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novembre 10, 2010

...mi è veramente difficile capire cosa voglio.
Posto che voglia veramente qualcosa in positivo, senza pensare a cosa non voglio, che peraltro è molto facile da dire: non stare ulteriormente qui, chiuderla col buttarsi via per nulla, fare in modo che la vita non mi metta più a contatto con gente con cui non ho niente a che fare - difficile, comunque, considerando che non voglio aver a che fare con la maggior parte delle persone (homo homini lupus - ovviamente cotto, non crvdo)

Certo che, a guardarle, tante cose che devo fare son veramente stupide, eh?
Ma veramente tanto.
Come fanno gli altri a non sentirlo? O, per contro, a prendersi così sul serio?
E intanto fuori diluvia,
diluvia,
diluvia, che ci pare i tropici.

Vaffanculo.

(ecco: riuscirò mai a finire una frase senza dir
vaffanculo?)

novembre 08, 2010


In un tempo assai lontano, quando fui ingenuo bambino che s'aspettava chissà cosa dalla vita o forse nessun pensiero ne faceva (facendo peraltro benissimo), ebbi per le mani il rubik-snake, una specie di cubo di Rubik versione serpentone ma senza nessun rompicapo, che a niente serviva se non ad esser piegato nelle fogge più strane - due o tre combinazioni, non di più.
Ero al mare da qualche parte, due famiglie con bambini che dividevano la casa dei parenti di una delle due, non ricordo quale. A me e al mio corrispettivo - generalmente questo tipo di situazioni vedeo sempre famiglie-specchio, ad agire sul momentaneo palcoscenico della vita (garaglò) - deuteragonista (io o lui, insomma) che senza alcuna ombra di dubbio si sarà chiamato Maurilio, avevano comprato questo serpentone bianco e rosso, due confezioni che parevan due spazzolini da denti e questi due affari snodabili dentro.
Il suo (peccato - peccato un cazzo: m'è sempre stato sui coglioni, Maurilio) era difettoso: gli ultimi tre pezzi dello snodo non stavano su, erano lassi. Quindi si immagini l'acuto disagio quando, per le ardite figure geometriche che andavamo creando (quadrato inutile, cubo con un pezzetto in fuori, sega sbilenca, periscopio approssimativo, triangolo instabile), lui scopriva di trovarsi limitato nella creatività - dramma - e menomato quanto ai mezzi: tragoedia.
La morte nel cuore e il dolore sommo nonché inaccettabile di Maurilio eran tali che questi, al parossismo dello sdegno, giunse ad invocare l'intervento apotropaico della Madre, acciocché fossero rimesse le cose a posto e giungere ad un felice scioglimento della vicenda, trionfando sull'avverso fato e battendo l'iniquo destino che l'aveva reso - povero Maurilio! - ingiustamente possessore d'un oggetto non conforme alla descrizione ed alle aspettattive, fatto reso ancor più beffardo ed iniquo dalla coeva esistenza d'un identico oggetto che della sua perfezione faceva beato sfoggio.
L'invocata madre, aruspice per modo di dire nonché tizia eccessiva col rossetto fin sugli orecchi e gli occhi pesti di matita & mascara, si sedette di fronte a noi, in piedi innanzi lei per chieder (lui) giustizia e (io) semplicemente assistere a un cazzo qualunque che per una volta capitava a qualcun altro.
Ella ascoltò la triste sinossi che Maurilio espose in silenzio; poi ieraticamente ci ingiunse di dare a lei entrambi i serpentoni.
Di fronte a me che titubavo, intuendo un sin troppo facile scioglimento della vicenda (nel contempo avvertendo - magico presagio indotto da fervida immaginazione di bambino! - un lieve pizzicore all'altezza del stronzoliere), Maurilio, con un'enfasi che avrei più avanti senz'altro saputo classificare come melodrammatica o da fiction mediaset, si produceva in un insuperabile quanto serissimo crescendo:
"Dallo a mia madre, cane! Dallo a mia madre, maiale!"
Alla fine, consegnai anch'io lo scettro (aveva simil sembiante, sul momento).
La madre c'impose di chiuder gli occhi, tutti e due, mentre lei eseguiva - questo è quanto almeno penso io oggi, mentre vado riesumando nella mente la vicenda - qualche sortilegio sciamanico teso alla felice ricomposizione del tutto ed al ristabilimento dell'armonia delle sfere celesti, in un panteismo d'insieme che avrebbe fuor d'ogni dubbio cancellato ogni crepa, asciugato ogni male, azzerato ogni torto.
La catarsi terminò d'improvviso, dopo ch'ebbe vaticinato il certo quanto vicinissimo risanamento dell'accidente. Ci comandò quindi di riaprire gli occhi, e in mano ci ritrovammo ognuno un serpentone, bianco, rosso, snodabile; uno sagomato a forma di scettro - maestoso, un'ouverture potente, ipostasi di sicuro successo nella vita; l'altro a forma di scettro mencio, uno stelo di fiore che cominciava ad appassire malinconico, una gimnopedia triste, come minimo in qualche bemolle minore.
Bella magia, tegame.
Maurilio, col suo scettro dritto e turgido come un cazzo ritto, mi lanciò d'imperio una maledizione.
Io mi riparai come meglio potevo, ma la bacchetta bicolore proseguì a morirmi nella mano.
Oggi, Maurilio è dirigente d'azienda.
Chissà il budello di sua madre... sia ancor viva?

novembre 04, 2010


DOPO RUBY, ANCHE NADIA. "AVANTI UN'ALTRA". FEDE LENONE(1) E AL CONTEMPO DIRETTORE DI UN TG. BIZZARRO, EH?

Alzi la mano chi si ricorda, può riferire, sa enunciare, un solo provvedimento del governo Berlusconi che non sia

a) un decreto/legge/disposizione su misura e scala personale;
b) un provvedimento d'urgenza fatto per il tramite della protezione civile;
c) una pagliacciata, tipo una celebrazione, una festa di piazza, etc.

Per quel che riguarda quanto scritto al punto a, si tenga a mente che non possono in alcun misura esser considerate leggi o decreti o disposizioni utili alla repubblica o ai cittadini tutti quei provvedimenti ad personam spacciati come provvedimenti d'interesse collettivo (es. decreto contro le intercettazioni, lodo alfano già maccanico/schifani, lodo cirami, etc)

Alzi la mano chi conosce qualcuno che ha dato il suo voto a questo satiro senescente affetto da sultanismo e

a) ti illustra e sostiene chiaramente le sue motivazioni politiche del gesto;
b) non è una persona che considerate un povero imbecille per fondati (o non del tutto fondati) motivi.

Come per quanto soprascritto, si ponga mente al fatto che nel punto a non sono assolutamente ascrivibili come motivi politici la paura per l'avanzata (?) del comunismo; l'ammirazione/invidia per le prestazioni sessuali (peraltro indotte attraverso cocaina e viagra) dell'individuo; la speranza o aspettativa di avere qualche briciola della torta; l'aziendalismo più bieco; la gioia partecipe per la legalizzazione di aspetti quali evasione fiscale, lavoro nero, affari esteri, falso in bilancio, etc.

Mentre il Copasir (cccchiiiiiiiiiiiiiii???)(2) chiede un'audizione al medesimo - e magari il medesimo si presenterà con Apicella, per cantare una canzone (sempre audizione è) - e gente come Paolo Guzzanti(3) si reca nei talk show a raccontare pecorecci aneddoti sul premier, sottindendendo quanto lui ne sia schifato; mentre insomma tutto questo avviene, come sempre magari per passare una mano di volgarità e pettegolezzo di cui è più facile parlare per sviare ed ammansire (non so: i rifiuti di Napoli, la riforma della giustizia, l'impunità di una carica dello stato a caso, la disoccupazione, etc), vi sfido.


_____________
(1) ma sulla natura di questa particolare occupazione del direttore del TG4 cfr. Berlinguer ti voglio bene, film G. Bertolucci del 1979, in particolare il concetto di: "non potendo avello 'n culo, ci ragiona" (Bozzone e Amici, dal cavalcavia)
(2) il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica - sul serio, uno pensa che simili cose possano esistere solo nei sogni. Uno pensa a Kafka, a un film di Chaplin, e si sveglia fra l'angoscia e il senso di ridicolo. Poi scopri che il Copasir ha come presidente D'Alema, e allora speri di rimetterti a sognare.
(3) Guzzanti Paolo, giornalista già de L'Avanti, Repubblica e La Stampa, folgorato sulla via (pseudopolitica) di Damasco. Pare gli sia apparso l'attuale Presidente del Consiglio ancora coi suoi veri capelli, giusto per arruolarlo in Forza Italia, dargli la vicedirezione de Il Giornale e renderlo editorialista di Panorama. Poiché il potere dell'Unto (ancorché nano) è grande, il buon dott. Guzzanti è stato anche Senatore della Repubblica con Forza Italia dal 2002 al 2006 e Parlamentare del Popolo delle Liberta alla Camera dei deputati, fino al febbraio 2009.  Di cotal onusta carriera il vanto maggiore fu l'illuminata sua direzione della commissione Mitrokhin, che indagava su fatti (sicuramente) attualissimi e gravissimi per la vita della Repubblica, quali le maligne attività del KGB in Italia fino al 1984. (!) Attraverso l'attività di questa commissione (e grazie ad alcune intercettazioni telefoniche) si scoprì poi che cercava di screditare, in un modo o nell'altro, l'attuale candidato alla carica di Presidente del Consiglio Romano Prodi. E oggi questo tizio - pur uscito dal PDL nei primi mesi del 2009 - va a giro a dire quanto è cattivo Berlusconi, ed ammicca pure divertito sui comportamenti volgari di quest'ultimo, prendendo le distanze. L'autoassoluzione con annessi incensi è una virtù del tutto italiana, si pensi anche a Vittorio Sgarbi che per un periodo (casualmente, Berlusconi non governante) si è definito "da sempre, un uomo di sinistra".

novembre 02, 2010


"MEGLIO ESSERE APPASSIONATI DELLE BELLE RAGAZZE CHE GAY" - ovvero: a volte le cose sono proprio come sembrano

Lei aveva diciassette anni fino a ieri. Attegamata come lui gradisce, col nome d'arte (quale arte?) di Ruby Rubacuori-Ruby Rubabaci o quel che è. Viene arrestata per furto - qualche migliajo d'euro, alcuni capi d'abbigliamento griffati - e lui chiama la Questura, tirando in mezzo il nome di un Capo di Stato estero, di cui questa tizia sarebbe parente. Rilasciatela subito, mando qualcuno a prenderla. E manda la sua ex (ex? ora chi lo curerà?) igienista dentale (dentale?), che perché si vede era parecchio brava, ha candidato in Regione - Lombardia, of course! Il suo meraviglioso regno di Lombardia, col castello ad Arcore e i feudi d'intorno. E' stato avvisato che Ruby Rubacuori-Rubabaci era stata arrestata da una telefonata della escort brasiliana che vive/viveva con lei, o da lei stessa. Una di queste due persone, o entrambe, avevano il cellulare del Presidente del Consiglio.
L'igienista dentale fa il suo dovere e se la fa consegnare, salvo poi lasciarla a giro, senza darle ricovero, aiuto od altro - checcazzo, la nipote di Mubarack avrà pure diritto a un po' di libertà, no?
Il nome (quello vero, non quello di chissà qual arte) di Ruby era già venuto fuori nell'ambito di un'inchiesta sullo sfruttamento della prostituzione, a Milano.
Lei comincia a far dichiarazioni ai giornali, e racconta di aver partecipato a una festa in una delle magioni del premier, festa in cui avrebbe confessato a lui in persona di avere dei problemi anche economici, e lui, commosso, le ha prestato del denaro (e un'Audi R8?). In cambio non ha voluto nulla, ci mancherebbe altro. Nessuno si era mai comportato così con me, dice. Con lei, che aveva lasciato Letojanni in provincia di Messina tre anni fa, abbandonando gli studi senza dar più notizie di sé; che era stata rintracciata dalla polizia pochi mesi dopo e affidata ad una casa-famiglia a Messina; che era fuggita anche da lì, ritrovata l'anno dopo a Genova, affidata quindi ad un'altra comunità protetta dagli investigatori del posto; che ancora una volta era scomparsa, ritornando prima a casa e poi fuggendo definitivamente a Milano, nuova vita nuovo nome e qualche furto, a tirare avanti in qualche modo, un'immigrata minorenne senza studi alta bellissimo aspetto lvestiti attillati abbra procaci gambe lunghe seno ampio chi fa illazioni è soltanto un poveraccio, un lombrosiano fuori tempo massimo, un prevenuto, un razzista (?), chiaramente al soldo della sinistra e dei giornali deviati che voglion rovinarlo, inchiesta milanese a parte beninteso - e anche lì, se è inchiesta e non certezza un motivo ci sarà no? Vorrete poi che ricordi i trascorsi di certi magistrati?

Da allora, si dice più o meno di tutto: Berlusconi è stato avvisato da terzi e non da Ruby o dalla brasiliana sua amica; non ha chiamato direttamente la Questura; ha fatto chiamare l'ufficiale della scorta; non ha mai chiamato nessuno; non sapeva fosse minorenne; lo sapeva e quindi poi ha troncato tutti i rapporti con lei; ha solo compiuto per interposta persona un atto di carità verso una persona in difficoltà; questa persona sarebbe sicuramente finita in galera perché le comunità erano tutte piene; questa persona ha visto Berlusconi, sì, ma solo per pregare perché lei si era convertita al cattolicesimo da poco ed era in crisi perché il padre - musulmano - la picchiava, povera ragazza; Ruby è dell'entourage di Lele Mora, ed è scappata dalla Sicilia e vive a milano, dividendo casa con un'escort brasiliana; Berlusconi ama le donne e la vita, quindi se anche una volta ogni tanto dà qualche festa a casa sua non sarà poi chissà che dramma; i regali lui li fa perché è buono; è tutto un complotto delle sinistre.

Cavìllano ovviamente a suo favore Libero, il Giornale, La Santanché, Bonaiuti, Fede e via così: Fini sì, che ha fatto una carognata, con quella villa a Montecarlo; il resto son complotti e carognate, ben che vada deduzioni sbagliate e prevenute nei confronti di chi certo non lo merita.
Nel frattempo, con la maggiore età appena raggiunta (festa grande chissà dove, e complimenti!), si sciolgono i pixel sugli occhi e - per quel che conta - è possibile guardare da altra angolazione (?) la foto da coniglietta col vassoio di cd, quella da micina, quella da femme fatale in abito da sera, quella con tubino attillato durante scatenati balli in posti di un certo livello.

Certo, a volte il garantismo divien virtù per non vedenti, o mettiamola così...

ottobre 29, 2010

PAUSA CAFFÈ SCIUPATA (MA TANTO IL CAFFÈ FA SCHIFO GIÀ DI SUO)

Quella gente che adora urlare,
questionare,
litigare,
altercare.
Appassionata, generosa alla rovescia;
gente da pianerottolo,
focosamente inscindibile dalle liti,
senza morirebbe -
per sentirsi vivi:
emozioni forti.
Cioè:
non forti,
grosse.
(Grossolane, spesse,
ciucciute).
La loro espressione principale -
una sigaretta, le urla,
i sentimenti in piazza e le parole a raffica,
la faccia rossa, gesti in libera
aggressività d'assalto,
somma:
il lato generoso del popolino.
Quella gente che adora
urlare, questionare, litigare, altercare -
una bicicletta sul pianerottolo,
l'acqua
che
sgocciola
dal
terrazzo, un motivo
come un altro -
sarebbe
gente da cui rifuggire.
E invece la vita alle volte ti prende proprio
per il culo e - non solo! -
ti ci sbatte pure
la faccia contro

(sul culo,
dico).

ottobre 28, 2010

PENSIERINO (pensierino?) DELLA SERA (sera?)

Pensare che ieri qualcuno ha tirato un cartone a Capezzone poteva anche essere una scusa per farsi più dolce la giornata, indipendentemente dalla strumentalizzazione che di questa cosa verrà fatta dai corifei, dai tirapiedi e dai lacchè - colpa del clima d'odio delle sinistre. Colpa dei magistrati. Quella è la loro idea di Stato Democratico, altro che noi!
Chissenefrega: prendiamoci qualche cucchiaino di zucchero, ogni tanto, eccheccazzo, du' ciaffate anche a Gasparri per favore, grazie, un calcio in culo a Bonaiuti e un par di nocchini a Schifani, ma le pare, offro io, si figuri!

Però, con Kojève e Bergson e quel nulla che mi ricordo dal mio essere impiegato ormai da dieci anni più o meno ininterrotti, mi chiedevo ugualmente:
ma quanto cazzo dura questa settimana? E la prossima? C'è mai una fine, al tempo in controvglia che dovrebbe (ragionevolmente, comunque) scorrere?
Siamo una corda che si tende all'infinito, spandendo solo rabbia intorno a sé?
Vaffanculo a Capezzone, alla settimana, al mio lavoro e a chi lo fa con pernicioso zelo et inutile amore, al vostro, alla mia e vostra vita e alla gente tutta quanta.
Toh.

ottobre 25, 2010

AD ESEMPIO.
Ad esempio,
No?
Ad esempio
ho nostalgia
di quando facevo lo studente (dico
l'università, cazzo;
prima non è mai esistito).
Presto o tardi chiuderò questo blog
di
merda.

ottobre 23, 2010

Ok, facciamo un gioco.
Immaginate di avere una bacchetta magica. Potete cambiare tutto quello che volete.
La vostra vita, le cose intorno a voi, ciò che possedete o non possedete, quello che vi tocca da vicino. Tutto.

Nessuna limitazione, magari un consiglio: pensate per voi.
Prendetevi tutto il tempo che vi sembra vi ci possa volere.
Ecco.
A questo punto, via la bacchetta magica; non ce l'avete più e siete sempre i soliti stronzi.
Ripensate a quel che avete cambiato, al film che vi siete appena girato.
Adesso contate le volte che vi verrà da dire a voi stessi:
"Cazzo, per far questo non ho bisogno della bacchetta magica!".
O giù di lì.
A volte ci si definisce sognatori così, senza troppi validi motivi.

agosto 19, 2010

Stiamo andando verso quel cazzo di posto dove vendono mobili a prezzi inferiori rispetto alla concorrenza (o così dicono loro), e io guido per accompagnare 'sto tizio che veniva a scuola con me, e che ho riesumato controvoglia da una vecchia rubrica telefonica dietro la promessa di una percentuale su quel che comprerà basta che io lo convinca ad andare poi a tutto il resto ci pensano loro, fidati, è gente che sa proprio bene il suo mestiere, il resto lo fanno i prezzi e la qualità capiscimi bene, insomma, tu pensa a fare il tuo e trovarci gente poi si vede.
Il posto è in una qualche piana desolatamente industriale, brutta come solo questo tipo di posti riescono ad essere, e il tizio sarebbe anche andato da solo, com'è nella regola di solito ed era nei patti tra noi due; però si è fatto male ad andare in moto poco tempo prima, e ormai eravamo in ballo, quindi ho dovuto ballare. La vuoi la tua percentuale, o no?
Il fatto che si dovesse – a volte, ma solo a volte, la fortuna ti sorride! – sposare a breve, e che per questo avesse un po' di soldi, aveva senz'altro contribuito a farlo essere lì: il tizio sarebbe arrivato, avrebbe fatto acquisti, io mi sarei preso la mia merdosa commissione e tutti quanti gli ingranaggi della macchina avrebbero fatto il loro consueto giro e tutti quanti sarebbero stati felici e contenti, fino alla prossima volta.
Ricordavo che il tizio era un tipo a posto; se non fosse stato per la mia ritrosia a continuare a frequentar gente che in un modo o nell'altro qualcuno in un dato momento della vita ti ha imposto – possa esser stata la scuola, il lavoro, la chiesa, qualsiasi altro cazzo – avremmo magari anche potuto essere amici. Forse.
Comunque sia, una legge codificata da qualcuno che adesso non ricordo dice che due persone che non si vedono da tanto e che – anche per questo, forse – non molto hanno in comune, una volta che si trovano costrette ad intraprendere una conversazione continuata, finiranno inevitabilmente per cercare un territorio comune.
Ciò - certo - perché l'essere umano tende troppo spesso a disconoscere il valore del silenzio, ma questa è un'altra storia; nel caso in questione, si ponga solo mente a quel che poteva essere.
Ho sempre odiato gli aneddoti scolastici, quelle guasconerie con una finta complicità da giovani pirati, e pacche sulle spalle e ammiccamenti tra camerati quando si raccontano. Ma tant'è.
Ci sono cose che uno odia, no?
Ok, ammetto che io ne ho parecchie; però mi piaceva la storia dei polli nello Yorkshire settentrionale, quindi l'ho ascoltata di nuovo, zitto, e ridendo al momento giusto. A volte sono anche un essere sociale, coi tempi e i modi che tutti condividono.
Arriviamo in Inghilterra; alcuni di noi (me compreso) hanno partecipato al classico scambio con studenti stranieri: prima stai tu da un tizio che nemmeno conosci e di cui t'importa un cazzo e che magari finirai poi pure per odiare, dovendo scrivergli per forza, dopo, qualche letterina, e poi viene lui a casa tua. Solitamente, per alcuni ci scappa qualche storiella e una scopata (per me no, ti pareva?), il tutto parlando una lingua straniera, vuoi mettere.
All'aeroporto ci vengono a prendere i nostri ospiti, con le famiglie, e ci portano alle rispettivi abitazioni. Con gli altri ci rivedremo la mattina dopo, a scuola. Io, il tizio e un altro coglione ci ritroviamo sul furgone di una famiglia di origini gallesi, con due figli maschi decisamente brutti. e una casa presumibilmente grande. La famiglia ha un allevamento di polli, e ce ne parla mentre andiamo da loro.
“Che cazzo hanno detto?”, fa il Coglione, che come suggerisce il nome, una cima non doveva essere.
“Boh, mi pare che abbiano un allevamento di polli piuttosto grande. Settemila polli, mi pare abbia detto”, rispondo io, pensando sai il colesterolo di questa gente.
“Settemila? Io ho capito settantamila”, dice il tizio a cui adesso, con quindici anni di distanza, faccio da autista, “settantamila. Capite? Settantamila polli!”
“Cazzo! Settantamila!”, chiosa il Coglione a bocca aperta, pieno d'estasi.
“Settantamila polli?", dice il tizio, "vi rendete conto? settantamila polli è San Siro pieno di polli, cazzo!”
Io, per me, poi non li ho contati, né m'hanno mai svegliato: l'intero periodo l'ho passato ubriaco cercando di farmi la professoressa d'inglese che ci aveva accompagnato dall'Italia, quindi potevo sapere un cazzo della storia dei polli.
Però mi piace sempre risentirla.
Mi fa sentire uomo.
Io, settantamila polli e una professoressa d'inglese che non ci sta.
Pare un titolo d'un film, cazzo.