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dicembre 12, 2003

DA OGGI, SEMPRE IN OCCASIONE DELLE FESTIVITÀ NATALIZIE, UNA BUONA RUBRICA PER AIUTARVI A PASSARE MEGLIO LE FESTE. (ora basta di scrivere in maiuscolo, il titolo è finito. No, cioè, non sarebbe nemmeno quello il titolo, ma ormai ho sciupato tutto…). Guida ai negozi dove potreste comprare i vostri regali di natale. Quest’oggi:
“Da Testa-a-Ananasso – Giuocattoli & Ogive per Testate Nucleari”. Amena catena di negozi sita in ogni città che cominci per V (tranne Varese, Vicenza, Verona, Venezia e Viterbo), essa presenta una vasta scelta di prodotti per baNbini, ivi comprese entrambe le tipologie di baNbino: quello giocoso, e quello bellicoso. Ok, ci sarebbe anche quello inutile, per essere onesti, ma tanto per lui non si vende mai nulla, e quindi il titolare, Testa-a-Ananasso (badate, Testa-a-Ananasso; non Testa Ad Ananasso, eh?) ha ben deciso di lasciar perdere questa atrofizzata fetta di mercato. Ma passiamo adesso ad illustrare alcuni dei giuocattoli in questione.

1)      Per il baNbino giuocoso, questo Natale non potrete certo fare a meno di “Fungo – il Bambolotto dalla geva enorme”. Si tratta di un simpaticissimo pupazzo di pezza & bottoni chiattone e con gli occhiali (quelli, realizzati in plasticaccia della peggio specie) il quale, non appena avvertirà un certo malessere (e state certi che lo avvertirà, in vostra compagnia…), emetterà delle sonorissime scorregge flautate, sì ma di testa, essendo lui un’emerita faccia di culo. Disponibile nelle due colorazioni di rosa confetto, per bimbi giuocosi ma manfruity, e viola, per bimbi giuocosi & daltonicy, il pupazzo in questione, nel caso in cui si senta appagato dall’ambiente che ha intorno a sé, vi gratificherà con sonori “FFFUUUUUUUNNGGGGOOOOOOO!!!”, esclamati con voce roca e confusa, come la sua, d’altronde.
2)      Ancora, per il baNbino giuocoso è praticamente vietato (giuro, sennò m’incazzo; vengo lì e vi prendo a picchi negli stinchi) privarsi di “Giorgio IV” il nuovissimo sistema per giocare i videogame della Playstation 2 (due). Giorgio IV consta di un apparecchio incomprensibile ai più, che difatti non serve a un cazzo, essendo semplicemente un lungo filo di tungsteno arrotolato su una palla gommosa con, ad una estremità, uno spinotto modello pin-jack: ecco, il genitore dovrà cercare di infilare tale connettore nel buco del cd in questione, e pregare, chiaramente in latino. Dopo tale operazione è garantito che il baNbino giuocoso piangerà parecchio; e se il genitore ripeterà l’operazione più volte non è nemmeno esclusa la chiamata al Telefono Azzurro da parte dell’imberbe infante.
3)      I baNbini bellicosi di tutto il mondo, invece, certo non possono fare a meno di “Oliva l’Ogiva”, la simpatica olivetta verde che uno pensa sia la ben nota drupa (e se non sapete cos’è una drupa, documentatevi, stronzoni), e invece è una potentissima testata nucleare, che però – grande novità! – invece delle radiazioni d’ordinanza, emette sonorissime scorregge flautate. Il fatto che vi possa parere assai simile a “Fungo – il bambolotto dalla geva enorme” è solo dovuto al vostra astio, alla vostra malafede, e alla vostra alterigia prepotente. Giocattolino utile, tra l’altro, per abbattere la casa del vicino, qualora questi non sia esattamente il ritratto della simpatia. 
4)   Altro giocattolo utile, stavolta per entrambi è il “Kit del Pestamerde”, gran scatolone, peraltro costosissimo, perfetto per far stancare il baNbino giocoso e per far desistere da ogni ludo pugnace quello bellicoso. Lo si gioca così: si apre la scatola, si prende con l’apposito guanto (chi vuole può pure far senza, affari vostri) una decina di merde ivi presenti (ce ne sono 25, dopodiché dovreste o acquistare le apposite ricariche, o arrangiarvi da voi, se non soffrite troppo a vedere il tristo destino che s’apparecchia per i prodotti delle vs. spett.li viscere) e le si scànicano per il soggiorno. Poi (badate: poi, non prima!) si chiama il nano cioè il baNbino, di turno, urlando: “sorpresa!”, o anche l’inno alla gioia di Schiller (tutto), lo stesso che Beethoven anni fa musicò, e, spiegatogli cosa succede nel salotto, si guarderà dunque la puerile creatura (giocosa o bellicosa che sia – l’inutile, come da tipi di Kretschmer, d’altro canto, resterà in ogni caso interte), in preda all’estasi più grande, cominciare a scorrazzare per il salotto, pestando quante più merde potrà. Vedrete che prima o poi che il suo esuberante spirito s’infiacchirà, i suoi ribollenti entusiasmi si calmeranno, l’olezzo che sprigioneranno tutte quelle produzioni fecali lo istupidiranno alquanto. Magari si addormenterà pure, in mezzo al quel merdajo: e allora, solo allora, voi potrete rilassarvi sul divano, slacciandovi gli scarponi e facendovi una birra, com’è anche giusto.

Su dai, corri a da “Testa-a-ananasso – Giuocattoli & Ogive per Testate Nucleari (di cazzi nucleari, è ovvio)”. Ti aspettiamo. Se non vieni, la majala di to' ma'...

dicembre 11, 2003

Attenzione, massa di stronzy! Una nuova entusiasmante Fiction sta per prendere il via su TELEFARESTIUNBELPAIODIPIATTATEDIPOLENTAFRITTAEH?™: P.R.! Storie vere del mondo moderno.

Immagina un mondo popolato da ragazzini spocchiosi e tremendamente pieni di sé, che giocano a fare i modelli nella vita di tutti i giorni, vestiti con indumenti che men che meno costano 250 Eury! Immaginali mentre ti danno l’invito per il locale che “gestiscono loro”; immagina mentre rispondono al cellulare col piglio dei boss, e figurati bene il loro Grande Ideale di vita, l’essere i capoccia del posto trendy del momento, quelli che stabiliscono a tavolino di far fare la “selezione” fuori, e che decidono che tu, tu, tu (non TU però, e nemmeno tu…) puoi entrare! Immagina questa manica di buoni a nulla, di bambini viziati, di bambocci bellocci e ignoranti, sentili chiamar tutto questo “lavorare”. Yeah.

Dai, su! Guardali quanto sono ganzi! Ammirali mentre girano con sigaretta e quarto cocktail d’ordinanza, roba fichissima come loro, che peraltro poi non sanno nemmeno come si fa il gin! Non puoi perderti tutto questo: entra anche tu nel catatonico mondo di P.R.! Storie vere del mondo moderno. Proprio stasera abbiamo organizzato una festa… NON PUOI MANCARE!!!

(alcuni dati tecnici: P.R.! Storie vere del mondo moderno – Fiction in 7,5 puntate, regia di Gabriele Muccino – il regista dei gggiovani; sceneggiatura di Enrico Brizzy, Andrea de Carlo, Gabriele Muccino & Margaret Mazzantini; musica di Andrea de Carlo. Supervisione: Maria de Filippi & Simona Izzo. Principali interpreti: Gabriel Garko nella parte della 3° colonna a sinistra del “FoXXX”; Ben Affleck nella parte del cornetto ripieno alla marmellata di carogna servito abitualmente dopo le 4 allo “Onix”; il ballerino Kledi nella parte del secchiello del ghiaccio del bar del “Café Gabrisnky”; Maria de Filippi nel ruolo della fila fuori; un bel po’ di altra gente nel ruolo di un bel po’ di altra gente, e una decina di Tangani gonfi anabolici (di cui uno negro perché fa tendenza) nel ruolo dei buttafuori. La “morte cerebrale”™ appare su cortese concessione del mondo moderno)

dicembre 10, 2003

LONDRA - La mini popstar Kylie Minogue non finisce mai di stupire. Il tabloid inglese “The Sun” riporta infatti la notizia secondo la quale la cantante ha assunto uno staff di persone che le ricordino quando deve mangiare. Kylie, pur negando di soffrire di disordini alimentari, ha ammesso di dimenticarsi di mangiare in situazioni stressanti perché perde appetito. «Senza quelle persone - ha concluso - avrei seri problemi ad assumere le calorie necessarie per sostenere i miei tour».

dicembre 09, 2003

E ALLORA, GIUSTO PERCHÉ BEN PRESTO SARÀ NATALE… REGALONE! La terza puntata di… “Sì, dai così… RIVOGA!” – Riassunto delle puntate precedenti. Una bella sega. Se non le avete viste, cazzacci vostri. Ecché sono il vostro servo, io? E non è vero che a TELEMERITI (DICIAMO PURE CHE TELEMERITI PROPRIO, DAVVERO™), dopo l’ultima volta che mi scapparono anticipazioni proibite, tipo quella di irenepivetti (che poi, poverina, ha accusato per questo gravi crisi cardio-vasco-degregori ahahaha respiratorie – e noi tutti ovviamente speriamo che si rimetta, magari morendo), mi hanno messo a pulire LA MERDA, moralmente avvicinandomi così alla Spurghi Giuliano Fast Service srl (a proposito, sapete che l’ultima volta hanno eseguito un lavoro e Giuliano Giuliano, il figlio del padrone, s’è ritrovato merdoso fino alle papille gustative per colpa di un tragico errore con la SYSTOLA della pompa merdovora? Bene, gli ci sta! E che hanno perso gli ultimi 14 lavori per la concorrenza di una nuova ditta di spurghi, casualmente intestata a me, dopo che ho fatto quelle rivelazioni su irenepivetti? Bene anche quello, gli ci sta!). Comunque, prima di perdersi nei perigliosi anfratti della sintassi, che dopo ci vuole Noam Chomsky per liberarci, passo a illustrare la puntata odierna, in onda su TELEMERITI (CHÉ, NO! CHI PUÒ DIRE IL CONTRARIO?™) un po’ quando cazzo di pare: “Cannello Insaziabile contro Sonda Anale”. Il nostro eroe, stavolta, è inviato in missione segreta (da chi, ovviamente, non si sa – se è segreta!) in Polonia, ridente cittadina (quale?) dilaniata da lotte intestine per il raggiungimento del potere, per il controllo della Carinzia, del Banato e per 3.000 delle vecchie lire, in valuta polacca (la Peseta, ovviamente), che tale Woityla Marek (cognato del più famoso Karol) non ha ancora reso a Poszdanovicz Lecz, scaltro padrone del ferro e dell’acciaio di quelle zone, depositario anche di svariati BOT. Con 3.000 lire in pesetas, parte Cannello Insaziabile, ma la temibile controrivoluzione Polacca cercherà di fermarlo: difatti, impedendo la restituzione della somma al Woityla, si accenderà certamente un focolaio di protesta in tutte le valli circostanti, e il Poszdanovic si metterà a capo di un drappello di rivoltosi e marcerà sulla capitale, Sidney-Zabre. Così inizierebbe la guerra di successione, volta a deporre appunto il re Igor (che in realtà non c’entra un cazzo, ma già che ci sono fanno un bel po’ di casino, sennò che rivolta è?) a favore dell’amico del cuore del Poszdanovicz, Paperoga (il cui passatempo è la pederastia spicciola e il collezionismo di miniature di Skeletor dei Masters of The Universe). Per fermare Cannello Insaziabile, ovviamente sarà posto ai confini del paese (o non era città?) un agente speciale, Sonda Anale, il quale cercherà con ogni mezzo di impedire l’ingresso in Polonia del nostro eroe. Dopo svariate peripezie, i due si incontreranno sulla Vistola, dove faranno a gara a chi ce l’ha più lungo. Il patto è questo: la maggior lunghezza, passa. Non dovrei dirlo, ma lo faccio - tanto, m’importa assai - l’avrà più lungo Sonda Anale, che quindi PASSERÀ. Ahilui, ma non era lui che doveva passare, e quindi egli si ritroverà di là dalla Vistola, nel paese confinante con la Polonia, vale a dire il Qatar. Indi, Cannello Insaziabile avrà via libera verso il cuore della città polacca, sempre con le sue 3.000 lirette in tasca. Ma sarà veramente via libera? O piuttosto incomberà, in qualche modo misterioso, Analmente Pronta?


 


Ma mi chiamano ancora dalla produzione, mannaggia… via, ora mi cambio la mia tuta da spurghi e vado… ops, cioè no, volevo dire… mi spazzolo il mio doppio petto e vado, chiaro.

dicembre 08, 2003

CHI CI RICORDA? (1375° concorso a premi della SETTIMANA STRONZISSIMA™, num. 739/75 della IV domenica di Astradè del 2043 + IVA 19%) – Thaksin Shinawatra è uno dei più ricchi e potenti uomini del Sud-Est Asiatico. Prodotto dell’Accademia di Polizia di Bangkok, si è messo in affari vendendo computer alle forze di polizia tailandesi. A questo scopo, ha fondato la Shinawatra Computer & Communications. Quindi è entrato nel settore televisivo, con una rete nazionale, e in quello della telefonia cellulare, con l’acquisto della Thaicom, leader nel settore telefonico. In politica dal 1995, nel ‘98 ha fondato un nuovo partito, il Thai Rak Thai (Thai ama Thai – Solidarietà Tailandese), con il quale ha stravinto le politiche del 2001 ed è diventato Primo Ministro, con il 70 per cento dei seggi. È degli ultimi tempi l’insistente voce dell’acquisto di una squadra della Premier League inglese, il Fulham.


Orsù, orda di merde invereconde, inviate le vostre risposte, numerosi: ai vincitori in premio una bella cintura fallica o, in alternativa, l’abbonamento a “Paperi-In-Fiamme”, la nuova rivista di manipolazione & circonvenzione varia. Ma sempre, sempre, tanta libertà di espressione & opinione. E alé! 

dicembre 07, 2003

Modello di racconto triste

Questa è la storia di un orchestrale. Suona nei Berliner Philarmoniker. È Primo Triangolo, con obbligo di percussioni a suono indeterminato. È la sera della prima della “Death in Venice” di Benjamin Britten. Siamo nel 1973, 13 Luglio, all’Olympicteather di Monaco di Baviera. Thomas Strinkler-Haben Kermasse (questo il nome dell’orchestrale) si sta dirigendo al teatro, per l’esecuzione dell'opera del musicista inglese. Sta percorrendo le agili strade tedesche, vanto della nazione, quando sente un rumore strano venire dal retrotreno della sua vettura, una vecchia Aston Martin dei primi anni ’70. In garage, lo Strinkler-Haben Kermasse ha anche una BMW nuova fiammante, si noti, ma quel giorno l’ha prestata al cognato, tale Gorge W. Bohme – di anni 37, impiegato nella cupa ma efficientissima burocrazia teutonica – pensando certo anche alle più alte possibilità di parcheggio che una piccola Aston Martin può avere, nei pressi di un teatro presumibilmente affollato come sarà certo quello di Monaco in una serata del genere. Ah, la Aston Martin è di proprietà della moglie, Elizabeth Biberbach, negli Strinkler-Haben Kermasse, appunto. Lo Strinkler-Haben Kermasse accosta e scende. Con profondo rammarico nota che ha appena forato la gomma posteriore destra. Nessuno passa su quella strada, almeno per il momento, ma il severo codice stradale tedesco gli impone comunque di segnalare con precisione il guasto, avvisando così gli altri utenti della strada del pericolo incombente: un triangolo, guardacaso. Un triangolo posto esattamente a cinque metri dall’autoveicolo in sosta forzata.
Con in testa cupi pensieri malauguranti nei confronti del Bohme, e maledicendo altresì la propria dabbenaggine per il fatto di avergli prestato la macchina, Egli apre la bauliera della vettura, alla ricerca del triangolo d’ordinanza. E un profondo raccapriccio si impadronisce di lui, nel momento in cui constata che il triangolo NON C’È!
Brividi di panico scorrono lungo la schiena dello Strinkler-Haben Kermasse, giusto sotto il suo smoking nero con tanto di papillon dello stesso esatto colore: non c’è neppure la ruota, in bauliera! A questo punto la situazione è chiara: fermare un altro utente che transiti sulla carreggiata e farsi accompagnare, dietro la promessa di lauto compenso monetario, presso il teatro in questione. Il direttore (Herr Philip Bartoldy-Hojdonk, di chiara fama mondiale) sarà già furibondo, per il ritardo del suo Primo Triangolista.
Solo, un quesito morale si pone: non essendoci neppure il triangolo, in quella Aston Martin di proprietà muliebre e consortale al tempo stesso, è il caso di abbandonare tutto così, sfidando dunque l’aspro e severo codice stradale germanico? E in alternativa, cosa fare? Vessato da tutte queste preoccupazioni, lo Strinkler-Haben Kermasse comincia a secernere evidenti e al tempo stesso noiose gocce sudorifere, almeno finché un’idea lo soccorre. 
Lui ha un triangolo, con sé. Eccome se ce l’ha!
Dopo, sopraggiunge un automezzo.
Sollievo.
Arrivato al teatro, lo Strinkler-Haben Kermasse è costretto ad ammettere che non ha con sé lo Strumento. La sfuriata del Bartoldy-Hojdonk è inimmaginabile, al proposito: espulso dall’orchestra per indegnità (il Bartoldy-Hojdonk trova da ridire, al proposito, anche sul papillon dello Strinkler-Haben Kermasse, assai poco inamidato), il Nostro torna mestamente a casa. In taxi, chiaro.
Quivi, si darà furiosamente a suonare per quattro giorni di seguito il triangolo e tutte le altre percussioni che ha nel proprio studio, pronunciando ogni 19 ore le parole “metacarpo” e “tempesta di acrilico”. Alternativamente, ora l’una, ora l’altra. Arrivato al quarto giorno di simile follia, per sbaglio urta con la testa (ovviamente, suonava con ogni estremità del proprio corpo, in modo del tutto scoordinato e sguaiato, ma certo di questo lui non poteva rendersi conto) il bordo di un tamburo, in lamiera; si ferisce e di lì a poco muore dissanguato, sempre suonando con foga. Pare smettendo però di dire le sopraccitate parole.
I funerali dello Strikler-Haben Kermasse si tengono il giorno successivo, in forma strettamente privata. Non viene invitato il Bartoldy-Hojdonk, così come la cameriera che avrebbe dovuto prendersi cura del suo smoking e relativo papillon.
Pare che da quel giorno il Bohme giri in BMW.

dicembre 05, 2003

Altro episodio, assolutamente da inserire nel mio romanzo di formazione di prossima scrittura:


“…ero alle medie, e in una classe vicina alla mia c’era un tipo che tutti chiamavamo Fungo; anzi, F-U-N-G-O-O-O!, scandendo bene tutte le lettere del suo soprannome, con voce roca e strana come l’aveva lui.
Aveva una testa enorme, questo qua, ma veramente pazzesca, e un corpo bombato e pieno, come un gambo di un porcino: la testa era la cappella; il corpo, come detto, il gambo: FUNGO, appunto. E poi parlava con questa voce assurda, bofonchiando, e quello che si capiva era quasi soltanto un indistinto «DWEN DWEN DWEN», ma roco.
La prova di coraggio e di simpatia, per noi tutti, era andare davanti a fungo, fargli il verso (già, aveva pure uno strano ghigno in faccia, e c’era chi diceva che era perché non gli bastava la pelle per coprirgli la testa, e quindi questa tirava, costringendolo a sorridere perennemente) e urlare “F-U-N-G-O-O-O!”, con la voce che dicevo. I più audaci gli carezzavano addirittura il testone. Fungo pareva non capire, e rimaneva lì col suo ghigno.
Eppure lui era taaanto bravo, taaanto buono. Era un povero mentecatto, è chiaro. Ma perché da bambini ci si comporta così?”

dicembre 03, 2003

"Per ricordarTi *34/a Club* Fontepapini il GIOVEDI AvantGarde Dj AlessioNelliVoiceArkimedeLoy & *SpecialEvent* DOMENICA7 *Live&Dance* con DIDUZ&WINSE; MarcoV."


Sì, sì... proprio bello il mondo.

dicembre 02, 2003

Vai lo volevi? RIECCOLO! Il Dottor Merda, e le sue curiose recensioni

Martina Stella, Io so recitare benissimo. Non parlo punto pratese, né ho una voce del cazzo, ed. Anna Valle, pag 10, ill., Europodi 31.
Sì, signori e signori (e anche un po’ signore, via)! Non è affatto vero che Martinastella non sa recitare! Ci voleva questo libro per ribadirlo? Non vi bastavano le innumerevoli prove, buona ultima quella di Augusto – il primo imperatore, prima (e unica, forse) fiction per la tv di produzione italiana, decente? Non vi bastava sentirla parlare con quella voce del cazzo, con spiccato accento pratese, e un tono da far rabbrividire i sassi? E poi, qualcuno ha dei dubbi anche sul fatto che sia bella? Non l’avete visto, anche e soprattutto lì, ancora, che espressione da ritardata che aveva? Con quel mento sfuggente, e quel tentativo di esser sexy che era sinceramente ridicolo? Non vi bastava? Ci voleva il libro per confutare tutte queste accuse? No? Ne volete uno anche su Anna Valle?

(Le foto le ha fatte Valentino Rossi, pare. Che era anche un modo per farlo stare un po’ zitto).

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Anna Valle, Anch’io recito proprio bene. E son pure una bellissima fica, ed. Martina Stella, pag. 11 ill., Europodi 32.
Ecco, per l’appunto. Qui le foto le ha fatte Fabrizio Frizzi, ma siccome poi c’era sempre dietro Valentino Rossi che sentenziava e salmodiava su tutto, pare che il popolare conduttore gli abbia messo l’ARNESE in mano e se ne sia andato impermalito, borbottando: “e allora falle te, visto che sei tanto bravo! Tanto io tifo per maxbiaggi!”. Comunque, anche Anna Valle è proprio brava, e quando urla poi, è veramente credibile. Menzione d’onore anche a lei per la voce da scema. Nel libro poi, è contenuta anche un inizio di autobiografia. La riportiamo: “Mi chiamo Anna Valle. Una volta sono stata Miss Italia. E voi no”.

(Pare che anche Martina Stella avesse inserito qualcosa del genere nel suo libro, ma che sia stato soppresso dal correttore di bozze, per i troppi errori d’ortografia)


Lorenzo Berti, Il mio gatto mi guarda spesso quando non ha niente di meglio da fare. Solitamente, né lui né io diciamo niente, ed. Herzog, pag. 165, eury 0,50. Il popolare (?) autore nano & pubalgico, ma amante delle meschinità (le proprie), ci regala questa sua opera prima, una raccolta di 14 racconti che Pippo Franco, nella sua erudita ed apprezzabilissima recensione su “Paragone – Letteratura” definisce come “la più grossa raccolta di cazzate che mai mente umana potesse concepire. È già tanto che non sbagli i congiuntivi, quel povero fesso”. Il titolo arguto, poi, non tragga in inganno: il corpus è veramente un cumulo di idiozie & seghe mentali, e non capisco perché io proprio io, il dottor Moses Merda, perda il mio prezioso tempo a parlarne. Sarà perché sono solo un frutto della sua debole ancorché ridicola fantasia? Sarà perché la casa editrice mi ha promesso un cospicuo assegno, pagabile in orsetti gommosi? Sarà perché io dondolo? Saranno gli occhi tuoi che brillano? Saranno mille brrrividi, brrrividi… D’AMOR!

(Se volete, però, potete leggerli; a vostro rischio: il prezzo di copertina è praticamente nullo, ma il fatto è che è a chiederli in libreria non si trovano.Difatti, li ha comprati tutti l'autore stesso, personaggio macilento & maligno, e adesso li rivende a 2 euriny tondi ciascuno. Col ricavato pare abbia intenzione di trasferirsi a Capo Verdazzurro, andando così in culo al mondo e portando sei).