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febbraio 27, 2007

Post (avant, finché ce n'è - ahahahahahah!) pieno d'amarezza, rimpianto & nostalgia


Il primo Day of the Tentacle era su 10 floppy disk da 3 pollici e ¼. Sulle etichette adesive, a righe rosse, si scriveva: DOTT 1/10; DOTT 2/10, eccetera. Si metteva il primo e si lanciava l’applicazione. Il DOS faceva il resto: c’era uno schermo nero con scritte bianche, una lista di inflating files che scorreva e poi si fermava. INSERT DISK#02. E via così. A fine, restava C:>; te scrivevi CD DOTT, e la scritta diventava C:>DOTT. A quel punto bastava scrivere DIR, magari /P se la lista era lunga, e cercare il file .EXE per far partire il gioco. Oppure prima si poteva lanciare un altro eseguibile, SETUP.EXE. Per selezionare il tipo di SoundBlaster che uno aveva, con conseguente qualità del suono in uscita (FM a 8-16 o addirittura 24bit!), o la risoluzione grafica. Avendo l’apposita interfaccia con gli attacchi DIN a 5 poli, si poteva anche selezionare una sorgente audio esterna per la musica, magari quella di strumenti musicali MIDI, purché dotati di GM standard. I sound FX restavano ovviamente alla Creative.
Poi, si faceva partire l’eseguibile del gioco. E via agili.
Io, per me (sì, proprio tipo il Montale de I Limoni: “Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi / fossi dove in pozzanghere / mezzo seccate agguantano i ragazzi / qualche sparuta anguilla” – ho sempre sognato di dirlo, checcazzo!), ci giocavo attaccando il tutto all’Expander MU-80 Yamaha che c’avevo, accendendo quindi il resto dell’impianto. Il resto dell’impianto era: mixer Roland M12E Rack a 12 canali, coppia di casse monitor LEM amplificate da 60W ciascuna, e un sacco di altre cose, che però non servivano. Quindi non le accendevo, e mi pare anche il minimo. Forse però invece dell’M12E Rack a 12 canali, che venne dopo, all’epoca c’avevo un Boss BX-8 a 8 canali stereo, ma non credo che vi possa interessare più di tanto. Per dire, no: cazzi mia.
Comunque, "the microphone smelt like a beer" (in realtà non c’era nessun microphone, ovvio, ma il senso è quello, penso si capisca, sennò fa decisamente lo stesso, e sennò Billy Joel non lo potevo citare; già ho dovuto mettere il verbo al passato, se poi mettevo anche soundbox, non era proprio la stessa cosa, no) e il gioco partiva. Il display a cristalli liquidi sullo Yamaha si dava da fare, faceva lampeggiare per qualche secondo il simbolino GM e quindi si selezionava tutti gli strumenti che gli ci volevano. Sullo schermo iniziava l’introduzione a cartoni animati, e dalle casse partiva il momento placido dell’ouverture del Guglielmo Tell, Rossini Gioacchino da Pesaro - che ho sempre pensato che Rossini fosse tutt'altra cosa, rispetto alla tradizionale manciata di lagrime, palpiti & bel canto - in versione MIDI, o in sintesi FM (quando non avevo voglia di accendere l’impianto). Direi che erano altri tempi, sì.
Il Dottor Fred; Bernard, Hoagie, e Laverne; e il tentacolo malvagio perché aveva bevuto dallo scarico inquinato e ora voleva conquistare il mondo. Le tre macchine del tempo, Betsy Ross che cuciva la bandiera degli Stati Uniti.
Poi venne il primo Monkey Island, e la musica era pure originale. Indiana Jones and the fate of Atlantis, Sam ‘n Max hit the road, Monkey Island 2, Full Throttle, The Dig. Nel frattempo si poteva scegliere: c’era pure (poi: soltanto) la versione su CD-ROM, e i personaggi, almeno nell’introduzione, parlavano. La maschera di installazione cominciava ad esser un po’ più colorata, strutturata a schermata con tanto di barra di avanzamento. Ma si giocava ancora da DOS, e ancora si poteva usare l’interfaccia MIDI GM Standard. A volte ci volevano i walkthrough, per andare avanti. Ce li ho tutti; me li aveva regalati (tutti? Quasi?) il cugino ingegner del ferro® che ognuno di noi ha, e che detto per inciso si chiama Bugiotty Anaclerio, sa programmare in Java, abita a Camnago Faloppio (RX), e ha sempre quarantatre annetti. Al garrese.
E poi arrivò Grim Fandango, che partiva da Windows. Manny Calavera e Glottis, il demone-meccanico-autista. Degni di Guybrush Threepwood, e anche di più. Tutto parlato, trama da romanzo, musica campionata, grafica impeccabile. Ispirato a Nightmare before Christmas, tra l’altro. O viceversa, non l’ho mai capito. Mica cazzi, comunque. Questo lo sottrassi coll'inganno (ero infurbìto, nel contempo) & la malizia al povero Pupazzy Gianfrusto®, che è invece l'amico coi capelli lunghi e che guida il Ciaïno bianco che tutti hanno, prima o poi. L'amico, no il Ciaïno bianco.
E poi, infine, il terzo e quarto capitolo di Monkey Island. Col che si sciupò tutto, perché se le cose non vanno al culo la gente non è contenta.
Non c’avevo nemmeno più l’expander e il mixer. Dopo, non me lo ricordo più cosa c’avevo. A un certo punto cominciai ad andare a lavorare. Cazzo se mi manca il maestro di spada. E il grog.
Ma che ne volete sapere, voi…

febbraio 16, 2007

speculum

R. BINDI: “Io Amo pensare alla chiesa che si occupa delle cose di Dio”
R. PRODI: “Oggi, lo sviluppo di nuovi modelli familiari e di nuovi modelli di convivenza, in particolare le unioni di fatto, ma anche le unioni tra persone dello stesso sesso, interpella il legislatore, ponendolo di fronte alla necessità di fare i conti con tali trasformazioni e con i nuovi bisogni che da esse derivano. L’introduzione dei DICO per le coppie di fatto è una forma di rispetto per queste unioni, un modo civile, serio, di mettere a posto queste situazioni”
M. D’ALEMA: “Sorpresa e disapprovazione per l’intervento pubblico degli Ambasciatori di USA, Regno Unito, Canada, Australia, Paesi Bassi e Romani, che si presta ad essere interpretato come un’inopportuna interferenza esterna nel corso di un processo decisionale su una materia che è e resta di esclusiva competenza del Governo e del Parlamento. Sull’allargamento della base NATO di Vicenza invito il segretario di Stato, Condoleeza Rice, a tener conto delle preoccupazioni da parte della popolazione di Vicenza per quanto riguarda l'impatto urbanistico e ambientale della base Usa. F. BERTINOTTI: “Alla manifestazione contro la base NATO a Vicenza, sarei andato anche io”
P.L. BERSANI: “Via la tassa (unico paese in Europa) dalle ricariche sui cellulari. Liberalizzazioni e controlli anche sul prezzo della benzina, che potrà esser venduta anche all'interno di centri commerciali”
G. AMATO: “La serenità è più importante degli interessi del calcio. Basta deroghe. Le società di calcio aggirano le norme”
O. DILIBERTO: “Berlusconi mi fa schifo”


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C. RUINI: “I DICO vogliono sovvertire l’istituto del matrimonio […]. Presto daremo una parola meditata, una parola ufficiale, che sia impegnativa per coloro che accolgono il magistero della Chiesa e che possa essere chiarificatrice per tutti”
M. CARFAGNA: “Non c’è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili. Per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare”
S. BERLUSCONI: “Sarebbe di straordinaria gravità che il governo attuale si dimostrasse così inaffidabile nei confronti degli Stati Uniti e dell’Alleanza Atlantica da contraddire le decisioni sull’ampliamento della base di Vicenza assunte nella scorsa legislatura dal governo italiano da noi guidato”
F. CICCHITTO: “A Vicenza sarà presente il brodo di coltura per la rinascita del terrorismo”
S. BONDI: “Le liberalizzazioni di Prodi e Bersani non sono vere liberalizzazioni, sono soltanto una cosmesi rossa che non rilancia lo sviluppo produttivo e, anzi, avvantaggia corporazioni intoccabili protette da un sistema politico fondato su un perverso intreccio di affari, tipo le COOP rosse”
P. LIGUORI: “la violenza di Catania è colpa di Prodi perché gli italiani non si fidano di questo governo. Così si ledono i diritti degli abbonati”
S. BERLUSCONI: “La sinistra semina odio […]. Gli italiani che votano a sinistra sono dei coglioni”

febbraio 13, 2007

Conoscevo un tizio, una volta, che andava a scuola. Non gli piaceva per niente, e andava malissimo in tutte le materie o quasi. Non solo: a metà lezione, ogni tanto si alzava e si metteva davanti alla finestra, a guardar fuori. La professoressa lo richiamava, ma lui non la registrava nemmeno. In classe non prestava attenzione; non era né maleducato né troppo indisciplinato: però niente lo interessava, della scuola. Odiava i libri, odiava studiare, odiava la campanella; non gli fregava niente di Carlo Magno o di chi ha inventato la lampadina.
Cosa successe? Dopo un anno o due così, i genitori lo tolsero da scuola, e lo mandarono a lavorare. È diventato un bravissimo meccanico. Si appassionò al lavoro da subito, ed ora ha la sua officina. È più o meno felice, penso. Vive nel suo mondo. Continua a non saper chi sia Carlo Magno o chi abbia inventato la lampadina.

Ne conosco un altro. Io. Io odio andare a lavorare. Odio dovermi alzare la mattina, andare dove vado, fare cose di cui non m’importa assolutamente niente; esser serio quanto e quando si deve, intrecciar rapporti umano-sociali con persone che non mi riguarderebbero; impegnarmi su cose a cui non mi sognerei nemmeno minimamente di interessarmi, far finta anzi che queste siano proprio come mie, eccetera, eccetera. Lo trovo terribilmente stupido.
A scuola, mi piaceva tanto: mi piacevano i libri, i corsi; mi piaceva studiare, mi piaceva sapere in cosa consistesse il Dolce Stil Novo o chi aveva retto il governo dopo la caduta di Crispi.
Cosa successe? Non lo so. Sto ancora aspettando che arrivi qualcuno, mi tolga dal lavoro e mi metta da qualche altra parte. Lo sto aspettando da cinque anni, sei. Non ricordo in cosa consista il Dolce Stil Novo o chi abbia retto il governo dopo la caduta di Crispi. Né so qualcosa dal Mondo del Lavoro: scadenze, fornitori, fatture, eccetera.
Ogni tanto guardo la finestra, fuori.

Ogni giorno è peggio. Uno non sa più quello che vorrebbe, nemmeno. O quello che è.

febbraio 07, 2007

Nuova simpaticissima gaffe dell’ex PdC Silvio Mazzaferrata Berlusconi il quale, intervenendo alla campagna elettorale del candidato sindaco di centrodestra a Monza, Marco Maria Mariani, ha dato una motivazione squisitamente politico-tecnica della sua preferenza al suo candidato: “A me Marco Mariani piace anche perché ha come secondo nome Maria, il che dimostra che ha un intuito simile a quello delle signore. È positivo perché le donne capiscono cose che noi uomini non capiamo. Gli uomini arrivano sempre dopo. Le donne hanno più intuito, quell’intuito tipicamente femminile che non hanno gli uomini e nemmeno i gay. E poi i gay sono tutti dall’altra parte…”
VAI, RIPÉSTALA!
Ha poi aggiunto scherzosone, abbracciando il candidato sindaco: “come vedete, siamo due vecchietti. Se fossimo delle donne per noi andrebbe meglio, visto che esistono le creme, la chirurgia estetica, ecc. Ma certe cose non posso più dirle; non parliamone, non ne posso più parlare”.
AH, LE MATTE RISATE!
Ai giovani presenti, ha ricordato inoltre che ai suoi tempi “era già un centravanti di sfondamento, ed oggi mi sento più giovane di molti di voi che siete qui in sala”.
AH, IL (CONSUETO) BUON GUSTO!
Gran finale con le tasse e il solito riconteggio delle schede, seguito dai soliti sondaggi: “Se non ci interessiamo della politica, sarà la politica ad interessarsi a noi; e lo avete visto dalla busta paga di gennaio, e lo vedrete ancora di più quando questo governo aumenterà le tasse, […] facendo nascere in noi una giustificazione morale e eluderle”; “quella sera il ministro Pisanu venne da me e disse che avevamo vinto per centomila voti alla Camera e per duecentomila al Senato. Invece deve essere successo qualcosa di strano, tanto più che sono scomparse rispetto alle elezioni precedenti un sacco di schede bianche. E anche sul voto degli italiani all’estero le cose non sono chiare”, lo dimostra anche il fatto che oggi stesso “il centrodestra tutto insieme è al 56,7% mentre la sinistra è al 42,3%. Io sono al 59,4% nel gradimento degli italiani mentre Prodi è al 29,4%. […] I nostri Circoli della Libertà dovranno organizzare tante iniziative per sconfiggere la cultura tinta di rosso, e molti [fra i loro componenti] potranno andare ai seggi per contrastare la professionalità nei brogli da parte della sinistra”.
Comunque sia, “questa parentesi si chiuderà e torneremo noi, con il nostro spirito imprenditoriale, a governare”.

febbraio 05, 2007

VOLETE CHE LO FACCIA QUALCUN ALTRO AL POSTO VOSTRO?
GRUPPO CAGLIA
CUSPIDI MOSAICATE E CANOPI

Di Brigido Bruno (spos. Trotty Mallia) & Gruppo Angelo. Mascotte: il cane Fufinchy Secondo, risibile esemplare di cane da stronzoli & sbavo.

Dal Gruppo Caglia di Oltrona San Mamette (prov. di CIP) tutto, ma proprio tutto, per la Vostra arte funeraria. Provate le nostre cuspidi mosaicate, i nostri reliquiarî versicolore, i raffinatissimi cinerarî. Vastissima scelta di canopi e monumenti votivi e/o commemorativi (anche all'introvabile S.Quadrello, protettore degli impiantisti a gas e dei funzionarî dell'ENPAM - Ente Nazionale Pile Andate a Male). Passate un pomeriggio diverso: venite a trovare il Gruppo Caglia, e progettate con noi la Vostra tomba. Una volta è per sempre. Volete che lo faccia qualcun altro al posto vostro?
Guai delegare. Peggio, l’indifferenza. E se, al momento del doloroso trapasso Vi ritrovate con un epitaffio preso dalle storie di Erodoto e a Voi delle storie d’Erodoto non Ve n’è mai fregato un cazzo (con ryspetto parlando)? O inseriti in un’urna con scritto Amò, visse e perì. Ma sempre ardimentoso et fiero? Pensate alla stonatura beffarda d’un carattere tipografico particolarmente inviso a Voi in vita (ognuno ha le sue idiosincrasïe, tipo a me ad esmpio mi sta sul cazzo i numerî e le moto), e che vi ritrovate per l’eternità associato al nome e alla memoria. Pensate ad averci una citazione di Catullo (tipo: "io sto qui, e me lo sgrullo" - Catullo, Liriche Eroiche). V'è mai garbato Catullo? O Tibullo? E Pitullo? Pensate a un linguaggio non sufficientemente aulico, o comunque non consono o adeguato, che accompagna e scandisce il Vostro viaggio nell’Ade, con Persefone che ride crudelmente delle parole che Vi fanno scorta e usbergo. Tanto, sarà buona, Persefone, se l’hanno fatta regina dell’Ade! Pensate al rispetto che i dannati (vorrete mica finir nel Pantheon, voi?) fra un tormento e l’altro Vi tributeranno, se le parole che Vi accompagnano retoricamente hanno il loro effetto e il loro bel perché.
Noi del Gruppo Caglia, in quanto Pagani e Deisti, tutte queste cose SI SANNO. Diplomati in Vrne, con anni d’esperienza e referenze alle spalle, sotto il benigno sguardo e guida del cane Fufinchy Secondo (il primo finì arrotato dalla Sita, e un solennissimo Canopo colle sembianze d'Iside a tutt'oggi adorna la nostra bottega), sapremo consigliarVi al meglio: panegirici e linguaggio anziano, encomî et inversioni importanti, latinismi e nomi alati e altisonanti.


A Voi non resta che morire!

Inoltre, per un salotto di un certo livello, i nostri cinerarî e i nostri canopi sono da sempre un arredo importante e indiscutibile. Mosaicate o meno, le Arche pazientemente (a volte no; a volte – tipo quando si pesta un dito col mazzolo – s’incazza e spacca tutto) intagliate a mano da mastro Brvno renderanno assai più solenne la vostra magione, al pari d’una bella lapide indicante il luogo dove finisce ratto chi non s’asciuga bene le mani e sgocciola sul pavimento, in bagno. Ah, il grazioso adornar de' soggiorni attraverso il disseminaggio di canopi et urne!


Quanto in alto si può salire, col Gruppo Caglia? Lasciati mosaicare!

febbraio 02, 2007

Non è per la vicenda in sé, gossip (parola del cazzo), speculazioni o quant’altro. È solo per - magari - ricordavi: la prossima volta, nelle urne, pensateci meglio! Certo, questa è solo una piccola cosa, però è un'altra, e altre mille le avete già viste. Inoltre, per mostrare ancora una volta di più com’è certa gente e la sua corte. C’è qualcuno meritevole di razzismo? C’è, c’è…

ROMA - "Chiamala tu, perché se rispondo io alla sua telefonata...". Ore 8,30. Via del Plebiscito 62, primo piano. Mai come questa volta si sente senza protezione. Nessuno lo aveva avvertito di quella lettera. Nessuno, nel suo entourage, sapeva di quella richiesta di pubbliche scuse reclamata da Veronica, la moglie, dalle colonne di Repubblica. Il "mattinale" che tutte le mattine arriva sulla scrivania del Cavaliere stavolta sembra composto di un solo foglio. Per un po' se lo rigira tra le mani, sfoglia i giornali. Legge solo quella pagina. Poi chiama uno alla volta gli "amici di sempre". Per primo Gianni Letta, poi Fedele Confalonieri. E quindi Niccolò Ghedini.
L'avvocato-deputato che segue come un'ombra tutti i suoi casi personal-giuridici. "Chiamala tu, perché se rispondo io alla sua telefonata...: è un colpo basso, non me lo doveva fare. Ma gliela farò pagare" (il bossettino che ha visto troppi film). 
Inizia così la convulsa giornata dell'ex premier. Ma a far tremare i muri questa volta non è la politica, è la famiglia. Lo scandalo ormai è esploso e alla fine, per tentare di sedarlo, Berlusconi accetta l'ultimatum della moglie: "Cara Veronica, eccoti le mie scuse".
Eppure per tutta la mattina si tentano altre strade. Viene commissionato un sondaggio (!) per capire la reazione della gente e per calibrare l'eventuale risposta. Nel frattempo il filo del telefono della Villa di Macherio diventa incandescente. Berlusconi non vuole parlare con Veronica. Gli strascichi del litigio avuto appena domenica scorsa non si dissolvono. "Spiegate a vostra madre - aveva detto ai tre figli minori - che non può tirare troppo la corda. Io sono fatto così". Il telefono, allora, lo alza Ghedini. "Lei, signora, ha fatto una cosa gravissima. Ma come le è venuto in mente. Questi sono affari privati, non si mettono sui giornali. Eppoi abbiamo sempre trovato una soluzione, mi pare. Ne stavamo parlando, stavamo trattando ma ora rischia di rovinare tutto. Io lo dico anche nel suo interesse". "Non c'è niente da trattare", taglia corto la signora Berlusconi-Lario.
Questa volta a far da filtro fra la rabbia del "capo" e l'inflessibilità della consorte non c'è nemmeno il solito Gianni Letta. È stato sempre lui, in passato, a misurare (???) le uscite pubbliche di Veronica. Era lui, e non Silvio, a ricevere, magari in serata, la telefonata da Macherio che avvertiva di un'intervista o di una lettera, o di una partecipazione a qualche iniziativa (che bello!).
Stavolta no. Lei non l'ha chiamato e lui non la richiama. Però, davanti al ristrettissimo vertice convocato a Palazzo Grazioli e composto dal Cavaliere, Paolo Bonaiuti e Valentino Valentini, l'ex sottosegretario non riesce a trattenere un giudizio sorpreso: "La lettera è scritta molto bene". Poche parole per far instillare il dubbio in tutti (da sé no? Non ci arriva? O non era una donna coltissima, attrice di teatro (?), ecc ecc). Che ogni verso di quella missiva fosse stata visionata da un avvocato. Che fosse, insomma, il primo passo per una rottura definitiva. Per la separazione e il divorzio. Tutti invitano alla prudenza: "bisogna calcolare ogni mossa".
Il nervosismo cresce. La sensazione che il nucleo berlusconiano sia stato per la prima volta messo in scacco fa aumentare la tensione. Scatta, come prevedibile, la prima parola d'ordine: silenzio. Stiano zitti tutti, a cominciare dalle altre donne coinvolte, come l'onorevole Mara Carfagna e anche le tv del gruppo.
Poi si valutano le varie possibilità: il silenzio, la risposta "privata", l'intervista televisiva, tornare a Milano e parlarle a quattr'occhi. Tutte soluzioni scartate. "Rischiamo di far crescere il caso - allarga le braccia il Cavaliere - dobbiamo intervenire. Ma come? Nel pomeriggio alla Camera si votano pure le mozioni sui Pacs...". Per un momento - racconta chi ha potuto assistere in presa diretta alla turbolenta giornata di Via del Plebiscito - il leader forzista si fa prendere dallo sconforto: "Non c'è via d'uscita".
Allora ci prova Bonaiuti. Prende il telefonino (cazzo, è SUA moglie!) e contatta la signora Veronica: "E ora? Ora che facciamo? Ce lo dica lei perché qui...". "Dovevate pensarci prima", replica irremovibile. Le "scuse pubbliche" diventano l'unica via d'uscita. Una lettera d'amore da diffondere anche alle agenzie. La scrive Berlusconi e poi viene ritoccata dai presenti (ahahah!). L'ultima versione, però, è affidata ancora a Ghedini. Prima di divulgarla c'è il parere tecnico-giuridico. "Ero recalcitrante in privato perché sono giocoso ma anche orgoglioso - scrive "Silvio" - Sfidato in pubblico, la tentazione di cederti è forte. E non le resisto. Siamo insieme da una vita". Ammette il momento di "affanno", ma "finirà nella dolcezza come tutte le storie vere". Però, "la tua dignità non c'entra, la custodisco come un bene prezioso nel mio cuore".
[...] Davanti ai giornalisti, invece, neanche una smorfia. In macchina senza un saluto. Di nuovo a Palazzo Grazioli. Giusto il tempo di trasmettere la lettera alle agenzie e poi via da Roma. A Milano. Per non correre altri rischi. "Vado a cenare con mia moglie e miei figli", dice salutando.


(fonte: Repubblica)

gennaio 31, 2007

Cena di gala per i Telegatti. E hai detto l’Oscar, o magari il Nobel. Verso le una del mattino si presenta in sala Lui, e le donne-mediaset si bagnano e gli uomini-mediaset ejaculano. Ogni Versailles ha il suo Re Sole. E questo ci dà dentro a distribuir facezie, piacionerie, svolazzando come un colibrì di tavolo in tavolo.
Dopo un intermezzo di tristezza – e qui gli uomini-mediaset chinano il capo, dolenti, e le donne-mediaset emettono lagrime e strida – con la confessione di esser stato vittima, per tre mesi dopo le elezioni, di una “terribile depressione, tanto che non leggevo più i giornali", ad Enrico Gasbarra (presidente della Provincia di Roma) dice: “Ehi Enrico, prima o poi dobbiamo fare un governo insieme. Voi siete moderati come noi! Magari ci mettiamo dentro anche i DS, tanto ormai sono liberalizzatori, no?”
Su Claudio Bisio, noto filosofo-intellettuale sinistrorso e teorico marxiano assai rigoroso, autore di testi di lucida analisi della società contemporanea sulla scia di Adorno e Bloch - ah no, forse si parlava del conduttore TV, che magari è di sinistra come può essere dell’Inter: “Gli ho chiesto di spiegarmi le sue radici di sinistra, non me le ha sapute dire, avremmo bisogno di un’altra cena. Ormai essere di sinistra è una moda”
Al tavolo del Bagaglino, poi, tutto s’accende. Fra personalità dello spessore di P.F. Pingitore, Pippo Franco, Pamela Prati, Leo Gullotta e Valeria Marini, le attenzioni del Padrone sono catturate dall’acutissima Aida Yespica, la quale dice: “presidente, con Lei andrei su un’isola deserta!”. E lui risponde: “e io con te andrei ovunque”. Ecco, magari andate in culo, e moriteci, entrambi. Sarebbe molto bello, sì.
Ma il tour continua, e dopo altri simpatici frizzi e calembour con Zucchero e Pippo Baudo si passa ad apprezzamenti su Rita Rusic (accomunata alla summentovata Valeria Marini da – nientemeno –Vittorio CecchiGori!), Melissa Satta e qualche altra trota mezza ignuda, fino al siparietto col duo d’Intelligenze Somme Mara Carfagna e Micaela Biancofiore: “guardatele, sono brave e belle…”. Del resto: le guardate, lo capite, no?
Specificamente su Mara Carfagna: “guardatela, se non fossi già sposato me la sposerei”.

Ecco tutto: la cultura, la politica, la donna, secondo lui.

Poi, stamani, la seconda moglie del medesimo, Veronica Lario in Berlusconi, con difficoltà vincendo “la riservatezza che ha contraddistinto il suo modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, imprenditore prima e politico illustre poi”, inoltra un’elaboratissima missiva in luoghi ostili ("la Repubblica"), al fine di chiedere pubbliche – “non avendone ricevute privatamente” – scuse per le considerazioni inaccettabili a cui si è lasciato andare, “affermazioni che interpreta come lesive della sua dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni”.
Ora, la cosa ci interessa eccome, eh? Del resto, da sempre la regina pubblicamente chiede al re, e viceversa, ed anche – esempio – l’ingravidamento dell’una ad opera dell’altro è necessariamente cosa di pubblico dominio. Figuriamoci i bassi richiami dell’uman condizione, con tutto ciò che la debolezza della carne sa comportare.
Quindi, la cosa è vieppiù interessante e ci tocca certo nel profondo, considerando soprattutto che magari adesso arriva pure la risposta del sovrano, sempre a mezzo stampa-editto-emanazioneimperiale, giacché, vincendo tutte le ritrosie di nobil lignaggio eppur sì schivo e altamente dignitoso, l’importante è che i sudditi abbian materia di parlare, anche della grande civiltà, politezza ed erudizione di chi su di loro regna. E sempre, sempre, sempre: un bel po’ di panem et circences.

Il fatto è che, né più né meno, siamo un popolo da bagaglino e telegatti, e l’elegante posatezza e garbata retorica della regina fa l’effetto d’un’algidissima regnante straniera catapultata suo malgrado in una realtà che le è lontana quanto la merda al cielo, con l’aggravante che – si presume – in tempi nostri son cadute o cambiate le strategie (oggi vale quella del TUTTO si compra, coi mezzi) diplomatiche per intrecciar le dinastie, per cui a Louis XVI si dava Marie-Antoinette von Österreich e via e via – salvo che poi finiron male tutti e due, cazzî loro – e quindi, come dire… te lo sei preso te, te lo tieni. Non te n'eri mai accorta, in 27 anni? Non ci ammorbate co’ vostri discorsi. A me mi tocca alzarmi tutte le mattine, per andare a far qualcosa di cui non m’importa una segaccia nulla e che si sta rubando gli anni migliori, con la scusa che uno deve mangiare (animali dovremmo essere; nient’altro che animali - del resto molti lo sono, e vivôn pure bene), portando all’atrofizzazione del cervello, alla rovina della mia unica vita e magari – a seconda de’ lavorî – anche a parecchie magagne fisiche.
Quindi, Signore e Signora, andate a fare in culo. Più lui che lei (a lei, una piccola parte di solidarietà, magari), ma anche entrambi, certo.

gennaio 30, 2007

MA DI COSA C’ERAVAMO SCORDATI!!! MAMMA ROSA, LA MAMMA DI TUTTI GLI ITALIANI, SE AZZURRÎ ANCOR DI PIÙ, HA COMPIUTO 96 ANNI. IL QUOTIDIANO DI FAMIGLIA, CHE GIÀ SULLA TESTATA RICORDA A TUTTI COS’È (“Il Giornale”), HA FESTEGGIATO CON UN BELL’ARTICOLO CELEBRATIVO:

La festeggiata è lei, mamma Rosa, e la scena è tutta sua sotto il palco del teatro Sociale di Como. La platea la applaude in piedi, 500 invitati festeggiano i suoi 96 anni compiuti il 25 gennaio scorso, lei saluta con piccoli gesti delle mani. È la madrina di eccezione di una serata di beneficenza voluta dalle fondazioni Sodalitas e Mantovani, enti istituiti dall'eurodeputato azzurro Mario Mantovani che si occupano di assistenza per anziani e ricerca sulle malattie degenerative. E anche Silvio, il primo e più famoso dei suoi figli, lascia che i riflettori siano tutti puntati sulla vera protagonista della serata, la donna che vuole sempre a fianco nei momenti difficili. Arriva per ultimo, ma entra dall'ingresso laterale del teatro, quello riservato agli spettatori delle gallerie. Berlusconi evita giornalisti, fotografi e operatori tv, non si lascia sfuggire una parola e fa dire che con i cronisti starà zitto tutta la sera [sì, stai a vedere, eh?].
L'ultima a varcare l'entrata principale, sotto le mura bianche del duomo di Como illuminate, è proprio la signora Rosa. Scende esitante da una Bmw grigia accolta dall’applauso della piccola folla radunata sotto il portico del teatro trattenuta da un paio di transenne montate all'ultimo momento. «Sono molto emozionata - dice prima di ricevere il saluto degli invitati - questa festa per me è davvero una sorpresa». L’austero teatro è stato trasformato in un salone di gala, 50 tavoli da 10 posti, ognuno con il nome di un'opera lirica. Mamma Rosa si accomoda al tavolo d'onore intitolato «Elisir d'amore» con i figli Silvio, Maria Antonietta e Paolo. A fianco, nel tavolo intitolato al «Nabucco», siede invece l'organizzatore della serata, l'onorevole Mantovani, con gli altri politici: il coordinatore nazionale di Forza Italia Sandro Bondi, la coordinatrice lombarda Mariastella Gelmini, il commissario provinciale Luigi Fabbri, il presidente del consiglio regionale lombardo Ettore Albertoni.
[…]
Un menù semplice ma legato alla tradizione e alla terra lombarda: asparagi con gingillo croccante e bisque di crostacei come antipasto, poi un classicissimo risotto alla milanese seguito da filetto scottato e scaloppato su letto di carciofi. Tra una portata e l'altra qualche aria d'opera. E alla fine il dolce: una grande torta di crema con corolla di frutta a forma di cuore, lunga due metri.
Le porte del foyer del teatro Sociale si spalancano poco prima delle due di notte. La musica è finita, i 500 ospiti se ne vanno, mamma Rosa Berlusconi ha festeggiato il compleanno numero 96 e Silvio ha terminato di autografare i menù della serata. La coppia a braccetto sorride ai fotografi. «Mammina, anche a quest’ora sei in gran forma - esclama lui - quanti baci mi prometti tutti i giorni quando ti telefono?» [ommioddio]. «Tanti», risponde lei. «E quanti rosari mi dici?». «Tre al giorno, adesso che vado a casa ne dico uno» [ommioddio]. E lui, additando il cielo: «Glielo dico sempre, guarda che lassù non sanno più dove metterle le tue preghiere. Le devo tutto - aggiunge - quella sera del ’93 nessuno voleva che scendessi in campo ma la mamma mi disse: se ci credi devi trovare il coraggio di farlo. Per questo sono in politica e mi ritirerò quando deciderà lei» [ommioddio] 
[...]
Il fascio di 96 orchidee con gli auguri «di arrivare almeno a 110 anni» non è bastato a tener fuori la politica [ma va'?] dal compleanno di mamma Rosa. Tra gli «olè» di una ballerina di flamenco, tra una battuta su Vladimir Luxuria («non mi disturba affatto, semmai è un concorrente in meno...») e un pensiero a Ronaldo («ha sempre sognato il Milan»), nel tempio della lirica di Como è stato proiettato il discorso di Berlusconi all’Onu [ma pensa, pure una cosa improvvisata lì per lì!]. Poi il Cavaliere ha preso il microfono, ha ricordato i meriti del suo governo e attaccato l’attuale.
Il disegno di legge Gentiloni sull’emittenza è «delittuoso e strampalato»: «non penso che qualcuno possa prendere un’azienda quotata e toglierle un terzo della sua produzione se non per odio politico, perché c’è un azionista che si vuole colpire. Ma si fa del male anche ai piccoli azionisti e all’economia: nessun fondo internazionale verrebbe più a investire in un Paese dove succedono cose del genere […]». Una proposta del genere viene «da un governo formato da partiti che si dicono orgogliosamente comunisti e si ispirano a Pol Pot». A tavola Berlusconi ha raccontato l’apologo della rana e dello scorpione. «Lo scorpione punge la rana e questa gli chiede perché l’abbia fatto. Lo scorpione risponde: perché è la mia natura. La loro natura è essere antiamericani, antieuropei, antimercato e anticattolici». Sui pacs il leader del centrodestra ha professato libertà di coscienza [certo, come no], ma [ah, ecco...] «le proposte del centrosinistra sono un attacco all’istituzione famiglia. Vogliono infierire sul matrimonio naturale e sovvertire tutti i valori [lui è divorziato]. Noi avevamo avvertito gli elettori. Ma in Italia si vota a sinistra perché è una moda. L’altra sera, alla cena di premiazione dei Telegatti, accanto a me era seduto un artista tv di sinistra che non mi ha saputo fornire nessuna ragione del perché vota così [ahahahah. questa è fantastica]. C’è troppa ignoranza in giro, e noi dobbiamo combatterla. È per questo che chiederò a tutti di scendere in campo perché siamo in un momento delicato per l'Italia: dobbiamo scegliere se essere liberali o se il Paese si dovrà macchiare di una ideologia che ha seminato morte e terrore». Certo, sarà difficilissimo far cadere il governo; «la speranza è che ci sia un incidente per esempio in politica estera dove sono divisi», ma purtroppo «sono uniti dal potere e dall'invidia sociale. Questa è una sinistra pericolosa».


EFFORZAITALIACONOOOOOOOIIIII

gennaio 29, 2007

COMINCIATE BENE UN’ALTRA INSIPIDA SETTIMANA DEL CAZZO, CON I GRANDI SCRITTORI. ACCENDETE LA VOSTRA VITA GRIGÏNA E INSIGNIFICANTE. DATEVI UN SENSO!

Era meglio se nascevo MACINA (di mulino, anche bianco)



MENO MALE CI SON GLI SCRITTORI – LA FRASE PIÙ PROFONDA

Oggi l’amico Clem Prospèttamelo detto La Dirce, da Scanzorosciate Negrone (BG) ci cita - borda! Ma vi garba proprio, eh? - la bella topa che è Susanna Tamaro, dicendo che Lei a Lui ha cambiato la vita (e i fianchi? Il girocoscia? La giogaja?). Si badi tra l’altro la punteggiatura:
In quella notte all’improvviso mi ero accorta di una cosa, e cioè che tra la nostra anima e il nostro corpo ci sono tante piccole finestre (1), da lì, se sono aperte, passano le emozioni (2), se sono socchiuse filtrano appena, solo l’amore (3) le può spalancare tutte insieme e di colpo, come una raffica di vento… (4)


SU DAI: CITA ANCHE TU, I GRANDI SCRITTORI. TROVA UNA FRASE BELLA BELLA, E STIÒCCATELA DOVE MERIT CIOÈ NO INVIACELA QUI, CHE LA ACCOGLIAMO GIOIOSÎ! VIVAAAAAA!


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(1) Quantomeno due.
(2) Emozioni?
(3) Amore?
(4) Vento?