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maggio 22, 2010


SONO STATO IN VACANZA A SEMMORRIS

Qualora ancor non sappiate che esiston modi alternativi di passare i Vostri meriggi (dico rispetto al pettinar le acciughe o travestirsi da Perfido Ming), potete sempre recarVi all'Esclusivo Circolo Tennistico Socialmente Qualificante di Rio Steccone (TTX), ai piedi dell'omonimo (omonimo?) monte Aurelio. Troverete tutta roba fine, avvolta nello charme che ben (come no) si confà a gente come  voi e/o, comunque, bei soggetti Vostro pari. Il tutto in una elegante cornice che alternatamente si fa nivea e metallizzata, algida e di classe, tecnologica e zen, arricchita da personaggi belli e facoltosi, bambini drappeggiati alla guisa più chic e mamme-toponi rigorosamente in tacchi 12 rosso fuoco e minigonne e smart phone all'orecchio, le quali con un iride lumano il rampollo che stocca un diritto accompagnato coll'urletto e con l'altro si rimiran la laccatura delle unghie, nuova di zecca e svdato frutto di impegnative sedute primeve dall'estetista-visagista delle dive della vicina Lambròccamelo sul Melo, esclusivo borgo in finto-medioevo e porto sei. Ah, già: e signore in incipiente crisi di mezz'età che fanno finta che la vita non passi lor sopra, facendo un battibeccatissimo doppio in gonnini griffati e svolazzante e poi sedendosi ai tavoli del club amicalmente consumando in confidenza un margarita o un martini.
Possibili disagi al parcheggio, che - potrebbe altrimenti darsi? - fa da ricettacolo delle vetture che il qual certo livello dei soci impone: ma il king-size dell'auto fa il paio col nobile sifone della doccia, gli alloggi per le scarpe in massello wengé e la chaise-longue in doghe di ginepro anziano che dona il giusto relax alle terga dei giuocatori (magari in attesa della sauna lappone), il tutto per un circolo esclusivissimo, sì, ma anche - si ripete - socialmente impegnativo e qualificante, e per cui può senz'altro dirsi consigliato il tytolo di Marchese.
M'è mancato solo quella che mi dice: piacere, io fo l'attrice.
Un degno biglietto di sola uscita.


maggio 20, 2010

“Ed indi per cui si può senz'altro sostenere che quella nuova fase del capitalismo inauguratasi al termine dell'ultimo significativo scatto in avanti (il decennio che si sviluppa approssimativamente negli anni 80-90), nel momento della tramonto delle ideologie (o di ciò che di tali ideologie era effettivamente rimasto), o più semplicemente susseguente al venir meno di uno dei due blocchi che tale sistema contribuiva a mantenere in piedi fin dal momento della sua origine (che è dire, fuor di ogni ragionevole dubbio, il secondo dopoguerra), si possa di diritto ascrivere alla categoria di un Feudalesimo Industriale, e la sua periodizzazione storica si possa comprendere entro la denominazione di Nuovo Feudalesimo. Che è dire, andare avanti per tornare indietro; avanzare cronologicamente, pur regredendo a livello sociale: il tutto in una nuova fase – feudalesimo industriale o tecnologico, appunto – in cui all'ideologia (o, ancora una volta, ai suoi pur miseri surrogati) si sostituisce l'economia pura e semplice. Che, per sua definizione e struttura, è assai probabile trovi facile concentrazione e ricetto nelle mani di pochi – sempre meno, in una sorta di eliminazione sistematica e assorbimento dell'altro – i quali si comporteranno esattamente come gli antichi signori del castello, laddove il castello diverrà la singola fabbrica dapprima; la concentrazione, la holding, l'impero economico magari transnazionale poi, il tutto entro un ben noto quadro, la globalizzazione, che a ben vedere nient'altro è che un Nuovo Feudalesimo

(Pier Ramoso, Profezie, fumi & minutaglie per il nuovo millennio - Celestino & porto nove, Edizioni Cefalo Stanco, Lentate val Di Crafen, 1999)

maggio 18, 2010

MYSTICI TAROCCHI, CABALISTICA, SGOMMATE

La parola di oggi è

IL GORMITA PESANTEMENTE EFFEMINATO®

Occhio! Significa che qualcuno vi sta pagando la casa a vostra insaputa.
Quanto tempo, prima che dei magistrati perversamente corrotti & biecamente comunisti cerchino di screditarvi al riguardo mediante false nonché assolutamente anti-democratiche intercettazioni?

Segui anche tu gli inani Tarocchi del mago Geremiade K. Catodico, professione Castelfranco-di-Sopra

maggio 17, 2010

MYSTICI TAROCCHI, AGNIZIONI, AGIOGRAFIE

La parola di oggi è

LA FAVA DI NOÈ®

Pesa un chilo e trentatré
.
Quanto tempo, prima che ti si pianti dritta nel tafanario?
(how long, before it's gonna lockup straight in the ass?)


Segui anche tu i caustici Tarocchi del mago Agazio Ludipipo, professione Brugola del Sei.

maggio 14, 2010

MYSTICI TAROCCHI, VATICINÎ, OFFESE GRATUITE

La parola di oggi è:

L'ALBERO DELLA VITA®

Tutto ciò che hai di più caro, la tua vita interiore più ricca.
Quanto, prima che appassisca?

Segui anche tu i frenetici Tarocchi del mago Clem Pasticca, professione Goldfinger Medio

maggio 13, 2010

MYSTICI TAROCCHI, ARUSPICINIE, MALOCCHI

La parola di oggi è:

CÀNIDE LATRANTE®

Vuol significare un'inaspettata e improvvisa novità.
Quanto tempo potrà passare prima che la vita ti assesti un altro ineluttabile morso nei coglioni?

Segui anche tu i ràbidi Tarocchi del mago Pietro Micragna, professione Massimo Esperto di Mariologìa

maggio 12, 2010

MYSTICI TAROCCHI, PROFEZIE, INVETTIVE

La parola di oggi è:

TRANSIZIONE®

Significa che sei a un bivio, stai attraversando una strada.
Quante merde riuscirai a pestare, prima di essere dall'altra parte?
Segui anche tu i magici Tarocchi del Mago Neda Caloffi, professione Geometrans.  

aprile 19, 2010

WELL, MY TIME WENT SO QUICKLY...

Quando che ero tranquillo c'eran certi fiori rosa-viola, a grappolo, folti in ciuffi d'erba in un punto e sporadici più in giù, come se il vento ne avesse portato i semi e avessero attecchito qua e là. Punti rosa-viola, e ciuffi rosa-viola.

Si nota, ecco.
E quando che ero tranquillo c'era il rarissimo esemplare di Gatto Sonoro, zitto e ieratico su una qualsivoglia superficie piana purché comoda, te ti avvicini e lo accarezzi e lui fa “GNEU”, neanche fosse un piu-piu qualunque. Resta lì; ti fermi e ti guarda. Quindi lo ritocchi. Gneu.
Si nota, anche quello.
E sempre quando che ero tranquillo, c'era il cielo azzurro e la temperatura tranquilla, e a camminare s'incrociava certa gente che ti pare potresti chiedergli qualcosa, vedrai si sarebbe tutti cortesi e complici, - si potrebbe anche ballare - e se tu stessi cercando una ragazza o anche un amico, la troveresti.
Si nota, anche quello, ma la seconda parte non dipende solo da te, sicché tutto è più difficile.
E quando che ero tranquillo mi sento come se – mi dico – ora mi metto lì davanti e scrivo Guerra e Pace, anzi no, Viaggio al termine della notte. Poi non mi ci metto, però mi pare comunque una bella sensazione, e vedrai prima o poi lo faccio ma mi pare comunque che anche quello non dipenda da poche cose, mentre invece a guardare i fiori rosa-viola son sempre in tempo anzi li vedo tutti i giorni ma non sempre sono lì per me.
I Gatti Sonori pare invece mi cerchino loro.
Adesso mi faccio pure un caffè. È bello, il silenzio.
Quando che ero tranquillo, c'era anche sempre il silenzio.
Salute.

aprile 02, 2010

Ecco quel che mi metto a pensare in questi giorni. Poiché non son nemmeno poi questo granché, si tratta pure di pensieri d'accatto, presi – nemmen ricordati: trascritti, col libro qui accanto a me (che gran cranio, che sono!) – da un testo che s'intitola La vita davanti a sé. La vita davanti a sé puzza, mi verrebbe da chiosare. Romain Gary, tra l'altro si è sparato, a suo tempo. Ci son cose che si pagano, il fatto è questo.
Ma io penso che per il resto la Mecca non sia poi tanto diversa da qui. Io vorrei andar lontano in un posto pieno di cose diverse e non cerco neanche di immaginarmelo per non guastare tutto. Il sole, i pagliacci e i cani si potrebbero tenere perché in materia non si può fare di meglio. Ma per il resto sarebbe tutta una cosa mai vista e fatta apposta per questo scopo. Ma penso che anche così finirebbe per essere la stessa cosa. C'è perfino da ridere qualche volta se si pensa a come le cose ci tengono al loro posto
Penso anche – a questa brillante conclusione ci sono invece arrivato da solo, vedete un po' voi quanto son bravo – che si dovrebbe vivere fintantoché si è in grado di apprezzare un treno che passa, seduti nel passeggino, davanti al binario, portati lì da un nonno, un babbo, una mamma. Pieni di meraviglia, a ridere di gusto e a riempire a nostra volta di meraviglia chi ci ha intorno.
Poi si cresce, e il resto non conta più granché.
Ma quando ci portavano a vedere il treno...