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febbraio 29, 2004

MADONNA RACCONTA FAVOLE – Un libro atteso in tutto il mondo, che sarà tradotto in trenta lingue. Si tratta di “The English Roses” (le rose inglesi), un libro di fiabe che Madonna ha dedicato ai suoi due figli. La pop star sarà a Parigi il 15 settembre per il lancio mondiale della sua “ultima fatica”. La Material Girl della musica ha firmato un contratto con la casa editrice Gallimard che prevede la pubblicazione di cinque libri di racconti illustrati dedicati ai bambini dai sei anni in su.


 

febbraio 28, 2004

Judo Boys – Bellandi FC 5-8

Giocata al campo sportivo della scuola per estetiste & carpentieri “Ricchi & Poveri” vicino al fiume che taglia in due Faenza, il Volga (o almeno mi pare).

Formazione: 4 Papero Gonfio, 11 Dalmazzy, 17 Ferraù, 21 Juri, 33 Il Giova, 45 Guidomerda.

Marcatori: 3 Juri, 2 Ferraù, 2 Dalmazzy, Guidomerda.

Note: Serata mediamente freschina; si consiglia di coprirsi: scarpina dei Puffi, guanti di Sailor Moon e magari anche berrettino, di Bellandi (tanto lui non se lo mette). Il campo, ricavato da un iniziale progetto di casa colonica per Barbie, Ken & Skipper è in buone condizioni, costellato da innumerevoli bonsai piantati dai Sette Nani in persona. Dopo aver convinto una colonia (peraltro abusiva) di Lillipuziani ad uscire ed aspettare pazientemente la fine dell’annosa pugna, può iniziare la partita, in cui per i primi minuti la Bellandi FC è schiacciata dagli avversari, capitanati da Merdosinho – il campione con la faccia da vecchio (e i capelli gialli… si noti, non biondi, bensì GIALLI, è importante) – nella propria metà campo. Ma, dopo il difficile inizio, con i padroni di casa (alquanto sgarbati, per la verità: non hanno neanche offerto, non dico un whisky, ma quantomeno un cioccolatino…) che vanno sul 3-0, la squadra si riorganizza e spara sapidamente un centone di citazioni dal manuale del calcio portandosi in vantaggio. Da segnalare che il numero 45, in uno scontro con l’ascensore della Casa di Barbie – non sono stati del tutto rimossi i precedenti lavori – si stira la gamba destra e 3 camicie, peraltro di dubbio gusto, arrabbiandosi anche molto con i suddetti padroni di casa, rei di non tenere in casa l’appretto per inamidare i colletti. Il finale è pirotecnico, cioè con gol a ripetizione, ma soprattutto perché i lillipuziani, esasperati per il ritardo accumulato dalla partita, danno fuoco al campo-casa, così per mostrare il loro netto disappunto.

febbraio 27, 2004

Amici del 45 (becco) – Bellandi FC 5-8

Giocata a Villa Marat (così chiamata perché il padrone è un losco rivoluzionario maniaco dell’igiene personale, che presto forse finirà male) in un campo stavolta decente, seppur al freddo e al gelo, e – poteva essere diversamente? – in maglia gelataja.

Formazione: 4 Papero Gonfio, 17 Ferraù, 21 Juri, 33 Il Giova, 45 Guidomerda.

Marcatori: 3 Juri, 3 Papero, 2 Guidomerda.

Note: Ennesima vittoria per la squadra dal presidente in esilio (ah si? Dove?), Bellandi, ed ennesimo tentativo dei redivivi e recidivi infidissmi avversari dei tre ultimi mesi, tra i quali, tuttavia, pesa l’assenza di un centravanti-boa come Gionni (merda). La temperatura è ottimale, forse per i pinguini e gli orsi bianchi, (mentre al glorioso S. Michele anche Beppe usciva dal suo TUGURIO™ per offrirci il campo, e una giovane e ancor piacente vedovella ci salutava lasciva, al cospetto di tanto mite clima tropicale); la pioggerellina marzolina (anche se, ripetiamolo, siamo a Nevoso) rompe i cosiddetti, finché pensa bene di ritirarsi garbatamente, facendo così luogo al venticello gelido dell’Eurasia dell’Est, il temibile Scirocco dell’Europa dell’Est (?) – ma la Bellandi FC, invitta e indomita, giù peso per la terza volta di seguito neanche fosse il Vado, o anche il Pro Patria col centravanti alla Hidekguti (che forse non si scrive così, ma abbiate pazienza, l’ho scelto difficile, eh?)

febbraio 25, 2004

Bellandi FC – Amici del 45 (buco) 9-5


Giocata in casa, grazie all’interessamento di Beppe – il vispo custode del campo, abitante l’inospitale e freddo TUGURIO™ ad esso antistante – nonostante il proprietario, Don Mauro Lo Cìtero, abbia più volte dichiarato di volerlo chiudere per un po’, in vista di una ristrutturazione del manto erboso (cosa piuttosto curiosa visto che il campo è in asfalto, pinoli e croste di pane).

Formazione: 4 Papero Gonfio, 11 Pippozzy, 17 Ferraù, 21 Juri, 33 Il Giova, 45 Guidomerda, Gàttidi.

Marcatori: Papero Gonfio 2, Juri 2, Il Giova 4, Guidomerda.

Note: Assente il presidente-capitano-giocatore-ingegnere-carpentiere (recentemente fatto esplodere come bomba intelligente o quasi, nella recente guerra scoppiata per un banale incidente diplomatico-gastronomico tra le province di Taranto e Belluno), la Bellandi FC ne conserva purtuttavia il nome. La squadra avversaria schiera un personaggio nuovo, al secolo Culo-Sudo (o anche Sulo-Cudo, oppure Dosu-Locu, o, why not?, Lodo-Cusu), un magnifico esemplare di bietolone, il quale viene ridicolizzato a più riprese, ma sempre con garbo e validi e ben motivati argomenti. Si segnala la seconda presenza di Gàttidi, stavolta in prestito dal GS Folgor Virtus Audace Màrlia Ovest (la squadra con i tifosi più sfortunati del mondo), con tasso di interesse al 7,5% al netto di ILOR, IAP e IOOR. 

febbraio 24, 2004

Odio questo cazzo di posto. Lo odio, coi suoi centomila alberghi e dieci case, con le sue puttane e ballerine di night e turisti e albergatori o genericamente uomini d’affari coi loro sigari, con le loro foto accanto a celebrità, che magari sono state ospiti nei loro alberghi, ristoranti, locali. Milioni di puttane, qui. Se ti capita di fare due passi in centro, il pomeriggio, è pieno di ragazze straniere che girano, in attesa di entrare a lavorare. Non si sente quasi mai parlare italiano, e non è tanto per i turisti... non sono solo quelle della strada, ci sono anche quelle per i Signori; si riconosco perché sono più belle, e vestite meglio: l’uomo d'affari le porta in giro sui suoi macchinoni, le accompagna nei negozi di abbigliamento più lussuosi; fa di nascosto un cenno al commesso (esempio: un milione, indice alzato; due, indice e medio), e compra loro vestiti per quella cifra. Lui non è più giovane, quasi calvo, magari è grasso, e quando parla con gli amici racconta le sue grandi gesta nel mondo degli affari. A volte ci pensa direttamente, a portarsi le puttane in patria, prelevandole da qualche paese. Spesso sono minorenni, dell’Est europeo.


Odio questo posto. Lo odio perché è provincialismo elevato ad una potenza infinita, lo odio perché la personalità del cameriere è nell’animo (oltreché nel mestiere) di ognuno dei suoi abitanti. Servile, meschino e maligno... tutti pronti a scondinzolare perché il turista buzzone di turno scucia quei soldi di mancia, e tutti pronti ad accapigliarsi quando sono più di uno, in un locale, e c’è da dividersi la carità che il cliente ha fatto, nel corso dei mesi. La tv, essere una star, avere una possibilità nello mondo dello spettacolo (showgirl per lei, presentatore o disc-jockey per lui) è la massima aspirazione possibile. Qui, la pubblicità ha il suo paradiso, basta che sia roba che costi, e ti faccia sentire qualcuno (qualcosa?) di importante e bello. L’immagine è quello che conta. La cosa più fuori posto, qui, sarebbe una libreria. Difatti non ce ne sono, ma ci sono migliaia di negozi di scarpe, abbigliamento, sport. Anche sport estremi, che fa tanto fico. Si mischiano agli alberghi, ai locali, ai ristoranti. E tutti sbavano dietro al CLIENTE, al TURISTA, a chiunque, purché si faccia bella figura. Apparenza. E la sera tutti a troia. Ognuno secondo le proprie possibilità. Odio questo posto. Questo cazzo di posto e la sua gente tutta...

febbraio 22, 2004

L’angolo dell’aforisma.


L’Italia è una repubblica oligarchica (ma con tendenze monarchiche) basata sul nepotismo e sullo sfruttamento delle classi basse. Le quali, peraltro, spesso non si meritano altro.

febbraio 21, 2004

Amici del Giova – Bellandi FC 3-9 

Giocata sul campo “W. Goethe (non lo scrittore, bensì l'omonimo - ma vieppiù meritamente famoso - lottatore di Sumo)” di Moruboshi, provincia di Èfrem. La data, in origine sabato, non tragga in inganno: il giorno del calendario corrispondente era èfrem, secondo la numerologia messa a punto dal tytolare del caNpo in questione, Maurizio Seymandi: coincidenza giorno-posto obbligata, tra l’altro, giacché i gestori (il Seymandi medesimo, in società con DJ SUPERSMAAASH!), gelosi del loro stabilimento, lo concedono a terzi solo il giorno omologo, obbedendo al notissimo motto “ad Èfrem ci si gioca solo di Èfrem”.

Formazione: 4 Papero Gonfio, 6 Bellandi, 11 Pupazzy, 21 Juri, 33 Il Giova, 45 Guidomerda.

Marcatori: Pupazzy 5, Il Giova 2, Juri, Guidomerda.

Note: Gli avversari schieravano ai bordi del campo le proprie PHYAE™, credendo di ben figurare con una scintillante vittoria. In realtà perdono miseramente, e le PHYAE™ li abbandonano dopo mezz’ora circa. Vittoria anche morale


Amici del 45 (tossico) – Bellandi FC 5-5

Giocata su un nuovo campo, il “Milleluci – E Vedrai Quanto Scuci” di Stazione, dalle parti di Dogana, ridente paesello in quel di Noùmeno. Maglie gelataje, come sempre.

Formazione: 6 Bellandi, 11 Papozzy, 21 Juri, 33 Il Giova, 45 Guidomerda.

Marcatori: Il Giova 2, Papozzy 2, Guidomerda.

Note: Il campo, indoor – temperatura a -10° così tanto per fare i simpatici – presentava una cospicua chiazza d’umido gelata lungo le due fasce, responsabile (la chiazza d’umido, non le fasce, che sono entità inanimate per designare una zona del campo ben precisa, almeno nel gioco del calcio, d’altra parte mi pareva chiaro e non so bene perché ho voluto precisare così, ma ora ho perso il filo) di numerose cadute, tra cui quella rovinosa di uno degli avversari, tale Gionni, che per poco non ci rimette l’osso sacro (che lui ha, pur essendo dichiaratamente ateo). Di conseguenza queste non sono sfruttate a dovere dalla Bellandi FC, che quindi non ha potuto gratinare sapidamente il solito calcio champagne, ed è stata costretta ad un avvilente pareggio.

febbraio 20, 2004

E quest’oggi, acciocché gli stolti vedano qualcosa e per un attimo non si faccia caso allo squallore del mondo e di tutti i suoi abitanti, un bel raccontino di Franz Kafka:

C’era un avvoltoio che dava colpi di becco contro i miei piedi. Aveva già rotto stivali e calze, ora già dava colpi di becco proprio contro i miei piedi. Continuava a colpire, volò poi inquieto più volte intorno a me e si rimise all’opera. Passò un signore, guardò per un momento e poi chiese perché sopportassi quell’avvoltoio. “Sono inerme”, dissi, “è arrivato e si è messo a darmi colpi di becco, naturalmente volevo cacciarlo via, ho perfino cercato di soffocarlo, ma una simile bestia ha grandi energie, stava già per saltarmi in faccia, allora ho preferito sacrificare i piedi. Ora sono già quasi dilaniati.” “Perché lasciarvi tormentare così”, disse il signore, “uno sparo e l’avvoltoio è liquidato.” “E’ così?”, chiesi, “e vorrebbe farlo lei?” “Volentieri”, disse il signore, “devo solo andare a casa a prendere il fucile. Ce la fa ad aspettare ancora mezz’ora?” “Non lo so”, dissi, e restai irrigidito per un momento per il dolore, poi dissi: “La prego, ci provi in ogni caso.” “Bene”, disse il signore, “mi affretterò.” L’avvoltoio durante la conversazione aveva ascoltato tranquillo e il suo sguardo vagava fra me e il signore. Mi accorsi che aveva capito tutto, si alzò in volo, indietreggiò per prendere lo slancio sufficiente e, come un lanciatore di giavellotto, lanciò il becco nella mia bocca, a fondo, dentro di me. Cadendo all’indietro, liberato, sentii che nel mio sangue che riempiva tutte le mie cavità, che superava ogni argine, quello irrimediabilmente affogava.

febbraio 19, 2004

Bellandi FC – Borgo Azzurro 9-6  

Giocata in casa in maglie bianche.

Formazione: 4 Papero Gonfio, 6 Bellandi, 11 Piumazzy, 45 Guidomerda, Gàttidi.

Marcatori: Papero 3, Piumazzy 3, Guidomerda 2, Bellandi.

Note: Ennesima sconfitta del Borgo Azzurro, che nelle proprie fila stavolta schierava Andy Moeller. O magari chissà, era uno che gli somigliava e basta. Tra l’altro, per carenza di personale, all’ultimo momento la Bellandi FC è stata salvata dall’innesto di Gàttidi, generalmente capitano degli attuali avversari, gentilmente concesso dietro la promessa di favori sessuali elargiti dal fratello del presidente ai MEMBRI dell’altra squadra – ogni gioco di parole, qui, mi par superfluo. Comunque, si segnala la prima rete del presidente Bellandi (giusto dopo una dozzina buona di partite), festeggiato per questo a ditate nelle mele e lubriche carezze dai compagni tutti. Non dopo, ma durante la partita la quale, come si può ben immaginare, ci perde un po’ in bellezza ed agone atletico.