (lo sguardo di Satana), con quella bazza secca col brufolo-neo da strega e quella faccia oscenamente lunga, è sempre alla spasmodica ricerca dell’indumento più idoneo per ogni occasione, in particolare riguardo alle scarpe, di cui possiede circa cento paia. Ha pure il vizio (molestissimo) del fumo. Insomma: carne da macello. Vive nell’Upper East Side e lavora da casa col suo laptop, poverina; il tutto finché le pubblicano pure i suoi ridicolissimi articoli in un libro di successo e le offrono un impiego da Vogue. Io, per me, la manderei in catena di montaggio a misurar le foglie d’insalata per McDonald’s, che è un impiego onesto e più adeguato, ma ahimè probabilmente il personaggio ne avrebbe risentito e quindi hanno pensato di farla donna-single-metropolitana-di-successo. E donna sessualmente attiva, soprattutto: giacché amando o credendo di amare Mr. Big - su cui ogni commento è superfluo - nel corso degli episodi intreccia tutta una serie di relazioni intricate, stucchevoli, da copertina: dall’artista sommo che la porta a vivere a Parigi all’intellettuale bohémien, fino al broker finanziario e al magnate di ‘stocazzo. Ha un amico gay che fa l’agente di talenti (dieci-quindici punti in più per lei).
Tra le amiche si annoverano Miranda, che è l’inevitabile donna-in-carriera-antiromantica-che-ha-problemi-con-gli-uomini, con i quali è acida e cinica, e che poi si appoggia (per pulizie, consigli di vita, accudimento del figlio) alla domestica ucraina, perché bisogna sempre tvtelare le minoranze. Dice insopportabili cazzate rimasticate tipo
se non sono sposati sono gay, o rovinati dal divorzio o del pianeta degli infrequentabili. Stucchevoli imbecillità per minorate dice anche l’altra amica, Charlotte, che invece è la ragazzotta di campagna tradizionalista ma anche lei di successo, giacché è gallerista d’arte a Manhattan (che stupendo paese che è l’America!); saprà superare le sue inibizioni e tabù sessuali (eccheppalle) solo col principe azzurro, che brama e attende ardentemente. Lei dice cose tipo: ho letto che se non fai sesso per un anno puoi ridiventare vergine, e tutti noi poi dovremmo ridere felici. Infine c’è la plastïona finale, Samantha, che è la meno giovane del gruppo e lavora nelle pubbliche relazioni. Ecco: mancava quella nelle pubbliche relazioni; ora il bastimento è carico per partire (e andare in culo). Seduttrice e libertina, glamour e estroversa (garaglò), evita ad ogni costo un coinvolgimento emotivo nei suoi appuntamenti sessuali con uomini sempre diversi, adorando approcciarsi con giovani avvenenti, specie in occasione di feste esclusive (ommioddio). Chiaramente, vive in un costoso loft
. Nel corso delle stagioni si nota che dietro all’apparente immunità all’amore, Samantha cela un lato tenero e vulnerabile. Speriamo muoja.
La domanda è: si poteva far peggio del
diario di Bridget Jones? Sì che si poteva: col secondo diario di Bridget Jones. E poi? E poi con
Sex and the city, ovvio. E la domanda diventa: SIETE MILANESÎ? GUARDATE SEX AND THE CITY!


Questa è una puntata, comunque. Poi, altre sei serie di stronzate:
Le quattro troie anziane – come al solito con un sacco di tempo libero e vestite un sacco trendy – desiderose di soddisfare i propri turbinosi partner anche con la raffinata arte del massaggio tantrico, si recano da una qualche santona newyorkese, molto più anziana e vizza di loro. Questa sta in un qualche esclusivo loft costruito interamente in legno di betulla verniciato trasparente, con incensi che bruciano qua e là. Le fa sedere su una spartana panca Zen, e mostra loro l’arte di cui è maestra sul marito, un vecchietto pelato e cadente nel fisico, nudo a bào e sdraiato sull’immancabile tatami. Mentre LO MANEGGIA, la matrona spiega che questo massaggio, oltre che veicolo di meraviglioso relax, è anche fonte d’inesauribile piacere sugli uomini, cosa che tra l’altro anche loro posson agilmente vedere – dice – guardando la systola dell’ottuagenario, che si sta drizzando neanche c’avesse vent’anni. MANEGGIATO, il vecchio emette gemiti di piacere sempre più frequenti, come in trance, finché fa quello che un vulcano deve fare, cioè Eiaculare-a-spruzzo. Una delle quattro amiche si pulisce la fronte e una guancia, dove le è arrivato uno schizzo. Della cosa, ridono tutte e quattro come delle deficienti, e poi se ne vanno a casa. Un'altra epica avventura a sfondo sessuale-isterico, per loro. Ne escono arricchite, disinibite e più glamour; altri tabù che crollano. Sarah-Jessica Parker è il solito mostro. 
Bell’episodio.

marzo 07, 2007

Lost - Nulla accade per caso™

Lost non è la saga di tutto ciò che perdiamo, e che si trova, per dirla con l’Ariosto, sulla luna, insieme al senno d’Orlando che difatti poi piglia e ci va per ritrovarlo – colpa d’Angelica, d’altra parte la fica è sempre la fica, anche Cinquecento anni fa. No: il mondo moderno è del tutto alieno da queste finezze, e quindi Lost è un altro telefilm sui morti ammazzati, ma con mistero. Questa la trama:


In pratica c’è un volo da Sidney a Los Angeles che si schianta su un’isola tropicale apparentemente deserta, e ci sono quarantotto sopravvissuti. Per una complessa convergenza di magnetismi e/o incredibile quanto ridicolissima botta di culo, restano vivi solo quelli che hanno avuto od hanno problemi col proprio padre. L’odio fortifica, si sa. Comunque sia, i quarantotto deficienti, si trovano subito ad affrontare problemi di sopravvivenza, primo fra tutti il cercare di scoprire i misteri del luogo, che poteva certo essere un paradiso terrestre in cui fornicare a piacimento e bere latte di cocco facendo surf coi pezzi d’ala dell’aereo rimasti, e invece si rivela un posto gravido di mystero e pericolosità. Pensate un po’. Questi alcuni dei pittoreschi personaggi: il carismatico Jack, medico e leader del gruppo; Locke, un esperto di caccia e anche di filosofia, dato che conia il motto del telefilm “Nulla accade per caso” (avrei detto “questo è il migliore dei mondi possibili”); Kate, una criminale in cerca di redenzione; Sayid, un ex soldato della milizia irachena (ahahahaha); Sawyer, un truffatore; Claire, una ragazza madre che partorirà nell’isola; Hurley, un ragazzo sovrappeso legato ai numeri (ahahahah); Charlie, un musicista tossicodipendente; Jin e Sun, marito e moglie coreani perché si deve sempre tutelare le minoranze; Michael e Walt, padre e figlio estranei tra loro a causa di un passato divorzio. Niente ragionieri, impiegati o commesse di negozio. Inoltre ci sono Danielle, una donna presente sull’isola prima del disastro aereo (cazzo ci faceva?); gli Altri, una misteriosa comunità presente sull’isola prima del disastro aereo, e che potremmo anche definire – magari a torto, so una sega io – gli “abitanti” dell’isola. Insomma, un po’ la storia degli Indiani e di Colombo che Benigni racconta in Non ci resta che piangere.
A questi poveri idioti gli ci vuole tutta una serie per aprire una botola che hanno trovato, sepolta nel terreno. All’interno (e siamo quindi alla seconda serie, il cui primo episodio si potrebbe anche intitolare, per quel che ne so, “Piede di porco”) ci scoprono un bel laboratorio di ricerca della DHARMA-Initiative, una società di loschi individui che, sull’isola, effettua esperimenti sull’elettromagnetismo. E hai detto il nucleare o la bio-genetica. Solo che, invece di trovarci Galvani che fa esperimenti con le rane e le calamite (o quel che cazzo faceva, insomma), loro ci trovano l’ambiguo Desmond – no quello di Take Five – il cui compito è quello di inserire una sequenza numerica nel computer ogni 108 minuti, altrimenti, secondo quanto dice lo stesso ambiguo Desmond, il mondo finirà (ahahahah). Ma Desmond fugge. Vorrei veder voi se v’avessero aperto la botola sotto la quale siete rinchiusi da un sacco di tempo a pigiar bottoni sul tastierino numerico d’un Amiga-3000. E Desmond fuggirà proprio nel momento in cui il computer si rompe. Ancora una volta, una complessa convergenza di magnetismi e/o incredibile quanto ridicolissima botta di culo, ha avuto la meglio. Comunque sia, l’ex-miliziano iracheno Sayid si rivela anche un abilissimo teNNico di Amiga-3000 (nonostante il suo esercito avesse in dotazione il C=128), e lo ripara in scioltezza. Il mondo è salvo. In seguito, tra varie peripezie e complicatissime quanto pleonastiche sequenze di numeri, si incontrano i personaggi nuovi (assolutamente non messi lì collo spvto per ravvivare un po' la serie, come quando a Genitori in Blue Jeans - brrr... - ci zepparono DiCaprio bambino), anch’essi scampati al disastro aereo (non li abbiamo mai visti prima perché si trovavano nella sezione di coda del velivolo, e quindi anche gli altri non li avevano notati, pensate un po’ a quanto può esser lungo un aereo) e fino ad ora misteriosamente riparati in altre parti dell'isola. Anche loro hanno o hanno avuto problemi col proprio padre, e tra questi si segnala Mr.Eko un bizzarro personaggio che sa fare enormi e sonorissimi rutti. Uno può pensare, a questo punto: e stai a vedere che magari erano loro gli Altri, e come dei deficienti si son ammazzati a vicenda e fatti la guerra su chi c’era prima su quella cazzo di isola e invece… no, però: non eran loro gli Altri, anche perché poco dopo, tutti insieme, ne catturano uno, che ha il tribalissimo/esoticissimo nome di Henry Gale. Henry Gale lavora al catasto, ha tre figli e una moglie che comincia a sformarsi per la menopausa. È il cognato dell’amministratore delegato della DHARMA Iniziative, per cui lavorano tutti quelli che i superstiti chiamavano gli Altri. Non ha problemi col proprio padre, né li ha avuti. Tutto ciò lo confessa sotto tortura (lo percuotono con la tastiera dell’Amiga-3000, minacciandogli orrendi accadimenti anali per mezzo del joystick), al pari della vicenda di cui è stato vittima Mike, costretto dagli Altri a rapire tre persone per scambiarle col figlio, a suo tempo rapito da loro per ispregio. In cambio del servigio, a Mike gli Altri donano una barca a remi per fuggire dall’isola. Nel frattempo Desmond torna (pieno di punture di insetti e morsi di altre bestie), e rivela che bisogna premere il bottone della botola per evitare che il campo magnetico dell’isola diventi troppo intenso, che a lui ora gli pare che lo sia perché c’ha i peli tutti ritti. Un tecnico lo si giudica dalle sue competenze. Locke però non preme il bottone (solo lui sapeva come pigiare un bottone) e Desmond per ripicca resetta il sistema, pigiando il pulsantino bianco quadrato che è accanto alle porte dei due joystick. La scena finale ci mostra Mike che rema in mare aperto, e (dopo la sigla, in appendice) due portoghesi (ahahahah) che fanno ricerche, rilevando un’anomala attività elettromagnetica segnalata sul loro MSX. Quindi chiamano Penelope, la fidanzata di Desmond, e lei gli dice che sa un cazzo lei perché Desmond è una vita che non lo vede, se n’è andato una sera con la scusa di comprare tre baguette e poi non è più tornato il merdone, se sapessi dov’è andrei a caàrgli in capo mentre dorme. Quindi riattacca, allarmata.


WOW! Che succederà, poi? La DHARMA-Initiative fallirà riciclandosy come industria di cosmetici con sede operativa in Cina e manodopera illegale? Locke si rivelerà pro-nEpote del famoso filosofo? Jin e Sun (chi è la donna?) si riappacificheranno? Mr.Eko rivelerà il perché del suo nome? Il musicista tossico avrà problemi alla dogana degli Altri, come sarebbe anche giusto? 

marzo 05, 2007

Nip & Tuck™

Se uno dovesse provvedere (non avendoci molto altro da fare, magari) a mettere in piedi il Serial delle avventure di due bulletti metropolitani, a capo di qualche molesta ancorché adolescenziale gang di odiosi gaglioffy, e di cui uno dei due segretamente aduso a stucchevoli & scipitissimi manierismi fru-fru (Nip), celati dietro un’insospettabile & adamantina facciata di bvrbera durezza, con l’altro canaglione e scanzonato al tempo stesso, nonché possessor malandrino di sguardo stragiator di femmine ma dal cuor d’oro a dispetto di tutto (Tuck), a che titolo mai potrebbe pensare? Ma certo a qualcosa come Flip&Kinch, o Biby&Zack, o appunto Nip&Tuck: ciò in virtù d’un fonema assai molle e risibile al principio, capace di sommuovere al riso, PIÙ uno agro e gravido di tagliente tensione & asfalto da duri nella chiusa, a chiuder nella cacofonia tronca ma severissima il titolo del tutto: Nip&Tuck, appunto, come da DeVulgariEloquentia (pexa et lubrica; yrsuta et reburra - e via e via) dantesco s'imparò, o anche no.
E invece
Nip&Tuck son due chirurghi (ma dai???) plastici, soci alla pari & amici presso la loro clinica privata MacNamara/Troy di South Beach, Miami. Qui fanno tutte le peggio operazioni alla gente di un certo livello, mettendo ogni volta alla prova le loro capacità di donare ad altri corpi perfetti, in speculare contrasto con le loro vite private, alquanto fuori fuoco e sciupatone. All’apparenza un uomo di famiglia conservatore, Sean McNamara (Nip) è giunto alla conclusione che il successo finanziario e la sua casa perfetta non possano più mascherare i problemi che il suo matrimonio con Julia sta attraversando, tanto più che quest’ultima è molto probabile sia adusa a incocciar nel tafanario il randello dell’assai più bello & interessante Christian Troy (Tuck), il quale invece vive una vita da single, ha poche inibizioni ed ama godere dei vantaggi derivanti dalla sua carriera e dal suo piacevole aspetto fisico, sebbene sotto sotto desideri avere una famigliola con suocera scassacazzî, moglie e una bella nidiata di figliuoli urlanti e baby-sitter da riaccompagnare con annessa una bella infiocinata di congedo & causa per molestie a seguire.
A tutto ciò si può aggiungere la dr.Liz - lesbica, perché bisogna pur sempre tutelar le minoranze - livorosissima e rancorosa dottoressa che lavora presso la clinica in qualità di anestesista tytolare, e soprattutto il figlio di Sean e Julia, il diciottenne Matt, ossessionato dal rapporto col padre, problematico e teso, nonché dalle dimensioni del suo pene, a riguardo del quale non è stato certo un bene che la fidanzatina abbia reagito, al supremo momento dell’
esibitio-phabam da parte di lui, con un “madonna, c’hai veramente il cazzetto!”. Di lì a poco il melanconico Matt si metterà a girare con un gruppo di Skin-Heads, dipingendo nel frattempo tramonti, foglie morte e cazzî enormi sulle pareti della camera.
Col fatto che nel
serial circola anche (appunto) un serial-killer, dall’originalissimo nome de Il Macellajo, e che come caratteristica ha quella di passar le giornate ad evirar le vittime e scrivere con pari originalità col sangue sui muri “I can’t stop me”, a uno i sospetti vengono. Non sarà che i due citrulli si mettono insieme e sfogano la loro bile sfregiando evirando e uccidendo? E invece no, certo, sennò sarebbe troppo facile e sennò (soprattutto) non si sarebbe alla terza stagione, con una sequela di episodi che vede Troy andare inevitabilmente a Troya, arrivando perfino a portar con sé il complessatissimo Matt in un porno-party (chi non ha mai partecipato a un porno-party?), per insegnargli come si sta con le donne (come si sta con le donne? A un porno-party?), mentre nel frattempo lui (o lei?) taglia, loro cuciono; lui (o lei?) mutila, loro ricompongono. Chicca della serie ultima, infine, è l’audace intervento per staccare una donna obesa dal divano a cui è rimasta incollata.
L’ultimo episodio - per cui mi dichiaro debitore di Panorama Sbaragli in Bugiotty, di anni quarantatre, segno sopportazione del cugino ingegner del ferro® che sa programmare in java e che tutti abbiamo (come s'è visto a suo teNpo) - andato in onda, comunque, è il seguente:


A un'antipatica donna di mezza età cade un orecchio. Oh, succede; cazzo ridete? Vorrei capitasse a voi, razza d’insensibili caproni cafoni. Lì per lì la donna ci resta male; ma non per questo si rassegna: “rivoglio il mio orecchio!, rivoglio il mio orecchio!”, seguita a dire, molesta come pochi. Tuck, distratto dai continui lamenti di lei (stava broccolando duro la nuova praticante infermiera, magnificandole le virtù dell’aquilone dell’amore), capisce che qualcosa si deve fare e decide di prelevare un campione di DNA alla donna mutilata, per impiantarlo quindi su una piccola cavia, il topolino da laboratorio Ivano-IV/bis. Di lì a qualche giorno, al topolino Ivano-IV/bis cresce naturalmente un orecchio umano sul groppone, a grandezza naturale e perfettamente funzionante. A questo punto, vincendo la ritrosia di Nip, anima candida e dall’affezionamento facile, Tuck sopprime la cavia - che tanto magari sarebbe morta di vajolo, o anche peste, o perché no, scrofola perniciosa - procede a tagliare via l’orecchio e ad impiantarlo (assieme al partner, col tutto che è integralmente visibile sul vostro spett. schermo) sulla paziente rompicoglioni, che con gïoia ricomincia a sentire. E tutto si risolve, nel nome della Scienza. Ancora una volta, grazie dottori!

marzo 02, 2007

Desperate Housewives™

Il famosissimo telefilm Casalinghe Disperate non ha nulla a che vedere, come i più posson pensare, con un lavaggio sbagliato e conseguente stingimento del golfino rosso di cachemire che Mike Martello – il vicino bòno & ambitissimo, il cui cognome in realtà definisce anche le sue qualità e anzi c’è chi pensa che se lo sia fatto cambiare apposta all’anagrafe con, invero, discrete dosi di autocelebrazione & vanagloria – ha regalato, con evidenti scopi (in prospettiva, neppur tanto remota) di Esploratio Tanae, alla troterella divorziata & stolida che gli abita accanto, Susan Di Bremen. Né riguarda il folle dispiacere che può prendere la caparbia ma orgogliosa madre di famiglia Linetta Linqvist (unica persona il cui codice fiscale è identico al cognome) allorquando brucia una bella tegamata di coniglio coll’vlive e gli zerri e poi c’è da buttar via tutto, con quel che costa la carne oggi, o coll’improvvisa rottura del folletto nel bel mezzo delle pulizie della pasqua subito prima che arrivi il prete, che è capitata alla bella ma zoppa Brezza Mason (nEpote del più famoso Perry). No, signori: le Casalinghe Disperate son molto, molto di più. In un intreccio continuo ma assai molesto fra mura domestiche che si svelano e rivelano, mariti che tradiscono e amano il BDSM come dei milanesi annoiati, delitti che vengon commessi ad ogni volger di luna, vibratori doppia-penetrazione che spuntano all’improvviso, sarete (io no di certo) pienamente coinvolti dalle storie, dalle vicende plurime & poliedriche di queste troie rimbambite no cioè volevo dire Casalinghe Disperate, le quali per parte loro non esiteranno cinque minutini a farvi parte di tutta la loro merda; merda di cui anche noi, qui, vi diamo un assaggio:


La bella Gabriella, ex-modella versatile in favella ma ancor di più nel leccaggio di c… (la serie è sbarazzina e non si fa falsi pudori o problematiche di morale), è sposata con il ricco uomo d’affari nonché immobiliarista truffaldino Solone Brizzi Mondello, di 23 anni più vecchio di lei, attualmente alle prese con problemi di giustizia & alcool. Per tirarsi su dalla noia e dal male di vivere che la affligge, pensa bene di prendere una sbandata per il giardiniere diciassettenne Emiliano Nontradisce, il quale si reca ogni martedì e giovedì a fare il prato potare gli alberelli di bosso a forma di piramide di cheope nel suo giardino. Ma Emiliano Nontradisce è il figlio dell’amica di Gabriella, la coriacea casalinga disperata & divorziata Susan, la quale per certo - pvr essendo troïa - se sapesse, non approverebbe il comportamento disinibito dell’amica. Tuttavia, impegnata com’è a far la corte a Mike Martello, il vicino di casa bello & luminoso che si è trasferito lì sotto le mentite spoglie di un idraulico per cercar di scoprire quale terribile segreto si cela dietro la morte della ex-compagna, questa non si accorge di nulla, e alle riunioni-pettegolezzo del mercoledì che si tengono a turno in casa di ognuna di esse davanti a una bella caraffa di daiquiri al dingo, assiste con partecipazione e trepidazione ai racconti dell’amica. Regola non scritta di ognuna delle partecipanti, infatti, è raccontare le proprie avventure erotico-amorose alle amiche, celando il nome dell’oggetto/soggetto concupito. Si assiste così a un intreccio senza fine, giacché Susan è follemente innamorata del suddetto Mike proprio al pari di Edina e Linetta, mentre Gabriella chiava selvaggiamente Emiliano Nontradisce, il figlio di primo letto – appunto – di Susan. Ai racconti si rifuta sdegnosamente di partecipare (ma ascolta molto volentieri, specie quando Edina parla del suo nuovo amante di origini chicano-peones Ardelio LosLobos, di cui ha appena scoperto i gusti & le preferenze, orientati in direzione del sado-maso più spinto, fino al passive pissing e allo shouting bondage più estremo) Brezza, la quale ha invece un’incrollabile e adamantina passione per il marito Rex, come il cane e gli elettrodomestici, dottore e marito perfetto (“dotato dei ventitre centimetri che fanno la felicità di ogni donna”, come ha malignamente a ribadire ogni volta che Brezza non c’è, Edina), che tuttavia è destinato a morire d’infarto, indotto in verità dal suo stesso farmacista di fiducia, innamorato follemente di Bree, che però lo schifa perché grasso e dedito a hobby antisociali come il modellismo di velieri in bottiglia e le carte Magic-The-Gathering. Non solo: Bree Mason, in quanto discendente diretta del più famoso Perry, comincerà a subodorare qualcosa di strano in tutta la vicenda, e inizierà per suo conto alcune indagini sul farmacista. Ma nel frattempo, nel quartiere a nessuno funziona più lo scarico dello sciacquone e lo scaldabagno, e ciò per colpa di Mike Martello: dovendo scoprire chi è stato a uccidere la ex-compagna Betta Applebaum, morta affogata in una di quelle case con la testa nella tazza del cesso e lo sciacquone bloccato in fase di scarico, deve fingersi idraulico, per poter aver accesso ai bagni e cercar di scoprire qualcosa, ma i risultati sono quelli che sono. Di tutto ciò si ammosca Orso Bazzihm, il single un po’ nerd ma onesto e probo che abita in fondo alla via, innamorato segretamente di Susan e invidioso del successo di Mike Martello con la cricca di troïe, e che alla fine prenderà il coraggio a quattro mani e chiederà a Susan di sposarlo. Per esser sicuro della risposta, prima aveva investito con la macchina Mike, facendo credere che si era trattato di un incidente. Orso, tra l’altro, sa benissimo che a uccidere Betta a suo tempo era stato il suo miglior amico e vicino di casa, Tom Scavo, gay dichiarato e adesso follemente perso anche lui per le movenze da colibrì di Mike, e quindi il suo gesto si rivela avere un duplice movente, quello dell’invidia amorosa e della protezione fraterna (e manfruïta): il prossimo cliente di Mike, si pensi un po’, sarebbe stato proprio Tom Scavo.
Tutte queste vicende, e molte altre ancora, sono tenute insieme e incorniciate dalla voce fuori campo di MaryAlice – la defunta prima moglie di Solone, morta suicida per il rimorso di aver ucciso la vera madre, nonché migliore amica delle altre casalinghe disperate, di suo figlio adottivo, in realtà una vera e propria amante del marito, più brava a letto perché gli concedeva anche le intimità posteriori – che arriverà anche a comparire in alcuni flash-back, soprattutto dopo il quinto daiquiri al dingo che le sciacquette riunite in molestissimo consesso si sparano giù nella pappagorgia mentre ciarlano e sparano cazzate sessuali e da cronachiste di nera.

marzo 01, 2007

VIAGGIO NEI PIÙ GROSSI TELEFILM DI SUCCESSO, TANTO NON NE VEDO MAI UNO NÉ NE HO LA MINIMA INTENZIONE, CI MANCHEREBBE ALTRO. SICCHÉ INVENTO, VI VÔ IN CULO E PORTO SEI

Il Dottor House™

Contrariamente a quanto si può pensare, il Dottor House non è uno che si è laureato – poniamo – in Biologia Evoluzionistica del Territorio e poi ha trovato lavoro da Tecnocasa e ora campa con le percentuali dello zero cinque meno la ritenuta del due sul quattro che prendono loro su ogni casa che gli vendi e se superi le tre case al mese ti danno pure un fisso periodico di 300 euri secchi e ci stai pure largo beninteso ogni spesa di macchina telefono e varie è roba assolutamente tua; no, il Dottor House è un dottore vero e proprio. E lavora – ma di questo non son sicuro – al pronto soccorso di Peccioli, in provincia di Pisa. Qui ne succedono di cotte e di crvde, giacché il Dottor House risolve casi spinosi, solo quelli spinosi. Ma poiché, come Lex Luthor di Superman, è circondato da deficienti assoluti, anche una ragade diventa un caso spinoso. E quindi lui lo risolve. Il Dottor House c’ha una lavagnetta luminosa, su cui mette le radiografie e ogni tanto ci scrive pure sopra col pennarello cancellabile; poi pensa, rimugina e riflette e alla fine, dopo aver assunto espressioni intense di varia guisa e gradazione, trova la soluzione. Il Dottor House zoppica, e c’ha pure il bastone: è solo una distorsione alla caviglia, potrebbe guarirsi quando vuole, ma in realtà preferisce di no, poiché l’incedere lento e malfermo gli dà un tono assai più ieratico e maestoso. Con quello è arrivato a conquistare le intimità financo posteriori di Troïa
, la sua collaboratrice più stretta (al secolo Pinochi Maristella, di anni quarantatre, OSA di prima categoria col riporto di due, diplomata all’ospedale di Muscolo con una tesi sulla Verga); con quello mantiene una certa autorità su Lecchino, (Nestolino Angelomaria, anch’egli di anni quarantatre, ma più pelato e nerd), il subalterno di corsia che vorrebbe rubargli il posto e che per adesso si limita a spiare gli abboccamenti amorosi di House&Troione, nonché su Nero-Fumo, l’aiutante discriminato dal colore della pelle che però fa tanta tendenza mettere. Quindi: perché cambiare abitudini? Quando gli sembra di star meglio, quando l’ematoma si sta riassorbendo, ci si tira sopra un foratino, così non corre il rischio di scordarsi di zoppicare.
Questa la sinossi dell’ultima puntata, così come mi è stato riferito dall’avv. Bruschi per bocca del suo più stretto collaboratore nonché consociato nello studio “PizzaNew Studio Associato”, il Puffo Avvocato.

Il protagonista stavolta non è House, ma un povero peones di nome Emiliano Guitierrez, detto dagli amici Manolito, per la sua strabiliante velocità di mano nell’arte del raspone. Attraverso la sua straziante storia vengono celebrate le virtù del nostro eroico dottore.
Manolito conosce Esmeralda, una bella ragazza di origini ebraiche, rotta alla lussuria come la Semiramide di dantesca memoria (Inf V, vv.30-43). Eccitatissimo, il peones, finalmente solo con Esmeralda in macchina, vuole fare roba. Lei lo spoglia ma alla vista del suo sbaraccatàvoli comincia a piangere, e impaurita lo allontana. Essendo di origini ebraiche, aveva frequentato soltanto randelli circoncisi: un syfone come quello di Manolito non lo aveva mai visto ed era stata vinta dalla paura. Manolito la trattiene, è troppo vicino alla meta: "aspetta non aver paura", le dice, "se ti fa paura rimedio". Con il cervello fritto dagli ormoni – l’altro suo soprannome pare fosse Cranio – prende il suo temperino e si taglia la fimosi, praticandosi una circoncisione. Il momento è drammatico. Il sangue scorre sui pantaloni, Esmeralda fugge urlando, e a Manolito tornano in mente le parole di sua madre: "quando hai bisogno ricordati che al mondo esiste una sola persona in grado di aiutarti, House". Quindi il demente va in clinica. Prima che House lo possa visitare passano minuti, ore, forse giorni. Manolito prova a spiegare ai medici la situazione, ma non parla inglese e l'équipe medica non lo capisce. Il Lecchino, dopo un’attenta visita, diagnostica una rara forma di sifìlide perniciosa; il nero invece si arrende subito, e torna ai suoi compiti primarî, tipo far le pulizie. Finalmente House lo visita, rimanendo però perplesso. Si ritira nel proprio studio, riempie la lavagna di parole incomprensibili, poi si illumina. Ma House è un uomo di una sensibilità straordinaria, e quindi chiama Manolito nella sua stanza, in privato. Questi entra; House lo guarda, e poi urlando: "ti sei tagliato il cappuccio del pisello!" apre la porta, entra nel corridojo e ancora esclama: "chiamate un chirurgo plastico, Manolito non è malato s'è solo tagliato il cappuccio della natta!"
Poi, tornando a rivolgersi a lui: "Manolito come la vuoi la sfumatura, alta o bassa?”
Ancora una volta House ha risolto un caso difficile.
 

luglio 28, 2004

NUOVO REALITY SHOW! GRANDE EVENTO, SU NEDO-TV! 

Sì, teleAspettatori & teleAspettatrici! Per voi, grandi amanti della real-tv, è in arrivo una nuovissima trasmissione, dopo i grandissimi successi de il grande fratello, la fattoria, campioni, l’isola dei famosi, e chi più ne ha più ne metta. Questa nuova boiat, questo nuovo grandissimo programma si intitolerà:

IL MONETA CE LA FA

Ed è particolarmente indicato per tutti gli idiot, per tutti coloro cioè che hanno amato la meravigliosa TV VERITÀ da quando è iniziata (da quando? so un cazzo, io) fino a cinque minutini fa, quando ho letto la nuova intervista a costantino. Deve morire solo la brava gente?

Comunque, questa è la storia de

“IL MONETA, OMBRELLAIO, ARROTINO. RIPARIAMO FORBICI, COLTELLI, OMBRELLI, CUCINE A GAS: SE LA VOSTRA CUCINA A GAS FA FUMO, SISTEMIAMO LA VOSTRA CUCINA A GAS. DONNE, È ARRIVATO IL MONETA; OMBRELLAIO, ARROTINO”

che per vivere fa

“L’OMBRELLAIO, ARROTINO”

(se non l’aveste capito – ma si sa che i patiti dei reality-show non sono dei piccoli zichichi, quanto a comprendonio).

Tuttavia, dietro l’esistenza de

IL MONETA (OMBRELLAIO, ARROTINO)

Però, c’è un terribile segreto:

IL MONETA NON CACA DA 1 ANNO E POCO PIÙ. 14 MESI E 11 GIORNI PER LA PRECISIONE!!!

Ecco perché

IL MONETA, OMBRELLAJO, ARROTINO. RIPARIAMO FORBICI, COLTELLI, OMBRELLI, CUCINE A GAS (ecc ecc)

ha pensato bene, in un mondo di furbi (nel mondo dei cerebrolesi, chi ha tre neuroni è re – e chi due, Maurizio Costanzo – dice il proverbio) di mettere a frutto questa sua disgrazia, accettando la nostra proposta: 18 telecamere, di cui 15 in bagno, per 2 mesi tondi, e una grossa sfida da portare a termine vittoriosamente:

CACARE, FINALMENTE CACARE!

Sì, gente! Noi di Nedo-Tv, gli riempiremo la casa di telecamere, e ogni giorno proveremo a stimolarlo analmente coi più avanzati sistemi scientifici:

urlandogli

“CÀA, MONETA!”,

oppure

DIFFONDENDOGLI PER LA CASA I SOAVI RUMORI DIGESTIVI DEL MÌNCHIOLO TURESE (RAFFINATA BESTIOLA CHE ABITA LA BRUGHIERA LECCESE, PER METÀ LEONE MARINO, E PER L’ALTRA GIAMPIERO GALEAZZI)

oppure anche

MANDANDOGLI IN PERIODICA VISITA PAPOCCHI EUSTACHIO, NANO IPERDOTATO DI 43 ANNI, ESPERTO IN VARIE ARTI MARZIALI, E QUINDI IN MOLTISSIME MOSSE PERICOLOSE E NOCIVE, TRA CUI LA FAMIGERATA “MOSSA DI CORPO”

o infine

FACENDOGLI ASSUMERE, DI NASCOSTO & CON L’INGANNO MI SEMBRA ANCHE GIUSTO, COSPICUE DOSI DI VIACAL AL GUSTO UVETTA & PINOLI, CHE DICE COME QUELLO NON STASI NIENT’ALTRO. POI, DICE ANCHE CHE FACCIA MALE, AD ONOR DEL VERO, MA TANTO, CHI VUOI CHE LA SENTA LA MANCANZA DE “IL MONETA, OMBRELLAIO, ARROTINO”???

Voi, da casa vostra, potrete comodamente assistere a tutti questi (e molti altri - questi sono solo alcuni degli avvenimenti che allieteranno gli ultimi due mesi sulla terra de IL MONETA – OMBRELLAIO, ARROTINO) eventi, scegliendo addirittura la telecamera da dove vedere la somma evacuazione!!! Pensate un po’! E in più potrete, grazie alle tre telecamere dislocate lungo il corridoio, assistere alla corsa in bagno del nostro eroe (che, per chi non lo avesse capito è: “IL MONETA, OMBRELLAIO, ARROTINO. RIPARIAMO FORBICI, COLTELLI, OMBRELLI, CUCINE A GAS: SE LA VOSTRA CUCINA A GAS FA FUMO, SISTEMIAMO LA VOSTRA CUCINA A GAS. DONNE, È ARRIVATO IL MONETA; OMBRELLAIO, ARROTINO”).
Le sette telecamere dislocate esattamente sotto la tazza del cesso, poi, sono per coloro che amano gli effetti speciali, per gli stomaci forti, e per coloro che in genere amano vedere dove va la merda una volta cacata!

Su dai, iscrivetevi anche voi al programma meraviglioso che sta per iniziare! Senza di voi non iniziamo neanche!

Mandate un assegno non trasferibile di 340 euri (e ci state larghi – in realtà, va bene anche se ne spedite 100 in contanti, o anche un bonifio bancario - a tale proposito presto forniremo, a chi è interessato, le coordinate bancarie) a questo indirizzo (no raccomandata, prego, in ufficio c’è il caso che non ci sia nessuno per firmare): 

“IL MONETA CE LA FA” – c/o L. Berti


Via T. Tasso, 31


51100 Pistoia

E noi vi promettiamo che dal 15 agosto, sul nuovo canale (nascerà ad ore)


NEDO-TV – la tv che è un bijoux (o la tv che ti da di più, o la tv che te lo spinge più giù, fate un po’ voi)


Prenderà il via questo nuovo programma, condotto dalla Premiata Ditta, che fa anche taanto ridere e ci si diverte proprio un sacco a sentirli sissì.
Per informazioni, commentare il post. Astenersi perditempo, o comunque persone poco serie.


NEDO-TV, la tv che ti manda dove meriti (non fa rima, ma è uguale) 

dicembre 11, 2003

Attenzione, massa di stronzy! Una nuova entusiasmante Fiction sta per prendere il via su TELEFARESTIUNBELPAIODIPIATTATEDIPOLENTAFRITTAEH?™: P.R.! Storie vere del mondo moderno.

Immagina un mondo popolato da ragazzini spocchiosi e tremendamente pieni di sé, che giocano a fare i modelli nella vita di tutti i giorni, vestiti con indumenti che men che meno costano 250 Eury! Immaginali mentre ti danno l’invito per il locale che “gestiscono loro”; immagina mentre rispondono al cellulare col piglio dei boss, e figurati bene il loro Grande Ideale di vita, l’essere i capoccia del posto trendy del momento, quelli che stabiliscono a tavolino di far fare la “selezione” fuori, e che decidono che tu, tu, tu (non TU però, e nemmeno tu…) puoi entrare! Immagina questa manica di buoni a nulla, di bambini viziati, di bambocci bellocci e ignoranti, sentili chiamar tutto questo “lavorare”. Yeah.

Dai, su! Guardali quanto sono ganzi! Ammirali mentre girano con sigaretta e quarto cocktail d’ordinanza, roba fichissima come loro, che peraltro poi non sanno nemmeno come si fa il gin! Non puoi perderti tutto questo: entra anche tu nel catatonico mondo di P.R.! Storie vere del mondo moderno. Proprio stasera abbiamo organizzato una festa… NON PUOI MANCARE!!!

(alcuni dati tecnici: P.R.! Storie vere del mondo moderno – Fiction in 7,5 puntate, regia di Gabriele Muccino – il regista dei gggiovani; sceneggiatura di Enrico Brizzy, Andrea de Carlo, Gabriele Muccino & Margaret Mazzantini; musica di Andrea de Carlo. Supervisione: Maria de Filippi & Simona Izzo. Principali interpreti: Gabriel Garko nella parte della 3° colonna a sinistra del “FoXXX”; Ben Affleck nella parte del cornetto ripieno alla marmellata di carogna servito abitualmente dopo le 4 allo “Onix”; il ballerino Kledi nella parte del secchiello del ghiaccio del bar del “Café Gabrisnky”; Maria de Filippi nel ruolo della fila fuori; un bel po’ di altra gente nel ruolo di un bel po’ di altra gente, e una decina di Tangani gonfi anabolici (di cui uno negro perché fa tendenza) nel ruolo dei buttafuori. La “morte cerebrale”™ appare su cortese concessione del mondo moderno)

dicembre 09, 2003

E ALLORA, GIUSTO PERCHÉ BEN PRESTO SARÀ NATALE… REGALONE! La terza puntata di… “Sì, dai così… RIVOGA!” – Riassunto delle puntate precedenti. Una bella sega. Se non le avete viste, cazzacci vostri. Ecché sono il vostro servo, io? E non è vero che a TELEMERITI (DICIAMO PURE CHE TELEMERITI PROPRIO, DAVVERO™), dopo l’ultima volta che mi scapparono anticipazioni proibite, tipo quella di irenepivetti (che poi, poverina, ha accusato per questo gravi crisi cardio-vasco-degregori ahahaha respiratorie – e noi tutti ovviamente speriamo che si rimetta, magari morendo), mi hanno messo a pulire LA MERDA, moralmente avvicinandomi così alla Spurghi Giuliano Fast Service srl (a proposito, sapete che l’ultima volta hanno eseguito un lavoro e Giuliano Giuliano, il figlio del padrone, s’è ritrovato merdoso fino alle papille gustative per colpa di un tragico errore con la SYSTOLA della pompa merdovora? Bene, gli ci sta! E che hanno perso gli ultimi 14 lavori per la concorrenza di una nuova ditta di spurghi, casualmente intestata a me, dopo che ho fatto quelle rivelazioni su irenepivetti? Bene anche quello, gli ci sta!). Comunque, prima di perdersi nei perigliosi anfratti della sintassi, che dopo ci vuole Noam Chomsky per liberarci, passo a illustrare la puntata odierna, in onda su TELEMERITI (CHÉ, NO! CHI PUÒ DIRE IL CONTRARIO?™) un po’ quando cazzo di pare: “Cannello Insaziabile contro Sonda Anale”. Il nostro eroe, stavolta, è inviato in missione segreta (da chi, ovviamente, non si sa – se è segreta!) in Polonia, ridente cittadina (quale?) dilaniata da lotte intestine per il raggiungimento del potere, per il controllo della Carinzia, del Banato e per 3.000 delle vecchie lire, in valuta polacca (la Peseta, ovviamente), che tale Woityla Marek (cognato del più famoso Karol) non ha ancora reso a Poszdanovicz Lecz, scaltro padrone del ferro e dell’acciaio di quelle zone, depositario anche di svariati BOT. Con 3.000 lire in pesetas, parte Cannello Insaziabile, ma la temibile controrivoluzione Polacca cercherà di fermarlo: difatti, impedendo la restituzione della somma al Woityla, si accenderà certamente un focolaio di protesta in tutte le valli circostanti, e il Poszdanovic si metterà a capo di un drappello di rivoltosi e marcerà sulla capitale, Sidney-Zabre. Così inizierebbe la guerra di successione, volta a deporre appunto il re Igor (che in realtà non c’entra un cazzo, ma già che ci sono fanno un bel po’ di casino, sennò che rivolta è?) a favore dell’amico del cuore del Poszdanovicz, Paperoga (il cui passatempo è la pederastia spicciola e il collezionismo di miniature di Skeletor dei Masters of The Universe). Per fermare Cannello Insaziabile, ovviamente sarà posto ai confini del paese (o non era città?) un agente speciale, Sonda Anale, il quale cercherà con ogni mezzo di impedire l’ingresso in Polonia del nostro eroe. Dopo svariate peripezie, i due si incontreranno sulla Vistola, dove faranno a gara a chi ce l’ha più lungo. Il patto è questo: la maggior lunghezza, passa. Non dovrei dirlo, ma lo faccio - tanto, m’importa assai - l’avrà più lungo Sonda Anale, che quindi PASSERÀ. Ahilui, ma non era lui che doveva passare, e quindi egli si ritroverà di là dalla Vistola, nel paese confinante con la Polonia, vale a dire il Qatar. Indi, Cannello Insaziabile avrà via libera verso il cuore della città polacca, sempre con le sue 3.000 lirette in tasca. Ma sarà veramente via libera? O piuttosto incomberà, in qualche modo misterioso, Analmente Pronta?


 


Ma mi chiamano ancora dalla produzione, mannaggia… via, ora mi cambio la mia tuta da spurghi e vado… ops, cioè no, volevo dire… mi spazzolo il mio doppio petto e vado, chiaro.

novembre 28, 2003

SIAMO TORNATI! SUGLI APPASSIONANTI SCHERMI DI TELEMERITI (DIO SA QUANTE)™... LA SECONDA PUNTATA DI “SÌ, DAI COSÌ, RIVOGA!” Proprio così, cari coglioni (cioè, volevo dire telespettatori, abbiate pazienza): nonostante la Nas, la Buoncostume, il garante della Privacy e tutta quella ignobile cricca di maneggioni, riusciamo a trasmettere di nuovo (non è assolutamente vero che la produzione abbia mandato uno stuolo di giovani bionde ragazze dell’est di cui un paio anche minorenni alle dimore private dei suddetti rappresentanti & tutori dell’ordine – solita voce messa in giro da quei livorosi della Spurghi Giuliano Fast Service srl, ma tanto si sa, ormai loro non fanno nemmeno più notizia), e la seconda puntata si intitolerà “Cannello Insaziabile contro Analmente Pronta”. No, cazzo, ho sbagliato, quella era la prima, aspettate che guardo questi fogli qui… allora… cioè… si intitolerà… eeeh, si intitolerà… “Cannello Insaziabile distrugge la Vedova Cioli”. Ecco sì, già, la Vedova Cioli, giusto, che per l’occasione (ah, i buoni uffici del ns. grande Claudiomiro Vincenzo Aristide!) sarà interpretata da Irene Pivetti. Ora, ovviamente non voglio fare l’errore dell’altra volta, quando per ISBAGLIO vi dissi tutta la trama, fintantoché la produzione non mi richiamò e mi fece una discreta lavata di capo (e non è vero che mi hanno tenuto nonostante tutto, solo perché sono il nEpote del fratello del capo, qui – la Spurghi Giuliano Fast Service ne mette di voci, in giro!), però, tuttavia, non posso non anticiparvi che la vedova Cioli (ah, nei titoli Irene Pivetti compare come Imene Pivetti in Brambylla – idea mia, modestamente!), incartapecorita vecchia piena d’alterigia e dei peggio vizî, oltreché padrona di un adorabile coniglietto da giardino rispondente al nome di Flagello Rotuleo, su una chat-line erotica incontrerà un misterioso personaggio, il cui nick sarà l’invitante e stuzzicante GALACTUS69, il quale a sua volta, dopo 3 nanosecondi, le mostrerà il suo nodoso randello. La vedova Cioli, con una sottile circonlocuzione (“oooh, ho il tetto bagnato come delle melanzane sottaceto! Vieni qui… ho bisogno di te!”), lo inviterà a casa sua, per il giorno dopo. Cannello Insaziabile-Galactus69 (ah, ve l’ho detto che sotto il nick Galatcus69 si nasconde il nostro Insaziabile Cannello? Geniale, no? Geniale e imprevisto!), ci andrà, ma si scorderà il suo nodoso randello. Incollerita, la vedova Cioli, lo prende a male parole (“e ora come faccio a sostituire il mio trave portante del soffitto??? Badalì questo come è marcio!”), e comincia a molestarlo tirandogli i peli in esubero del suo maglione di lana. Indietreggiando, Cannello Insaziabile pesta Flagello Rotuleo, che s’incazza paurosamente e comincia a correre inferocito per tutte le stanze, seminando merda dappertutto. Nella confusione che si crea, alla vedova Cioli appare, in estatica visione, Lino Banfi (nella parte di se stesso, o di un orso bruno col saio, ora non ricordo bene il testo originario) che fa per darle un altro nodoso randello (questo, di pino), ma Cannello Insaziabile pensa di far svanire tosto la sublime visione (comprensiva di nodoso randello) riempiendo la cavità della vedova Cioli, la quale eslamerà: “sì, dai… così, RIVOGA!”. Nel frattempo Flagello Rotuleo ha preso la porta, ed è fuggito di casa. La vedova Cioli, tra l’altro, dopo il suo riempimento, farà paragoni irriguardosi con Sonda Anale, un nuovo losco figuro che si staglia all’orizzonte. La faccia di Cannello Insaziabile al riguardo, sarà tutto un programma. Il tutto, sullo sfondo della guerra di secessione polacca, che appena mi viene in mente come cazzo collocare vi dirò. E il tutto ovviamente, sempre su TELEMERITI (E SPERIAMO FACCIAN MALE)™!!!


Per voi! Ma adesso devo andare, la produzione mi reclama di nuovo. Bello, esser desiderati...


 

novembre 07, 2003

Siete amanti delle peggio disgrazie (altrui) e delle grane in genere? Per qualche strano caso della vita vi interessate ai casi disperati, tipo uno che si è segato l’osso sacro mentre stava preparando la minestrina di sciacallo al figlioccio dell’ex-coniuge poi fuggito con un capitano di marina, o un altro al quale si sono tragicamente ed improvvisamente occluse tutte le arterie a seguito di una indigestione di vere prugne della California? Amate vedere tutta la frenesia che segue l’ingresso al pronto soccorso del malcapitato di turno (e magari pure la successiva scena straziante, col cordoglio e pianto e rimpianto dei parenti di questo, defunto o neo-infelice che sia), con tanto di dottori, dottoresse, e infermiere e infermieri che si affannano attorno al lettino dicendo cose incomprensibili ai più ma che fa tanto chic ascoltare? Volete anche vedere cosa fanno questi personaggi col camice nei momenti di stanca del loro lavoro; volete vederli broccolare fitto tutte le pazienti femmina che gli capitano a tiro; volete vedere quanto sono simpatici; volete financo vederli ACCOPPIARSI tra loro? Ebbene, allora non potete farvi certo scappare il bellissimo serial E.R. – Medici in prima linea!!!



.


Avviso: a ogni puntata ci scappa una qualche battutina sullo sperma. Oh, è più forte di loro, non c’è niente da fare…

ottobre 27, 2003

PROSSIMAMENTE, SUGLI APPASSIONANTI SCHERMI DI “TELEMERITI, (TUTTE, NEL COPPINO)™”, la nuova, attesissima fiction di raidue (o non era TELEMERITI, (BELLE SODE)™? Cazzo lo sapevo, ho già sbagliato, ora li senti dall’amministrazione, ma perché son così NERD?): “Sì dai, così, rivoga!”


Ebbene sì, cari amici telespettatori e non: dal prossimo mese (o anche domani, ora si vede, tutto dipende dalla risoluzione di alcuni problemucci fiscali di pochissimo conto ed entità, non è vero che siamo morosi di tre anni come dicono quei crumiracci dell’azienda di spurghi qua sotto, gelosi perché noi si lavora nel doratissimo mondo dello sciobìs e loro invece da mane a sera e da sera a mane a spalare merda merda e merda dai condomini di straccioni come voi e i Vs. spett. e puciosissimi amici), la nostra emittente finalmente provvederà a colorare la Vs. grigia (grigia?) etere con un nuovo, nuovissimo programma, uscito direttamente dai sogni di tutti voi, oltreché dal cappellone nero a cilindro con banda grigia tipo quello da cui fanno uscire sempre i conigli e i piccioni in quegli spettacoli per mentecatti che io non ci volevo andare ma il Ciapetti ieri sera mi c’ha portato a forza colla scusa che lui c’aveva una cugina che era in classe insieme alla valletta del coglione che faceva il mago e poi sicché m’ha lasciato lì come un baluba ed è andato a broccolarla duro alla fine dello spettacolo, insomma quelli lì; dicevo: uscito dal cilindro di uno dei nostri registi di punta, Claudiomiro Vincenzo Aristide, negli Scorsese (nEpote di, e alla lontana). Vorreste saperne di più, eh? Ma invece nulla: la suspence, il brivido, lo struggimento, il prendere per il culo (questa era meglio se non la scrivevo), d’altra parte, fan parte del gioco, quando si lavora nel dorato mondo dello sciobìs. E noi di TELEMERITI, (DRITTE NEL MUSO)™, modestamente, CI SI LAVORA ECCOME! (toh, beccati questa, Spurghi Giuliano Fast Service srl!)


Eggià, che volete che mi rovini, rivelandovi che si tratta di 7 puntate in cui un grande e nuovo eroe, Cannello Insaziabile, vivrà le più strabilianti avventure, sullo sfondo della guerra di secessione polacca e del bellissimo panorama esotico di qualche isoletta sperduta del Pacifico che gl’importava un cazzo a chi ci abitava di noi e di tutto il resto del mondo, se non gli si andava a rompere i coglioni con le telecamere e le luci e il fonico di produzione che peraltro si sono pure mangiato dopo esserselo inculato a puntino, specie il capo tribù Mallo, che c’aveva un collo-di-papero come non avevo mai visto e spero di non vedere mai più? Volete forse voi che mi rovini, rivelandovi che la prima puntata si intitolerà Cannello Insaziabile contro Analmente Pronta, e che vedrà l’ineffabile e sempre riproponibile scontro fra fenomeno e noùmeno, con una puntina però di materialismo in più, specie nel momento in cui Cannello Insaziabile riempirà la cavità di Analmente Pronta (2° minuto della puntata) e lei risponderà dicendo: “sì, dai così, RIVOGA!”? Eh? Eh? Pensate forse che IO sia fesso? Che voglia rivelarvi che poi i due si separeranno e Analmente Pronta diverrà l’acerrima nemica di Cannello Insaziabile, e tutte le settimane gli propinerà quindi infidissimi tranelli per infinocchiarlo e ridurlo all’impotenza, sì da trasformarlo, lui proprio lui, Cannello Insaziabile, in Analmente Pronto e avere così la sua rivincita Omosex & Latex il tutto ovviamente condotto in un estremo Bondage-Sado-Maso-Orco? E che magari con tutta probabilità non arriveremo a trasmettere la seconda puntata perché i Nas o la Buoncostume o insomma qualche altra autorità ingiusta & vessatoria ci chiuderà d’ufficio per volgarità spinta e offesa pesante ad ogni comune (buon)senso del pudore?


No, non sono mica scemo, cari telespettatori (e non) di TELEMERITI (E SE NON ORA, DOPO)™! Vi lascerò a macerarVi nell’incertezza! Ah, ah, ah…


ops, che è? Mannaggia… citofono… mi chiama la produzione…


che modi...


vado…