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novembre 11, 2003

Non tocchiamo niente. E' già bello così...

(avviso tra parentesi, gratuito peraltro: buona parte della gente che potrebbe leggere questo, non troverà nemmeno comico il tutto... anzi, magari, sapendo dov'è il locale, potrebbe pure mostrarsi interessata. E accorrere).   

"W.O.W. – FASHION LIGHT BRUNCH 

1) IL PROGETTO
Il “Light Brunch” domenicale nasce dalla volontà di creare qualcosa di simile a quanto è già stato realizzato all’estero, nel settore della ristorazione di bar, ristoranti o club.
Attraverso questo appuntamento domenicale le persone sanno di potersi ritrovare, dopo un sabato passato in discoteca o a casa di amici, non ad un pranzo qualsiasi ma ad un vero e proprio evento particolare, il “FASHION LIGHT BRUNCH”
Il “FASHION LIGHT BRUNCH” diviene un modulo che ogni domenica si ripete, sensoriale e bello che, attraverso il cibo, gli amici e le immagini, intercetta il gusto di colui che si risveglia la domenica mattina offrendogli un mix di sapori, odori e percezioni visive

2) IL LOCALE
Il punto di incontro con gli amici o il luogo dove poter fare nuove conoscenze, il locale diventa elemento fondamentale per realizzare un’armonica aggregazione di percezioni visive e sensoriali. Ecco allora che “La finestra sul mondo” offre ad un osservatore anche un po’ assonnato la chiave di lettura di un inizio di giornata evocativo e diverso dal solito, che inizia con la tarda ora della mattina fino ad intrecciare le prime ore del pomeriggio.
L’utilizzo degli schermi al plasma presenti nel locale scandirà le due fasi principali:
- Il risveglio sarà caratterizzato da immagini di animali, mare e natura in genere;
- Il brunch da immagini tratte da capolavori cinematografici come “Vattel”, “La grande abbuffata” ecc…

3) L’EVENTO
L’evento inizia con l’arrivo delle persone, l’atmosfera è già riscaldata da brioches e cappuccini caldi, riviste di ogni genere una chiacchiera e un saluto fino a che lo chef non comincia a far delicatamente scivolare l’odore dei caffè nel dolce salato di espressioni culinarie che meglio si sposano con la tradizione italiana delle tredici e trenta.
Le ragazze sfileranno tra le persone indossando i capi dei punti vendita (che decideranno di aderire alle iniziative domenicali) quasi a far diventare i malcapitati passaggi tra i tavoli degli eleganti e arditi corridoi si showroom.
La loro presenza sarà discreta quasi anonima, la loro espressività si deve armonizzare alla situazione senza troppo attirare l’attenzione, ma abbellire ed enfatizzare il convivio. La musica, elemento irrinunciabile, scandirà i tempi.
 .
4) LA MUSICA
La musica dovrà essere il collante di tutti gli elementi in gioco, il cibo, le modelle, la sfilata, la convivialità, gli amici. Il dj dovrà interpretare con la musica di sottofondo i diversi momenti dell’evento con un obiettivo preciso, quello di realizzare nel futuro una colonna sonora del “FASHION LIGHT BRUNCH AL WOW”. 

5) LA COMUNICAZIONE
Il braccio operativo più importante sarà rappresentato da un ufficio stampa dinamico e aggressivo che servirà a dare una copertura informativa attraverso la stampa locale e a selezionare gli inviti soprattutto nella fase iniziale di lancio dell’iniziativa.
Gli inviti dovranno informare l’interlocutore di cosa si dovrà aspettare partecipando al Light Brunch e soprattutto si dovrà arrivare ad avere “la fila fuori” di negozi o modelle che vorranno partecipare all’evento.

6) LA PROPOSTA
La proposta verte sulla stipula di un accordo che preveda l’utilizzo del marchio “FASHION LIGHT BRUNCH” sia come etichetta per l’evento che come marchio di merchandising per la realizzazione di T-shirt FASHION LIGHT BRUNCH che delle compilation musicali WOW.

La proposta economica dovrà essere formulata in relazione agli impieghi di risorse e all’obiettivo che i proprietari intendono perseguire. Implicazione determinante sarà l’impiego di uno sponsor fisso o ad hoc per ogni evento realizzato." .

novembre 10, 2003

"NOTIZIA BOMBA. LA TAMARO CI RIÈ. Alé Alé Alé - La nota scrittrice di cazzate banali e insipide (no cioè, volevo dire best-seller, abbiate pazienza), il cui universale valore non è riconosciuto solo perché in Italia imperano i COMUNISTI (maledetti loro, atei senza dio né anima e creanza) e perché è una donna (oltreché, sia detto fra parentesi, una gran bella fica), decide di tentare la carta della regia, giacché ELLA è artista poliedrica e proteiforme. Dopo la letteratura il cinema, quindi; ma qui sta la sorpresa: l’autrice di Va’ dove ti porta il cuore (in culo?) nasce proprio come regista, e le attenzioni che i media le hanno recentemente e giustamente tributato ce lo rivela. Si senta qua: “prima di scrivere volevo fare la regista, ho fatto il Centro Sperimentale, ho lavorato su qualche set come assistente. Ho anche scritto una storia di vampiri e l’ho venduta”. Già, e tutto questo perché “in realtà la mia passione per il cinema è cominciata dopo le superiori, vedendo Rubliov di Tarkovskij, il mio immaginario è questo. Tarkovskij, Paradzanov, gli autori dell’Est [Cazzo!]. Ma amo anche i generi, mi piacciono i film di arti marziali e i vampiri; sono nata a Trieste, la Transilvania non è lontana”. Nota scrittrice di cazzate banali e insipide (no cioè, volevo dire best-seller, abbiate pazienza), il cui universale valore non è riconosciuto solo perché in Italia imperano i COMUNISTI (maledetti loro, atei senza dio né anima e creanza), e perché è una donna (oltreché, sia detto fra parentesi, una gran bella fica), decide di tentare la carta della regia, giacché ELLA è artista poliedrica e proteiforme. Dopo la letteratura il cinema, quindi; ma qui sta la sorpresa: l’autrice di (in culo?) nasce proprio come regista, e le attenzioni che i media le hanno recentemente e giustamente tributato ce lo rivela. Si senta qua: “prima di scrivere volevo fare la regista, ho fatto il Centro Sperimentale, ho lavorato su qualche set come assistente. Ho anche scritto una storia di vampiri e l’ho venduta”. Già, e tutto questo perché “in realtà la mia passione per il cinema è cominciata dopo le superiori, vedendo di Tarkovskij, il mio immaginario è questo. Tarkovskij, Paradzanov, gli autori dell’Est [Cazzo!]. Ma amo anche i generi, mi piacciono i film di arti marziali e i vampiri; sono nata a Trieste, la Transilvania non è lontana”.

Il film si intitolerà Nel mio amore, e si annuncia come la solita storia del cazzo piena di sentimenti avariati, buonismo inflazionato, banalità pseudo-spirituale, e infine lagrime, tante tante lagrime. La novità, però, è che il tutto non è più solo ed esclusivamente farina del suo sacco: nossignore, dal momento che il film è il frutto del libero adattamento di un racconto di tale Roberta Mazzoni, che per certo sarà un altro Cranio (e magari pure un’altra bella fica).
Nel mio amore racconta la storia di Stella, sposata a Fausto, un ricco aristocratico che l’aveva affascinata con la sua superiorità intellettuale (ecco, e non poteva discuterci, dibatterci, conversarci amabilmente imparando, magari, E BASTA, invece di reagire a quella sua – presunta – superiorità intellettuale dandogli LA FICA? Eh? EH? Ma perché cazzo il cervello femminile deve spesso funzionare così? Ti sembra una persona intelligente, qualcuno che si sta ad ascoltare a bocca aperta per le cose interessantissime che dice? E ALLORA STALLO AD ASCOLTARE, PERDIO! COSA CAZZO C’ENTRA CHE AUTOMATICAMENTE TE LO SPOSI??? – “ah, maestro l’ammiro tanto”, disse l’allieva pittrice al suo istruttore, “via, le do la fica!”), per poi diventare un marito prepotente e arrogante e un padre duro e brutale (e che non l’affascina più con la sua superiorità intellettuale, presumo). Quando Fausto muore (e quindi starà un po’ zitto, invece di affascinare la gente con la sua superiorità intellettuale), Stella ritorna nella vecchia casa di montagna dov’è nata, a confrontarsi con il passato (e con la superiorità intellettuale di lui, non si scordi), a ripercorrere i momenti tragici della sua vita, il più tragico la perdita del figlio Michele, investito accidentalmente (“una sega. E la prossima sei te, brutta zoccola!”) dall’auto del padre, dopo una lite con lui. Fausto non aveva mai accettato il ragazzo, perché pensava che non fosse suo figlio (“ah, la maiala… io la affascino con la mia superiorità intellettuale e poi quella mi scodella figli altrui!”) perché detestava il percorso spirituale che ha portato Michele ad avvicinarsi alla religione (“piuttosto che un Ciellino, morte cerebrale, gli do io quella fisica! Questo giacché sono un ricco essere aristocratico che va a giro ad affascinare le PHYAE con la mia superiorità intellettuale”).
Insomma, un bel filmone di riflessione e sofferenza (alla faccia di Tarkovskij, Paradzanov, e gli cazzutissimi autori dell’Est, che si citano sempre per far fine, ma che in realtà nessuno guarda mai perché fanno due coglioni come cocomeri), di scavo interiore e tutta una serie di problematiche, prima fra tutti il non lasciarsi andare alla depressione più cupa mentre l’occhio ci casca sulla foto che questa intervista accompagna, della futura regista dietro a una macchina da presa, con cappellino da bambina scema, pampani al vento e sciarpa dei boy-scout!

“Ho scritto 14 libri in 10 anni, ero stufa della solitudine dello scrittore, avevo voglia di confrontarmi con gli altri, di lavorare in gruppo”

Ecco, appunto, mica c’è bisogno di fare la regista. Si può anche lavorare..."


Voto: Due meno meno meno. Non si insulta così il prossimo! Sono persone come me e te, e la tua mamma e il tuo babbo. E poi non si deve essere così sboccati. La prossima volta ti porto dalla preside, presuntuoso!

Ma signora maestra, che era un compito, anche questo?

Si, caro, compito a sorpresa di giornalismo!

Eccheccazzo! Ma non vale così!

Allora??? te l'avevo detto che non si usano le parolacce! Forza, via! Dalla Preside!

Ommerda... ma signora maestra, via...

No, niente "signora maestra"! Vatti a schiarire un po' le idee nel suo ufficio, va'! E niente parolacce!

(stronza). Ok, vado... però prima finisco il compito di giornalismo:

"...e con te, gli altri quattro (ne dico solo quattro, giusto perché questo tegame, qui, m'ha mandato dal preside, e sono di fretta ora) cancri culturali italiani: Gabriele Muccino, Dacia Maraini, Alessandro Baricco e Andrea De Carlo. TIÈ! In culo a tutti voi!" 

novembre 09, 2003

CHE NOIA ESSERE BECKHAM! - Al di là dei miliardi (tanti) delle donne (una sola, ufficialmente), delle belle case (una che vale per dieci) e delle macchine costose (una scuderia), sembra proprio che i coniugi più chiacchierati dello show-biz, siano in realtà una croce per chi gli sta intorno. Perfino Joanne, la sorella minore di David, anche lei ormai una certezza della mondanità londinese, ha pensato bene di chiarire quanto il suo celebre fratello possa essere barboso. La parrucchiera, infatti, è stata pizzicata durante una folle notte, tanto per rimanere in tema, al super posh Funky Buddha nightclub di Londra con indosso una originalissima t-shirt con un altrettanto singolare messaggio in spagnolo: "Aburrido de los Beckhams". Guarda caso, proprio lo scorso fine settimana, Joanne ha trascorso un paio di giorni in compagnia di David e Victoria a Madrid e il risultato di tale convivio, se non proprio scritto in fronte, le è sicuramente rimasto stampato un po' più in basso.

novembre 08, 2003

"JOE T. VANNELLI Domenica7 l’Evento *34/a Club* Fontepapini FromSupalova Percussioni SilvanoDelGado Voice McCody RegularGuestDj FedericoScavo non mancare;Max"

E io non c'ho capito un cazzo, ancora.
...ma quanto sarà bello il mondo.

novembre 07, 2003

Siete amanti delle peggio disgrazie (altrui) e delle grane in genere? Per qualche strano caso della vita vi interessate ai casi disperati, tipo uno che si è segato l’osso sacro mentre stava preparando la minestrina di sciacallo al figlioccio dell’ex-coniuge poi fuggito con un capitano di marina, o un altro al quale si sono tragicamente ed improvvisamente occluse tutte le arterie a seguito di una indigestione di vere prugne della California? Amate vedere tutta la frenesia che segue l’ingresso al pronto soccorso del malcapitato di turno (e magari pure la successiva scena straziante, col cordoglio e pianto e rimpianto dei parenti di questo, defunto o neo-infelice che sia), con tanto di dottori, dottoresse, e infermiere e infermieri che si affannano attorno al lettino dicendo cose incomprensibili ai più ma che fa tanto chic ascoltare? Volete anche vedere cosa fanno questi personaggi col camice nei momenti di stanca del loro lavoro; volete vederli broccolare fitto tutte le pazienti femmina che gli capitano a tiro; volete vedere quanto sono simpatici; volete financo vederli ACCOPPIARSI tra loro? Ebbene, allora non potete farvi certo scappare il bellissimo serial E.R. – Medici in prima linea!!!



.


Avviso: a ogni puntata ci scappa una qualche battutina sullo sperma. Oh, è più forte di loro, non c’è niente da fare…

novembre 05, 2003

PANAREA – Un inconveniente che può capitare. La popolare showgirl Alba Parietti era in vacanza alle Eolie, impegnata in un giro dell’arcipelago in gozzo in compagnia del figlio e di alcuni amici. A causa del mare mosso, però, si è sentita male, e una volta sbarcata sul molo di Panarea ha rimesso.


In un grande gesto di buona educazione, appena si è sentita meglio, Alba ha chiesto un secchiello e una paletta per rimediare al danno e pulire il molo.

novembre 03, 2003

Ok, poiché oggi sarebbe anche il mio genetliaco, diciamo che mi faccio un presente. Qui, di seguito. Baci...

ragazze pulite e tranquille in abiti di percalle...

Io ho conosciuto soltanto puttane, ex battone,
pazze. vedo uomini con donne tranquille,
gentili – li vedo nei supermercati,
camminare insieme per strada,
nelle loro case: gente in pace,
che vive insieme. so che la loro pace
è soltanto relativa, ma è pace,
spesso ore e giorni di pace.

io ho conosciuto soltanto impasticcate, alcoliste,
puttane, ex battone, pazze.

quando una se ne va
un’altra arriva
peggiore della precedente.

vedo tanti uomini con ragazze pulite e tranquille
in abiti di percalle
ragazze con volti che non sono di furetto
né rapaci.

“non portare mai più una puttana” dico
ai miei pochi amici, “me ne innamorerei.”
“non reggeresti una perbene, Bukowski.”

ne ho bisogno. ho bisogno di una donna perbene
più di quanto abbia bisogno della macchina per scrivere,
più di quanto abbia bisogno della mia automobile,
più di quanto abbia bisogno di Mozart; ho bisogno di
una donna perbene tanto da sentirne l’odore nell’aria,
la sento sotto i polpastrelli, vedo marciapiedi
costruiti perché i suoi piedi vi camminino,
vedo cuscini per la sua testa,
sento la mia risata in agguato,
la vedo accarezzare un gatto,
la vedo dormire,
vedo le sue pantofole sul pavimento.

so che esiste

ma in quale angolo della terra
se le puttane continuano a trovarmi?

novembre 01, 2003

ROMA, DEBORAH CAPRIOGLIO DI NUOVO SINGLE - Fine di un sodalizio artistico, nonché della storia d’amore tra Deborah Caprioglio e l’attore napoletano Geppy Gleijeses. A siglarlo è stato un comunicato affidato all’ANSA proprio dalla Caprioglio, nel quale l’attrice ha accusato Geppy di essere un arrivista e di averla sfruttata per raggiungere il successo e la popolarità. I due infatti avevano di recente ottenuto un grande successo in teatro con la commedia “Un marito ideale” e secondo l'attrice è grazie a lei se Geppy è divenuto direttore del teatro stabile di Calabria.

ottobre 30, 2003

COSTANTINO CORTEGGIATO NON SOLO IN TV – Centinaia di fans accorse alla discoteca Gialù di Corridonia (MC) per strappare un autografo e magari un bacio al nuovo sex-symbol del teleschermo, Costantino. Il protagonista della serata non è stato avaro di attenzioni verso nessuno, vivendo in pieno il momento di gloria che la partecipazione al programma televisivo di Maria De Filippi “Uomini e Donne”, gli sta regalando. Anche la stampa presente ha potuto apprezzare la sua spontaneità: disponibilissimo, ha esternato il proprio pensiero senza peli sulla lingua, rispondendo per le rime a chi critica il suo discutibile successo televisivo. Dichiara di essere sempre stato un uomo di spettacolo, la differenza ora consiste unicamente nella maggior notorietà. Come si sente nelle vesti di nuovo sex symbol? “Sono contento di esserlo e ne sono consapevole, sono sempre stato bello ed ora che mi hanno visto in TV, credo di piacere anche di più”.


E riguardo al comportamento delle donne che gli cadono ai piedi, confessa: "È una bella sensazione, ma credo che sia normale quando si ha a che fare con una persona che piace. Una volta una ragazza mi ha strappato la maglia, addirittura una raccoglieva i mozziconi di sigaretta che lasciavo cadere. Tutto questo però è favoloso, amo le donne indistintamente, anche se il mio ideale è la classica donna mediterranea”.


Costantino si lascia sfuggire anche una battuta sulla De Filippi: “Maria ha capito subito che sarebbe stato vantaggioso concedermi maggior spazio e, da donna intelligente qual è, ha centrato l’obiettivo, registrando ottimi ascolti”.